Dati sensibili: cosa sono

Dati sensibili

Di dati sensibili oggi se ne parla quotidianamente, da una parte è buona cosa, visto che non lo si è fatto per molto tempo in modo comprensibile a tutti ed efficace, ma dall’altro c’è il pericolo di fare confusione. Il pericolo che ci siano fake news sui dati sensibili, falsi allarmismi o verità non dette.  Senza cavalcare le notizie di cronaca, facciamo un passo indietro, alle basi. A volte può aiutare a capire meglio e a notare cose che, nella confusione dei titoli urlati, rischia di sfuggire.



Dati sensibili: cosa sono

I dati sensibili sono dati personali ma non tutti i dati personali sono anche sensibili. In generale sono personali le informazioni che identificano o rendono identificabile una persona fisica, che ne descrivono le caratteristiche con tanto di dettagli, le abitudini, lo stile di vita ma anche le persone che ama frequentare. Anche le informazioni sulla salute di una persona sono dati personali, proprio come quelle sulla situazione economica.

Possiamo distinguere dai dati sensibili quelli identificativi che sono prettamente i dati per l’identificazione diretta, quelli anagrafici e alcune immagini. Sono dati personali anche quelli giudiziari che svelano se una certa persona è stata coinvolta oppure è coinvolta in provvedimenti giudiziari soggetti a iscrizione nel casellario giudiziale.

Ci sono ad esempio alcuni provvedimenti penali di condanna definitivi, oppure una persona può essere libera ma su cauzione, oppure ancora se ha obbligo di soggiorno oppure è stata condannata a misure alternative alla detenzione.

Vediamo ora cosa sono i dati sensibili. Sono quelle informazioni che, da sito del Garante della privacy, “possono rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, lo stato di salute e la vita sessuale”. Questi sono, per definizione, per lo meno in Italia, dati sensibili.

dati sensibili cosa sono

Dati sensibili da non pubblicare su Facebook

Parlare di dati sensibili senza entrare nel merito della loro condivisione sui social network non ha senso, oggi, anche perché il grande polverone è spuntato fuori proprio per questo. Prima, il timore di comunicare i propri dati sensibili non era così forte: a chi mai avremmo dovuto dirli senza accorgerci del fatto di metterci potenzialmente nei guai.  Le nuove tecnologie hanno fatto tornare molti a pensare all’importanza dei dati, al loro valore e alla gestione che ciascuno fa soprattutto di quelli sensibili.

Al di là della definizione di sensibili, ufficiale, ci sono poi alcuni dati che è meglio non condividere su Facebook, per motivi pratici o di opportunità. Ecco qualche esempio. Meglio non mettere il proprio numero di telefono, e disattiviamo anche la geolocalizzazione, in modo che in ogni momento Facebook o chi per esso sappia dove siamo, i luoghi da noi frequentati e i nostri anche minimi spostamenti.

Anche le foto possono essere dati sensibili o contenerli, a volte anche gli scatti più innocui rischiano di svelare cose che non abbiamo intenzione di raccontare di noi. Ad esempio una immagine anche parziale del nostro biglietto per le isole della Sonda, per Bali, per condividere la gioia di essere lì lì per partire, può essere il canale da cui sfuggono dati sensibili.

Dati sensibili da non pubblicare su Facebook

Per Facebook, e i social network in generale, va fatto un discorso a parte sui bambini che , in generale, sono soggetti sensibili, quindi tutto ciò che li riguarda è un dato sensibile. Ciò che spesso viene consigliato, quindi, anche se poi ciascuno è libero di decidere, è di evitare di postare foto di bambini. Magari portano molti like ma, oltre ad esporli ad un rischio, violano la loro privacy e magari da grandi non saranno così entusiasti di vedere on line centinaia di loro foto con buffe sembianze da neonati, da adolescenti, da pre adolescenti.

Spesso si ha la tentazione di raccontare sui social cosa si sta facendo nel quotidiano, pensando che non sia poi così importante anche se lo sanno tutti. Al contrario, è proprio da queste piccole informazioni pratiche e concrete che si può arrivare a costruire la nostra agenda e magari danneggiarci. O controllarci.

Per i bambini, evitiamo di dire dove vanno a scuola o a danza o a calcio e a che ora rincasano, almeno! Molti adulti hanno capito che anche per loro è meglio bloccare il Gps e disattivare i servizi di geolocalizzazione dello smartphone, figuriamoci poi se non va evitato di pubblicare informazioni che permettano di risalire o accedere alle vostre finanze. Niente quindi foto di carte credito o di bollette, o di carte d’imbarco.

Dati sensibili e privacy

Più dati personali e sensibili condividiamo, più pezzi di puzzle forniamo a chi desidera carpire informazioni su di noi per farne cattivo uso. In generale, quindi, se non serve dare dati personali, evitiamo, in modo da non poter essere identificati in modo univoco ed esagerato. Anche solo per prudenza, compleanno, stato civile, numeri di telefono… solo se necessario! Anche solo per non farsi torturare dai call center

Dati sensibili e privacy

Dati sensibili trattamento

Una grande novità che riguarda i dati sensibili è l’entrata in vigore del GDPR. Un tema che va approfondito dando la parola ad un esperto con Alberto Pattono autore del libro “GDPR. Lo stretto indispensabile per le PMI: Cosa devono davvero fare le piccole imprese per adeguarsi al Regolamento europeo per la protezione dei dati personali”.  Si trovano anche materiali on line, è un tema che non riguarda solo le aziende, anzi, riguarda soprattutto noi comuni cittadini. 

Sempre parlando di trattamento di dati sensibili, meglio approfondire anche la biometria e le varie applicazioni di Sanità digitale esistenti ed in arrivo.

Dati sensibili: protezione

Ciascuno di noi ha, per legge, in quanto individuo, il diritto alla protezione dei propri dati personali. Non è una mia opinione o una visione del mondo, una presa di posizione, è un diritto fondamentale dell’individuo tutelato dal Codice in materia di protezione dei dati personali (decreto legislativo 20 giugno 2003, n. 196). Ci sono anche atti normativi italiani e internazionali a rincarare la dose. Fatto sta che ogni individuo può pretendere che i propri dati personali siano trattati da terzi solo nel rispetto delle regole e dei principi stabiliti dalla legge.

Dati sensibili: protezione

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Pubblicato da Marta Abbà il 29 aprile 2018