Dieffenbachia: pianta da interno

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Dieffenbachia, una pianta che dal nome può sembrare sconosciuta ma che si trova invece spesso a nostra insaputa all’interno delle nostre case. E’ originaria dell’America centrale e meridionale, appartiene alla famiglia delle Araceae, ne esistono molte varietà e solo alcune sono presenti in Italia per via delle dimensioni e della capacità di adattarsi al clima che abbiamo nel nostro Paese.



Dieffenbachia amoena

La Dieffenbachia amoena, molto probabilmente derivata dalla D. picta, arriva a noi dalla Columbia e dalla Costa Rica. Si distingue dalle altre varietà per il suo aspetto molto imponente che trasmette robustezza e solidità. E’ sicuramente tra le tipologie di Dieffenbachia se non la più diffusa anche se non sempre facile da ospitare in appartamento perché può raggiungere notevoli altezze. Il suo fusto è robusto e verde, le foglie sono grandi e con un lungo picciolo, lunghe anche 60 cm e di colore verde, con delle screziature giallo e crema.

Dieffenbachia, pianta da interno

E’ una pianta da interno, per via della sua capacità di adattarsi alle condizioni climatiche che abbiamo nelle nostre case, il problema si può presentare per le dimensioni. Apprezzata per la bellezza e la eleganza, e anche perché decisamente semplice da coltivare, la dieffenbachia deve essere sistemata in modo che non sia di ostacolo nelle stanze.

E’ una pianta sempreverde con fusto carnoso ed eretto, foglie molto grandi, ovali e verdi molto spesso screziate di giallo o crema a seconda della varietà.

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Dieffenbachia: coltivazione

Quando coltiviamo la dieffenbachia, è bene essere consapevoli del fatto che si tratta di una pianta velenosa in tutte le sue parti perché contiene cellule di cristalli di ossalato di calcio molto lunghe ed appuntite, disperse in una sostanza mucillaginosa. Ecco quindi che è essenziale munirsi di guanti quando si lavora a questa pianta.

Per posizionarla nel modo ottimale va tenuto conto che ama il caldo e teme i colpi di freddo e le correnti d’aria, preferisce condizioni di elevata umidità relativa (80-90%) e se non viviamo in zone umide è bene nebulizzare regolarmente le sue foglie.

Dieffenbachia: fiore

E’ difficilissimo far fiorire la dieffenbachia nelle nostre case e in generale dalle nostre parti, per il clima ben diverso che esiste rispetto a quello dei suoi paesi di origine. Possiamo però immaginare fiori raccolti in infiorescenze, estremamente poco appariscenti, di colore bianco-verdastro.

Sono formati da uno spadice e da una spata e spuntano nel periodo estivo. In generale, dopo la fioritura, non è necessario potare la pianta. Basta eliminare le foglie che diventano secche per evitare che diventino veicolo di malattie parassitarie.

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Dieffenbachia: foglie gialle

In tutte le varietà o quasi di dieffenbachia le foglie hanno delle striature gialle o color crema che non sono affatto un segnale di malattia o di cattiva salute. Accade nella D. Bausei, varietà che deriva dalla D. maculata e dalla Weirii e che mostra delle foglie con delle specie di spruzzi color giallo che hanno un effetto molto decorativo.

Similmente accade per la D. Picta Exotica, diffusa nelle nostre case, riconoscibile perché priva di fusto e con foglie irregolarmente variegate di bianco e giallo. Dalla Costa Rica arriva poi la D. Oerstedii con foglie molto più grandi e verdi, ma non gialle, bensì con nervature bianche lungo la costolatura.

Dieffenbachia: potatura

Come già accennato la Dieffenbachia non deve essere potata se non i casi particolari in cui è necessario togliere dei rami o eliminare quelli secchi. In generale basta liberare la pianta dalle foglie secche per fare spazio alle nuove.

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Durante l’autunno e l’inverno possiamo anche sospendere le concimazioni e non esagerare ad annaffiare la pianta per evitare che si creino ristagni. Un avvertimento per non “spaventarci” se mai dovessimo potare la Dieffenbachia: uscirà un lattice velenoso, irritante per la cute.

Dieffenbachia: prezzo

Acquistata on line una pianta di Dieffenbachia può costare circa 1o euro. Presso negozi di fiori o vivai il prezzo è simile.

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Pubblicato da Marta Abbà il 1 agosto 2017