Cardo, pianta e coltivazione

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Come coltivare il cardo: coltivazione, semina, messa a dimora e cure da dedicare alla pianta. Dall’imbianchimento al raccolto, le migliori varietà da coltivare nell’orto (cardo bianco, cardo gigante, cardo avorio…).

Cardo: pianta e parti usate in cucina

Il cardo è un ortaggio ormai dimenticato, poco coltivato nell’orto domestico. E’ caratterizzato da un sapore delicatamente amarognolo e si può coltivare nell’orto dalla primavera fino a fine giugno. In questo periodo, il cardo si può sia trapiantare che seminare.

La pianta è molto voluminosa e appariscente. Cresce fino a un metro e mezzo di altezza. Se ne coltivano diverse varietà e in cucina si usa anche il cardo selvatico, cioè quello che cresce spontaneamente nei campi incolti.

Quando parliamo di cardo facciamo riferimento alla specie botanica Cynara cardunculus var. altilis che si fa apprezzare per i suoi piccioli (le coste di cardo) particolarmente teneri e carnosi. Più avanti parleremo del cardo bianco e del cardo gigante.

I piccioli delle foglie (coste di cardo) si usano in cucina dopo l’imbianchimento. Le coste di cardo sono molto carnose tanto che alla base possono arrivare a svilupparsi per ben 10 cm di larghezza.

Cardo: coltivazione

Nel Meridione d’Italia e nelle zone a clima mite, il cardo si può coltivare come pianta perenne. In genere, la coltivazione e annuale con un ciclo vegetativo abbastanza lungo (dai 180 ai 220 giorni). Si può coltivare anche al Nord Italia tenendo presente che la pianta non tollera temperature inferiori allo zero quindi dovrebbe essere raccolto prima della seconda metà di novembre, quando i primi freddi invernali potrebbero rovinare il raccolto.

Come coltivare il cardo 

Non serve un terreno particolarmente fertile, per ottenere coste di cardo più saporite e meno amare si consiglia di irrigare regolarmente e utilizzare un suolo ricco di materia organica. L’unica condizione necessaria è che il terreno sia privo di ristagni idrici che le radici fittonate del cardo non tollerano.

Dato che l’apparato radiale è profondo, meglio eseguire una vangatura di almeno 30 – 40 cm prima della messa a dimora o della semina.

Semi di cardo

Dove comprare i semi di cardo? Nei consorzi agrari della tua città oppure sfruttando la compravendita online. A “questa pagina Amazon” è possibile trovare diverse varietà di cardo (compreso il cardo bianco e il cardo avorio, le più apprezzate) pronte da seminare.

Cardo: semina e coltivazione

Come seminare il cardo? Il periodo di semina e di messa a dimora cade tra la primavera e l’estate, quando le temperature sono comprese tra i 20 – 30 °C.

Per la semina si consiglia l’uso di contenitori alveolati o vasetti singoli. La semina può avvenire in terriccio universale tenuto leggermente umido, dopo 7 – 15 giorni dalla semina, a seconda della temperatura, la germinazione sarà terminata e si svilupperanno le prime foglie. Il cardo si può piantare nell’orto quando ogni piantina avrà sviluppato almeno 4 foglie, ancora meglio se si attende che abbiano raggiunto un’altezza di 12 – 15 cm.

Come piantare il cardo

La messa a dimora deve avvenire mantenendo una distanza tra piante di circa 1 metro, proprio come è richiesto per i carciofi. Ogni pianta, quindi, dovrà avere un metro a disposizione su ogni lato (un metro di distanza tra le fila e un metro di distanza tra le piante sulla stessa fila). Le aiuole devono essere mantenute pulite per tutta la durata della coltivazione.

Dopo la crescita, la pianta dovrà subire un processo di imbianchimento così da essere più saporita. L’imbianchimento del cardo si esegue da fine settembre a fine novembre. Esistono molti sistemi di imbianchimento, in media quello più veloce prevede l’impiego di cartoni e paglia, in pratica ogni pianta dovrà essere avvolta (fasciata nel cartone quando è ancora piantata nell’orto) in uno striscione di cartone e paglia, alto quanto le coste. Solo le punte delle foglie dovranno rimanere all’esterno così da sostenere la pianta con la fotosintesi, mentre le coste racchiuse perderanno i pigmenti fotosintetici e cambieranno di colore diventando bianchi (ecco perché si parla di imbianchimento dei cardi).

Cardo bianco

Il cardo bianco è indubbiamente tra le varietà di cardo più apprezzate. E’ molto simile al cardo avorio. Si trova più facilmente sul mercato, presente coste medio-larghe e foglie frastagliate.

Il cardo bianco e il cardo avorio non sono le uniche due varietà da coltivare nell’orto. Segnaliamo anche il Cado Gigante di Romagna (presenta coste larghe molto spesse con foglie frastagliate) e il cardo gigante Inerme (presenta coste larghe molto carnose e foglie poco frastagliate).

Cardo e carciofo

Queste due piante sono parenti, è importante dunque evitare di coltivare il cardo dove in precedenza vi erano coltivazioni di carciofi. Le due piante appartengono alla stessa famiglia botanica, hanno esigenze nutrizionali affini e sono sensibili ai medesimi parassiti.

In realtà, il cardo non andrebbe coltivato nelle stesse aiutole dove nel ciclo di coltivazione precedente avevate coltivato carciofi, cicorie, indivia riccia, scarola, lattuga, radicchio e ovviamente gli stessi cardi.

Il cardo è proprio come il carciofo, quindi chi abita nel meridione d’Italia può piantarlo una volta e raccogliere per 3 – 4 anni di fila prima di dover rinnovare la coltivazione.

Può essere utile: moltiplicazione del carciofo

Pubblicato da Anna De Simone il 16 giugno 2018