Come si fa la grappa

Come si fa la grappa

La grappa costituisce una delle bevande più apprezzate, soprattutto nel Nord Italia, dove da tantissimo tempo le ricette più tradizionali si tramandano, di generazione in generazione, allo scopo proprio di ricreare una piacevole grappa.

Con le prime produzioni che risalgono addirittura al Medioevo, l’idea alla base di questa bevanda particolarmente forte e alcolica è derivante dall’utilizzo di bucce, steli, semi e altri “sottoprodotti” della frutta, alla ricerca di un liquore inebriante, dal sapore molto deciso.

Anche se in origine la grappa era sorta per poter impiegare ogni parte della frutta, in modo che nulla andasse sprecato, in realtà oggi tale bevanda è spesso paragonata, con la medesima qualità e dignità, ai cognac o ai brandy francesi.

Tieni anche conto che la grappa è una bevanda molto simbolica. Per esempio, servì molto durante la Prima Guerra Mondiale, per incoraggiare i soldati impegnati, loro malgrado, nelle battaglie. Fortunatamente, dopo le grandi guerre, il suo utilizzo divenne molto più pacifico, e gli italiani impararono ad apprezzarla, assaporandone il gusto, migliorando la qualità delle produzioni, declinandola in diverse sfaccettature, tanto che oggi esistono moltissime varietà di grappa, proveniente da molte regioni.

Nessuno ti vieta però di produrla in maniera autonoma. E, anzi, è ben lecito affermare come in tempi più recenti siano sempre di più le persone che si sono lanciate e cimentate nella produzione domestica della grappa, imparando a creare delle vere e proprie prelibatezze fai – da – te.

A proposito: come si fa la grappa? Ci sono delle indicazioni che i neofiti dovrebbero tenere a mente?

Naturalmente, è oggi possibile realizzare la grappa in maniera completamente autonoma ma… attenzione a non commettere facili errori: sebbene infatti sia possibile realizzare la grappa a casa propria, in realtà ottenere un risultato apprezzabile non è così facile come ci si potrebbe aspettare.

Le basi

Andando con ordine, quel che dovresti fare è acquistare la frutta più matura che puoi trovare sul mercato, e poi lavarla e tagliarla.

Metti la frutta insieme a steli, semi e buccia in un grande tino, o in una pentola sufficientemente ampia da permettere l’inizio del processo di fermentazione. Sigilla il contenitore. Alcuni produttori di grappa mettono la loro miscela di frutta in contenitori di vetro e accelerano il processo mettendo gli stessi al sole per accelerare la fermentazione: è possibile interrompere il processo di fermentazione dopo una settimana.

Quindi, utilizza un torchio per frutta, un frullatore, un robot da cucina o un altro tipo di strumento che ti aiuti a polverizzare la frutta fermentata in quella che i produttori di grappe chiamano “vinaccia”. L’obiettivo sarà quello di spremere rapidamente l’ossigeno dalla miscela in modo da non perdere i preziosi aromi che si stanno formando.

Metti quindi la polpa spremuta in un alambicco e riscaldala fino a quando non vedrai mettere del vapore. Controlla la temperatura dell’alambicco per essere certi che nessun materiale bruci e rovini il sapore della grappa. Non ci vorrà molto tempo prima di vedere la grappa iniziare a muoversi attraverso tale struttura, fino alla camera di stoccaggio finale.

Come lavorare la grappa

Elimina la prima grappa che raggiunge la camera di conservazione. Come avviene infatti per la maggior parte dei prodotti del processo di distillazione, il primo risultato ha un sapore cattivo, considerato che contiene metano. Dunque, cerca di buttare la produzione iniziale.

Controlla invece il resto della grappa mentre si muove attraverso l’alambicco e continua la cottura. Quando noterai che il colore si sta finalmente schiarendo, vuol dire che l’infuso si sta correttamente riducendo, arrivando dunque alla fine del processo. Elimina la coda della grappa in modo che non diluisca il prodotto finito.

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L’invecchiamento della grappa

A questo punto ti dovrai occupare dell’invecchiamento di tale bevanda. Invecchia la grappa che hai distillato in una botte di acciaio inossidabile o in un grande contenitore similare, a meno che non abbia la fortuna di disporre di botti di rovere (in questo caso, evidentemente, la bevanda ne risulterà essere ancora più gustosa).

In ogni caso, sigilla il recipiente e mettilo in un luogo fresco e buio. La maggior parte dei vinai concordano sul fatto che sei mesi sono un periodo di maturazione adeguato, anche se alcuni suggeriscono che probabilmente sarebbe possibile assaggiare la grappa dopo tre mesi per vedere se è pronta per il consumo.

A questo punto, una volta che sei soddisfatto del gusto, potrai imbottigliare la grappa. Alcuni vinai consigliano di filtrare il liquore attraverso un filtro prima dell’imbottigliamento, ma in realtà non è necessario. Dividi invece la grappa in bottiglie di vetro, sigilla con tappi di sughero e preparati a stupire i tuoi ospiti una volta che la presenterai per la degustazione a fine pasto, o quando vorrai!

Consigli

Naturalmente, la ricetta di cui sopra è una semplificazione di quella che è una vera e propria arte, e non potrai certamente dirti un “maestro” della grappa seguendo le poche indicazioni che sopra abbiamo riassunto.

Peraltro, sentiti libero di usare qualsiasi tipo di prodotto per preparare la tua grappa. Segui la tradizione e utilizza l’uva o seleziona altre vendemmie stagionali. Parla con i venditori nei mercati ortofrutticoli locali per ottenere i loro suggerimenti.

Inoltre, come ben potrai immaginare, così come avviene con tutti gli esperimenti di distillazione, potresti dover preparare la grappa più volte e con una varietà di basi di frutta per ottenere un risultato finale che soddisfi le tue papille gustative. Nel frattempo, divertiti a degustare la tua grappa lungo questo percorso di sperimentazione!

Pubblicato da Anna De Simone il 6 Dicembre 2019