Come organizzare un orto urbano

Gli orti urbani stanno acquistando una grossa valenza nei comuni. Negli ultimi anni, il numero delle persone che vogliono coltivare un orto è andato via via crescendo. Giovani, donne, impiegati e professionisti si sono sostituiti a pensionati e operai. Sorge spesso il problema del “dove coltivare un orto?” Allora perché non fare richiesta al proprio comune per allestire un orto urbano?

Che cos’è un’orto urbano?
Sono spazi dedicati all’agricoltura domestica, alla creazione di un piccolo orto, che i Comuni, soprattutto in città, mettono a disposizione della comunità.
Gli orti urbani sono messi a disposizione dei cittadini che abitano in appartamento e non dispongono di uno spazio adeguato da potersi dedicare al giardinaggio e alla coltivazione di verdura e frutta.

Come fare la richiesta per un orto urbano. La procedura
Per richiedere il proprio orto urbano generalmente bisogna entrare nelle liste di attesa.
Vari requisiti stabiliranno una graduatoria che porta all’assegnazione degli spazi. I requisiti variano da Comune a Comune, pertanto è consigliabile richiedere al Comune di competenza i criteri di assegnazione dell’orto urbano. Tra i requisiti, l’assenza di conviventi che già ne gestiscono uno: per evitare di assegnare spazi allo stesso nucleo familiare. Di solito l’assegnazione degli orti urbani avviene per alcuni anni consecutivi e successivamente si deve lasciare lo spazio oppure partecipare di nuovo alla selezione.

Bisogna pagare il Comune per usufruire di un orto urbano?
Alcuni orti urbani vengono concessi gratuitamente, per altri occorre versare una piccola quota annuale: una cifra quasi simbolica che serve per pagare le spese di gestione dell’area a fronte dell’acquisizione dei prodotti dell’orto da parte dei cittadini.
In alcune zone dell’Italia Spesso gli orti vengono coltivati in forma collettiva, come giardino comunitario; infatti le persone anziane che hanno giardini di proprietà ma non sono più in grado di occuparsene vengono messe in contatto con altri cittadini che se ne possono occupare direttamente. Il giardino di queste persone rivive quindi e i prodotti dell’orto vengono divisi equamente tra il proprietario dello spazio e chi se ne occupa. A Milano, per esempio, è nata addirittura una rete, quella delle Libere rape metropolitane, che raccoglie tutti gli orti e le realtà di verde spontaneo e “partecipato”.

Foto | stefanopescarmona.it

Pubblicato da Anna De Simone il 6 agosto 2012