Gatto calico

gatto calico

Il gatto calico è sempre femmina, o quasi, perché è tricolore e di gatti tricolore maschi non se ne possono essere per motivi genetici, tranne alcune eccezioni davvero rare. Il gatto calico maschio porta fortuna, c’è proprio il portafortuna giapponese Maneki-neko che ne ritrae uno, ma per il resto è sempre femmina, una femmina che ha la pelliccia di tre colori: bianco, arancione e nero.



Gatto calico femmina

Solo la femmina può possedere i geni che le permettono di sfoggiare un pelo con tonalità legate a tre diversi geni, quello del rosso, quello del bianco e quello del nero. Non è l’unica varietà di gatto tricolore, quella del calico, è forse una delle più chiacchierate e legata a leggende anche antiche.

A seconda della disposizione dei colori nel proprio manto, le gatte con tre colori addosso se non sono un calico possono essere tortie, o tartarugata o squama di tartaruga, o torbie. Le uniche volte che un gatto maschio mostra tre colori, sono in caso di anomalia genetica, di mutazione somatica, di chimere o di ermafroditismo. Per approfondire come i colori rispondono a leggi genetiche vi consiglio di leggere “Colori dei gatti e genetica”.

Gatto calico femmina

Gatto calico: prezzo

Oggi non c’è un prezzo fisso per il gatto calico anche perché può appartenere a razze diverse e quindi seguire diverse “quotazioni” a seconda del valore della razza in sé, al di là del pelo. Cosa certa è che il calico ha un valore storico notevole, perché fin dall’antichità gli sono stati attribuiti poteri magici, anche ai tempi dell’antico Egitto, ma non solo.

I marinai giapponesi erano convinti che sulle navi avrebbero scacciato i fantasmi e allontanato le tempeste, tuttora in Irlanda si vocifera che se durante il mese di maggio un gatto calico si strofina la coda su una verruca, quest’ultima cadrà nel giro di pochi minuti.

Gatto calico persiano

Rispetto alle altre varietà di gatti tricolore, il calico mostra una quantità significativa di bianco con delle chiazze ben distinte di rosso e di nero. Questo accade in numerose razze tra cui quella del Persiano. Troviamo gatti così anche tra i Manx, gli American Shorthair, i British Shorthair, i Japanese Bobtail, gli Exotic Shorthair, i Siberiani, i Turkish Van e i Turkish Angora e tra i gatti Norvegesi delle foreste. Non tra i gatti Burmesi.
Gatto calico persiano

Gatto calico: carattere

Non è ancora chiaro se sia vero o solo una malignità che altri gatti hanno diffuso per invidia ma pare che le gatte calico non siano troppo docili. Dipende poi da esemplare a esemplare e di genetico probabilmente stavolta c’è poco, ma sentiamo cosa emerge da chi possiede un calico. Sarebbe un gatto, una gatta, un po’ nervosa e che tende all’aggressività se la si disturba. C’è da dire che si tratta di una varietà molto intelligente e vivace.

Gatto calico torbie

Il Torbie, detto anche patched tabby, tricolore sempre, presenta un pelo a squama di tartaruga con macchie tigrato molto evidenti, mentre nel calico possono comparire ma mai in modo pronunciato.

Gatto calico torbie

C’è il gatto tabby-calico, però, che è una ulteriore variante, con le zampe con la punta bianca ma colori sfumati sul corpo, con delle leggere striature del tabby marmorizzato. Altri “tabby” che possiamo incontrare, e che ci faranno confondere un po’, sono il tabby abissino, con un mantello ad effetto sale-pepe con alcune strisce scure sulle zampine, sul muso, il tabby maculato, con macchie tondeggianti, il tabby tigrato, con le sue striature verticali sui fianchi e orizzontali più scure sulle zampine e sulle guance, e il tabby marmorizzato, il più diffuso.

Gatto calico aggressivo

Sulla credenza che la gatta calico sia più aggressiva rispetto ad altre, e ad altri, è stata effettuata una ricerca che ha in parte confermato questa voce. Lo studio recente si intitola “The Relationship Between Coat Color and Aggressive Behaviors in the Domestic Cat” ed è stato pubblicato sul Journal of Applied Animal Welfare Science.

Ad effettuarlo un team di veterinari dell’università della California per capire le eventuali relazione esistenti tra il colore della pelliccia e i comportamenti aggressivi, nei gatti domestici. Va detto che i risultati si basano su un sondaggio su Internet tra padroni di gatti che hanno giudicato i propri micioni a seconda del pelo.

Le gatte calico sono effettivamente risultate giudicate più nervose e aggressive, ma anche i gatti bianchi e neri e grigi e bianchi sono spesso degli animali che tendono ad aggredire l’uomo sia nelle interazioni quotidiane, sia durante la manipolazione e le visite veterinarie. Di fatto sembra provato che nei felini “l’abito fa il monaco” e che le gatte tricolore calico sono “significativamente più spesso aggressive verso le persone” rispetto agli altri gatti.

Di fatto non siamo di fronte a piccole tigri violente ma ad animali che più di altri simili vogliono essere lasciati in pace. Anche i gatti bianco e neri non sono così mansueti, soprattutto con i veterinari, se vogliamo essere certi, o quasi, di avere un gatto affettuoso, meglio sceglierlo di un colore solo – bianco, nero, grigio -oppure tigrato.

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Pubblicato da Marta Abbà il 10 giugno 2018