Come scegliere le scarpe da running

La scelta delle scarpe da running è un momento fondamentale per ogni podista.

Naturalmente il problema si pone per chi non ha ancora individuato il suo modello ideale perché il podista, in genere, è abbastanza fedele alla scarpa con cui riesce a correre bene.

La scarpa da running, infatti, influenza moltissimo il nostro modo di correre e indossare scarpe non adeguate può portare a fastidi o problemi di diversa natura.

Il mercato, al momento, offre una grandissima possibilità di scelta e orientarsi tra gli svariati modelli proposti non è sempre semplice.



Per cominciare possiamo dividere le scarpe in base alla tipo di corsa che pratichiamo. Tre grandi categorie possono essere:

  • Scarpe da strada: adatte per chi corre principalmente in strada, su piste ciclabili, in pista e occasionalmente su sterrati leggeri con poche irregolarità. Questo tipo di scarpa è pensata per ammortizzare l’impatto su superfici abbastanza regolari
  • Scarpe da trail: sono disegnate per correre fuori strada, su sentieri o superfici fortemente irregolari su cu possiamo trovare fango, acqua, fondo scivoloso, ghiaia e rocce. La suola è molto resistente e con una tassellatura ben marcata.
  • Scarpe cross-training: sono scarpe pensate per allenarsi principalmente in palestra e sono adatte alle varie discipline che si possono praticare in sala. Vengono utilizzate per correre sul tapis roulant per brevi distanze

In questo articolo ci concentreremo sulla prima tipologia di scarpe, quelle da strada, adatte a correre all’aperto.

Scarpe invernali o estive?

Nella scelta di un paio di scarpe per correre, spesso ci si chiede se è necessario comprare un modello per l’estate ed uno diverso per l’inverno, quando la temperatura è più rigida e si rischia di correre anche con la pioggia.

Sfatiamo un mito: la scelta della scarpa da running è indipendente dalla stagione. Le scarpe che utilizziamo durante l’estate con il caldo vanno benissimo anche durante l’inverno.

Le scarpe di buona qualità sono realizzate in materiali sintetici che, in caso di pioggia, si asciugano molto velocemente. Le suole, inoltre, permettono di correre sul bagnato mantenendo la stabilità e una certa aderenza.

L’accorgimento da adottare durante l’inverno è di cominciare a correre piano e riscaldarsi bene prima di effettuare l’allenamento vero e proprio.

L’appoggio durante la corsa

L’appoggio durante la corsa varia notevolmente in base alla velocità. Chi corre a 4’00” al km appoggia il piede in modo molto diverso da chi corre a 6’50” al km.

Nel primo caso si tende ad appoggiare l’avampiede, nel secondo caso, invece, si tende ad appoggiare il retropiede, soprattutto se le distanze sono piuttosto lunghe.

In genere non c’è da pensarci troppo perché questi due movimenti sono gestiti naturalmente dal corpo in base alla velocità di corsa.

Appoggiare l’avampiede permette di ammortizzare meglio l’impatto con il terreno, per cui l’organismo tende a proteggersi meglio.

Correre invece appoggiando prima il retropiede consente di fare un po’ meno fatica e risparmiare energia.

In quest’ultimo caso, se consideriamo una velocità media intorno ai 5’ al km, quando la parte posteriore del piede tocca terra, si ha prima un movimento di leggera pronazione (per smorzare l’impatto con il terreno) seguito da una leggera supinazione (per esercitare al meglio la spinta).

Con la pronazione, quindi, il piede ruota verso l’interno, con la supinazione, invece verso l’esterno e queste due condizioni sono normali sia durante la corsa che durante la camminata.

I problemi insorgono quando, entrambe sono eccessive. In questo caso si parla di iperpronazione o ipersupinazione e si tratta di veri e propri difetti di appoggio.

 

La scelta della scarpa da running in base all’appoggio

Come è ben noto, in commercio esistono molte scarpe in grado di compensare un appoggio errato e potrebbe apparire scontato optare per una scelta del genere.

In realtà non è proprio così.

