Garofanini

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Perfetti per giardini rocciosi, ma non solo, i garofanini sono piante perenni che possono risultare leggermente tossici per i gatti. A seconda del colore, nel linguaggio dei fiori possono assumere significati molto diversi. Se rosa, sono il simbolo di un amore reciproco da donare, se bianchi sono il simbolo della bellezza, dell’innocenza e dell’amore puro. Rossi comunicano rabbia e risentimento. In generale sono spesso collegati all’idea di amore puro e di innocenza.



I Garofanini appartengono al genere botanico Dianthus e se non si trovano in giardini rocciosi, possono decorare tappeti erbosi oppure anche bordure di aiuole. E’ possibile coltivarli anche in vaso e sono in questo caso ottimi per decorare terrazze, balconi e davanzali di finestre. Andiamo a conoscere meglio le loro caratteristiche, imparando anche le regole base per coltivarle.

Garofanini: descrizione

Il nome scientifico di queste piccole piante erbacee è “garofano Dianthus” e si tratta di una pianta erbacea, perenne o annuale, che arriva a noi dal continente asiatico. Appartiene alla famiglia delle Caryophyllaceae e ha un portamento cespuglioso, è formata da molti rametti che mostrano tanti piccoli nodosi. In generale non supera in altezza i 30 centimetri ed è ricco di foglie che spuntano ai lati opposti, lineari o lanceolate, sempre di colore verde scuro.

A partire da inizio primavera, fino alla fine dell’autunno, spuntano i fiori, in cima agli steli. Possono avere varie forme ed essere isolati o a capolino, con calice tubuloso e cilindrico, corolla a 5 petali. Tanti sono i colori possibili, si passa dal rosa al giallo, dal bianco al rosso, senza contare i tantissimi garofanini con petali screziati, molto affascinanti.

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Garofanini: malattie

Per evitare che questa pianta si ammali, possiamo sottoporla ad un trattamento con prodotti anticrittogamici che possono prevenire le malattie e i problemi più comuni come ad esempio la ruggine, l’oidio, la muffa grigia e le erbe infestanti.

Andando ad analizzare con maggiore cura le possibili malattie che colpiscono questa pianta, troviamo ad esempio l’anguillulosi radicale dovuta alla presenza di nematodi del genere Meloidogyne che producono galle sferiche confluenti e ammassate sulle parti ipogee della pianta. Tra i nemici ci sono anche le larve del Lepidottero Cacoecia pronubana che penetrano tra le foglie riunendole con fili sericei per formare un nido, gli acari, che formano macchie piccole e bianche, e i Thripis flavus, Tripis tabaci e Heliothripis haemorrhoidalis, che provocano punteggiature e deformazioni dei petali.

Molti sono anche i funghi che possono creare problemi ai garofanini, ad esempio c’è l’ alternariosi del garofano, l’Heterosporium echinulatum, che provoca macchie tonde confluenti o isolate di colore scuro con un alone verde azzurrastro sulle parti epogee, e la filarosi, causa dell’avvizzimento progressivo dei germogli laterali, che ingialliscono e seccano. Anche la ruggine può attaccare i garofanini causando la formazione di pustole nero-rossastre di aspetto polverulento e contornate da un alone cloritico, su foglie e stelo.

Garofanini: coltivazione

Queste pianticelle amano molto il sole e il caldo per cui preferiscono crescere dove possono ricevere la luce del sole per tante ore. Non temono il freddo, però, e possono resistere anche durante l’inverno se crescono in zone con un clima mite. Durante la primavera e l’estate le annaffiature devono essere regolari ma non troppo abbondanti mentre in inverno dobbiamo sospenderle del tutto perché inizia il riposo il riposo vegetativo.

I terreni migliori per i Garofanini sono quelli sciolti, ricchi di sostanza organica e ben drenati ma durante la ripresa vegetativa è comunque necessario concimare con prodotti a lento rilascio per piante da fiori arricchiti di potassio.

Passiamo alla moltiplicazione del garofano che può avvenire in diversi modi: per semina, ad esempio, oppure in estate per divisione dei cespi o per talea dei germogli laterali in estate. In primavera si può effettuare anche il rinvaso ma solo se le dimensioni raggiunte dalla pianta lo richiedono. Se ne possiamo accorgere osservando che le radici fuoriescono dai fori di drenaggio dell’acqua di scolo e dobbiamo ricordarci di utilizzare terriccio universale.

Garofanini: varietà

Sono davvero molto numerose le diverse varietà e specie di garofani Dianthus che oggi possiamo trovare sul mercato. Vediamo quelle più gettonate. Il Dianthus Deltoides può essere solo rosa o rosso ma il motivo per cui piace molto + che ha una fioritura molto lunga e abbondante, che inizia a maggio e finisce a settembre. Se siamo in cerca di un garofanino piccolo piccolo, possiamo contare sul Dianthus Neglectus mentre se desideriamo un fiore che riempia il giardino di un forte profumo, dobbiamo cercare il Danthus superbus, nei colori del bianco o lilla. Per fiori recisi, il più adatto è invece il Danthus Barbatus, detto anche garofano dei poeti.

Sapevi che il garonfano può anche essere mangiato? Per maggiori informazioni puoi leggere il nostro articolo sui fiori da mangiare.

Pubblicato da Marta Abbà il 10 Aprile 2019