Cartamo: pianta e olio

cartamo

Cartamo, fin dall’antichità pianta coltivata in Egitto, in Cina e in gran parte del bacino mediterraneo, oggi è invece prodotto soprattutto dall’India che eccelle e si distacca come numeri dalle altre zone situate negli Stati Uniti e nel Messico. Nella nostra Europa solo Spagna e Portogallo coltivano il Cartamo che ha origine in Asia continentale (Iran, Pakistan) oltre che in Africa orientale (Sudan, Etiopia).



Cartamo: pianta

Questa pianta dal ciclo annuale è caratterizzata da un fusto eretto lungo anche un metro abbondante, molto ramificato, e da un apparato radicale particolarmente sviluppato in gradi di “pescare” sostanze nutrienti fino in profondità. Il Cartamo ha foglie che hanno diverse caratteristiche: se in basso, la loro forma è allungata e “innocua” mentre se spuntano più in alto possono essere con delle spine, più fastidiose.

Per quanto riguarda i fiori, sono raggruppati e circondati da brattee color giallo o arancio, ma comunque sgargianti. Insiemi di 20 ma anche di 100 fuori decorano questa pianta che è spesso attaccata da alcune micosi come la ruggine (Puccinia carthami) e l’alternaria (Alternaria carthami). Altri problemi arrivano da nemici come la mosca del cartamo che provoca danni ai fiori.

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Cartamo: coltivazione

Per trovarsi a proprio agio il Cartamo ha bisogno di temperature abbastanza elevate e di postazioni in cui godere di luce ad alta intensità. Per quanto riguarda il terreno, per questa pianta va bene anche quello un po’ argilloso, importante è che non si creino ristagni idrici, cosa non semplice da ottenere visto che come pianta richiede molta acqua e allo stesso tempo non tollera umidità elevata nell’ambiente attorno a lei. Quando si procede alla semina del Cartamo, ci vogliono tra le 20 e le 40 piante per metro quadrato, da sistemare per file equidistanti.

Cartamo: proprietà

La raccolta del Cartamo avviene tramite trebbiatrici, a fine maturazione, quando l’umidità dei semi è circa al 10%. L’intera pianta viene usata per l’alimentazione degli ovini, come foraggio fresco o come fieno, mentre i panelli sono particolarmente preziosi anche per la dieta di altri animali visto che sono ricchi di fibre e di proteine. Anche i fiori, le loro corolle, hanno un impiego interessante, ma in altro settore: sono coloranti in tintoria e in cosmesi.

cartamo olio in pittura

Andando indietro coi tempi troviamo il Cartamo usato anche per la salute umana, era infatti credenza popolare che avesse la proprietà di prolungare vigore fisico, agilità mentale e attività sessuale e nel Medioevo gli anziani lo assumevano tramite infusi, in India e in Africa è usanza attuale.

Cartamo: semi

Sono i frutti, quelli che invece sono detti comunemente i “semi” del Cartamo. Si tratta di acheni dall’aspetto lucido, ovale e sono ricchi di olio: 40-45%. Possono rendere anche 40 quintali ad ettaro e sono utilizzati quasi solo per questa produzione di olio apprezzato perché ricco di acidi insaturi, in primis di quello linoleico e dell’oleico. L‘olio di Cartamo è utilizzato soprattutto nell’industria farmaceutica e nella produzione di vernici

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Olio di Cartamo: dove si compra

Una confezione da 300 mg on line a 6 euro ci procura una buona dose di olio di Cartamo. E’ apprezzato perché ricco di acido linoleico ma anche di vitamina K, consigliato come rigenerativo della pelle ma usato anche in tutt’altro modo. Ad esempio in pittura per far essiccare lentamente i colori, il bianco e gli altri colori tenui e pastello.

Oppure in cucina: qui troviamo l’olio estratto da questa pianta soprattutto in polvere a sostituire lo zafferano anche se il sapore non è uguale e soprattutto meno “potente”.  A livello industriale, inoltre, questa sostanza è un ottimo coagulante, soprattutto per la produzione di creme e budini, fa invece da colorante quando si tratta di fabbricazione di belletti e rossetti.

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Pubblicato da Marta Abbà il 25 agosto 2016