Se siete pronatori o supinatori (diciamo così, per semplicità) e avete sempre corso senza avere particolari problemi, non è assolutamente il caso di scegliere scarpe che correggano l’appoggio. L’organismo, in questi casi, ha trovato un suo equilibrio e messo in atto meccanismi che permettono di correre senza troppe difficoltà.

Se cambiassimo tipo di scarpa, questo sottile equilibrio verrebbe compromesso e potrebbero insorgere patologie di diverso tipo.

Al contrario, se ci sono problemi che sono sicuramente riconducibili ad un appoggio errato e non compensato, è necessario orientarsi su scarpe adatte.

 

I test per scegliere le scarpe più adatte

Moltissimi negozi specializzati permettono di fare un test per valutare l’appoggio e la dinamica di corsa.

Il test, in genere, si compone di due fasi

  • Fase statica
  • Fase dinamica

Durante la fase statica, l’addetto valuta l’appoggio in fase di carico.

Con il test dinamico, invece, l’appoggio viene valutato insieme alla dinamica di corsa.

Questo test si effettua con l’ausilio di un tapis roulant a cui sono collegati una videocamera e un computer.

L’addetto ci fa salire sul tapis roulant e lo avvia portando la velocità vicina a quella di confort.

Tutta la fase di corsa è ripresa da una telecamera posizionata in modo da inquadrare la parte bassa degli arti.

Le immagini vengono inviate ad un computer e ad un monitor in modo da essere valutate tramite un’analisi più o meno approfondita.

Il test viene poi ripetuto con diversi tipi di scarpe per verificare quanto e come l’appoggio è stato corretto.

Questo test è molto utile e sicuramente le nuove tecnologie possono essere di grande aiuto ma, lasciatemelo dire, la sensibilità e l’esperienza della persona che effettua il test sono insostituibili.

Un occhio esperto può valutare l’appoggio e consigliare la scarpa adeguata prendendo in considerazione i dati del test di appoggio ma basando i suoi consigli soprattutto sull’esperienza e sulle sue conoscenze.

Altre variabili da valutare

  • Il peso: è fondamentale nel valutare il tipo di scarpa da acquistare. Persone più pesanti possono optare per scarpe molto ammortizzate in modo da proteggere muscoli e articolazioni durante il ripetuto impatto con il suolo.
  • La velocità: anche questa deve essere tenuta in considerazione durante la scelta. Il runner che sta incominciando o che comunque corre con ritmi rilassati potrà optare per scarpe che assecondano e facilitano questo tipo di corsa.

Al contrario, il runner evoluto che corre a ritmo sostenuto può valutare scarpe con una suola reattiva, che restituisce la forza di appoggio durante la spinta.

Rimanere fedele alla marca o cambiare?

L’equilibrio su cui si basa la corsa è piuttosto sottile. Se avete trovato una marca e un modello di scarpe che vi permettono di correre senza causarvi problemi, personalmente consiglio di continuare a comprare quella marca e quel modello.

Ma… non precludetevi la possibilità di provare anche altre scarpe.

Tenete in considerazione che avere due paia di scarpe può essere un’ottima idea non solo per alternare ma anche per poter continuare ad allenarsi nel caso uno dei due paia sia bagnato o inservibile.

Quale misura scegliere

Per quanto riguarda il numero da comprare, bisogna sempre considerare un numero o un numero e mezzo in più rispetto alle scarpe che si portano nella vita di tutti i giorni.

Tra il primo dito del piede e la punta della scarpa ci deve sempre essere un po’ di spazio.

Questo è fondamentale quando si incomincia a correre su distanze un po’ più lunghe o su percorsi che non sono piani. Se un dito batte ripetutamente contro la punta della scarpa è molto probabile che l’unghia ne risenta fino addirittura a diventare nera e cadere. Niente di grave, chiunque corra distanze più o meno lunghe ha avuto problemi del genere. Ma è un fastidio che si può evitare scegliendo le scarpe giuste.

