Green fashion, l’evoluzione della moda

green fashion

La chiamano Green Fashion, a volte anche “eco fashion” e non è una moda tipica dei giorni moderni. Anche il New York Times ha dedicato un articolo alla Green fashion, s’intitolava “The Green Movement in the Fashion World”, nello stesso periodo l’autorevole voce di Vogue dedicava, nelle sue pagine, uno speciale sulla moda sostenibile… Parliamo di articoli pubblicati nel 1990, circa 25 anni fa.

E’ evidente, la Green Fashion ha radici assai profonde: il seme della moda eco-compatibile è stato piantato nei primi anni Novanta e oggi sembrano spuntare splendidi fiori anche nel nostro paese e soprattutto, da brand che non ti aspetti.

Nei primi anni Novanta, in ambito dell’eco fashion, gli stilisti iniziarono a sperimentare i primi tessuti eco-compatibili e nel mondo della moda si diffondeva il concetto di riciclo creativo. A Parigi, lo stilista del Mali, Lamine Kouyaté, andava a caccia di vecchi tessuti da poter riciclare con mani creative e associarli al brand Xuly-Bet. In Italia, Giorgio Armani si avvicinava al mondo dei “tessuti organici” sperimentando la bontà della canapa.

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Nel 1988 debuttò sulle passerelle un abito da sera realizzato grazie a tessuti riciclati, tra questi, un grembiule di cuoio; l’abito portava la firma di Martin Margiela. Nel 1989, Franco Moschino lanciò una linea di T-shirt caratterizzate da uno slogan che chiedeva ai consumatori di smettere di trattare gli oceani come acque di scarico, “Stop Using Our Oceans as a W.C.”.

La Green Fashion riversa i problemi ambientali nel mondo della moda così da riuscire a innescare, nella mente dei consumatori, una certa coscienza ambientale. La Green fashion diffonde e segue principi di sostenibilità ambientale come:

-il riciclo dei rifiuti
Stilisti e designer sfruttando materiali riciclati riescono a lanciare sulle passerelle abiti di alta moda dal grande valore estetico. Un esempio tra tanti, Catherine Edouard Charlot raccogliendo ombrelli trovati per le strade di New York, è riuscita a confezionare un abito da sera di buon gusto, così come una collezione di borse ideale per la Street Fashion. Non solo abbigliamento, con il principio del riutilizzo la Green Fashion propone gioielli e altri accessori di tendenza: occhiali, cinture, calzature, custodie per iPad e altri dispositivi.

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-l’impiego del Vintage
La nuova moda Vintage va a sfruttare tessuti abbandonati nelle vecchie fabbriche tessili fino a recuperare materiali in disuso dal 1942.

-la scelta della materia prima
Quando non si tratta di tessuti riciclati, la materia prima impiegata nella moda eco-friendly deve essere caratterizzata da un basso impatto ambientale. Di successo sono le materie prime biologiche, come cotone coltivato senza pesticidi e coloranti tessili privi di sostanze chimiche dannose per l’ambiente. Le materie prima che compongono un capo iconico della Green Fashion dovrebbero provenire da un programma di commercio equo e solidale.

-il ciclo di vita
L’abbigliamento e gli accessori della Green Fashion dovrebbero essere realizzati per durare nel tempo e, una volta terminato il loro ciclo di vita, non dovrebbero dare problemi di smaltimento.

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Nella foto la collezione “Conscious e Conscious Exclusive 2014” di H&M

Pubblicato da Anna De Simone il 31 marzo 2014