Consiglio di provare sempre le scarpe che si stanno per comprare anche se la marca e il modello sono gli stessi di un paio che avete già. Tenete in considerazione che le varie aziende lanciano un modello nuovo della stessa scarpa con una certa frequenza e tra i vari modelli ci sono sempre delle piccole differenze.

Plantari si o plantari no

In genere i plantari delle scarpe da running sono di buona qualità ma si può prendere in considerazione la possibilità di sostituirli con altri che migliorano il confort o aumentano la capacità di ammortizzare.

Un’altra possibilità è quella di utilizzare delle talloniere, che si mettono sotto il plantare originale della scarpa. In genere le talloniere sono di gel e permettono di attenuare l’impatto sul tallone.

Nel caso di scarpe da pronatore, esistono plantari che migliorano la correzione dell’appoggio coadiuvando l’azione della scarpa.

Quanto è necessario spendere per una scarpa da running?

Il prezzo delle scarpe da running è molto variabile. Il consiglio è di non comprare modelli troppo economici perché la scarpa è davvero fondamentale nella corsa e una scarpa di bassa qualità può essere causa di fastidi o dolori in breve tempo.

Personalmente penso che la cifra da spendere possa essere di 80-120€. Naturalmente esistono scarpe molto più costose perché di qualità decisamente migliore.

Le scarpe che costano più di 120€ sono realizzate con materiali di altissima qualità e hanno alle spalle un lavoro di progettazione e disegno molto accurato.

Se c’è la possibilità di orientarsi verso queste ultime, ne vale sicuramente la pena.

Dove comprare le scarpe da running, piccolo negozio o grande catena?

Anche la risposta a questa domanda non è univoca.

Per la mia esperienza il piccolo negozio (specializzato in scarpe da corsa!!), in genere, offre una maggiore competenza e una maggiore attenzione. Chiaramente la situazione varia in base al personale ma, in genere, il commesso del piccolo negozio segue il cliente con più attenzione, lo ascolta e gli consiglia le scarpe più adatte. Con il passare del tempo ci si conosce e i consigli si fanno più accurati.

Le grandi catene, tipo DF Sport Specialist oppure Maxi Sport per intenderci, hanno invece il vantaggio di offrire una vasta scelta di modelli in grado di soddisfare davvero tutte le esigenze.

Personalmente preferisco i piccoli negozi per la qualità dei consigli, per l’attenzione che mi dedicano e per il rapporto che si crea con il negoziante. Questo chiaramente non esclude le grandi catene dove ho comprato scarpe quando ho voluto provare modelli un po’ diversi o quando ci sono state offerte molto convenienti.

Un’altra opzione è costituita dall’acquisto online che talvolta può consentire di risparmiare sul prezzo ma che non vi permette di provare le vostre nuove scarpe. Su Amazon.it ci sono ad esempio decine di buone scarpe in offerta. Il nostro consiglio è però di acquistare online solo se conoscete già il modello e il relativo numero perché lo state già utilizzando o perché avete avuto modo di provarlo in negozio.

Che fare una volta comprate le scarpe nuove?

Finalmente avete preso una decisione e avete comprato il vostro paio di scarpe nuove.

Siete soddisfatti, le portate e casa e… ci andate a correre? No!!!

Prima di fare un allenamento con le scarpe appena comprate è meglio tenerle ai piedi per un giorno e camminarci in modo che si adattino un po’ al vostro piede.

Ricordate di tirare bene le stringhe. Nella parte più vicina alla punta, spesso sono un po’ molli e vanno messe a posto.

Per il primo allenamento è meglio fare pochi km per prendere confidenza con la scarpa e sentire come reagisce al proprio stile di corsa.

E infine, se sono le vostre scarpe, se ci avete corso per un po’ e le sentite bene, se vi danno soddisfazione e soprattutto non causano dolori di nessun genere, prendete in considerazione l’idea di comprarne anche un altro paio. Come dicevo le varie aziende propongono nuovi modelli della stessa scarpa in tempi abbastanza brevi e non è detto che il nuovo modello poi vada bene come il precedente che avevate comprato con tanta soddisfazione.

Chicca Ferrari e Lelio Lassandro

Team  Runsmile a.s.d.