Capelvenere, coltivazione e cure

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Capelvenere, coltivazione e cure: come coltivare la pianta capelvenere, cure e propagazione. Tutte le info per la coltivazione in casa, in vaso e in giardino.

La capelvenere, botanicamente nota come diantum capillus-veneris, appartiene alla famiglia delle Polypodiaceae ed è una pianta dal notevole impatto estetico.

La pianta capelvenere cresce spontaneamente nelle zone boschive caldo umide, in Italia è facile da ritrovare. Appartiene all’antico gruppo delle felci e si fa notare per le sue delicate foglie a forma di ventaglio e dal colore verde brillante.

La pianta cresce oltre i 30 – 40 cm di lunghezza, presenta rizomi poco profondi che si sviluppano in superficie e come tutte le felci, anche il capelvenere non produce fiori e si fa apprezzare per la bellezza della fronda.

Coltivare la pianta capelvenere in casa

La coltivazione indoor è possibile solo in ambienti a elevato grado di umidità come la cucina o il bagno. L’umidità è importante affinché le foglie possano svilupparsi prosperose. Ponete il capelvenere in bagno, su una mensola posta sulla vasca da bagno o in cucina, lontana dall’esposizione diretta della luce solare.

Per consentire alla pianta di vegetare, ponete il vaso su un sottovaso pieno di argilla espansa o ghiaia da mantenere perennemente umido.

Evitate di coltivare questa pianta in casa se avete problemi di muffa o umidità.

Capelvenere, coltivazione in vaso o in giardino

Irrigazione

Se l’ambiente di coltivazione non è umido, vi toccherà nebulizzare dell’acqua nell’ambiente circostante. Vi basterà uno spruzzino per irrorare la fronda.

Temperatura

La temperatura ideale per l’accrescimento della pianta è compresa tra i 18 e i 22 °C. Per le coltivazioni in giardino, il capelvenere sopporta temperature minime di 10 °C anche se in queste condizioni non è in grado di svilupparsi perché entra in uno stato di riposo vegetativo.

Suolo

Scegliete un terriccio fertile, composto da un 40% di torba, 40% di terriccio e 20% di sabbia. Il terriccio deve essere ricco di materia organica.

Rinvaso

La pianta va rinvasata ogni 2 anni, in condizioni favorevoli di accrescimento il rinvaso va eseguito annualmente. Le dimensioni del vaso devono essere proporzionali alla pianta: la fronda verde deve essere più ampia del vaso di 2 o 3 centimetri così da avere un ottimo impatto estetico.

Concimazione

Il capelverde è una felce… le felci hanno poche esigenze se coltivate nel loro habitat ideale. Per la coltivazione in vaso le concimazioni si rendono necessarie perché la pianta ha a disposizione un substrato molto limitato. Scegliete un concime in forma liquida e ricco di azoto. Aggiungete il fertilizzante all’acqua di irrigazione e somministratelo alla pianta ogni 15 – 20 giorni ma solo nel periodo vegetativo che va dalla primavera all’estate.

Capelvenere, cure

Le cure da destinare alla pianta sono quelle descritte fino a ora. In questo paragrafo elencheremo alcune accorgimenti utili per mantenere il capelvenere in buona salute.

  • Per l’irrigazione, evitate di usare acqua del rubinetto. L’acqua calcarea può danneggiare il fogliame, usate l’acqua piovana o quella del ferro da stiro. Se non potete fare a meno dell’acqua del rubinetto, prima della nebulizzazione, lasciatela riposare in un catino posto all’aperto per 24 ore.
  • Nei periodi secchi dell’anno, per esempio, in inverno se tenete l’impianto di riscaldamento attivo, nebulizzate tutti i giorni.
  • Se le temperature superano i 24 °C, aumentate il grado di umidità dell’ambiente di coltivazione.
  • Il terriccio di coltivazione deve essere sempre umido ma privo di ristagni.

Capelvenere, propagazione

Per iniziare la coltivazione del capelvenere potete sfruttare la moltiplicazione per cespi. La divisione per cespi è una tecnica di propagazione molto semplice.

Estraete la pianta dal vaso e lasciate cadere il terriccio in eccesso, quello non trattenuto dalle radici.

Afferrate ai due margini la zolla di terreno trattenuta dalle radici, con le mani, dividete la pianta in due parti. A questo punto non vi resta che mettere a dimora in giardino o rinvasare le due piante ottenute. Nel rinvaso, pressate il terriccio e irrigate le piante senza bagnare le foglie.

Pubblicato da Anna De Simone il 4 aprile 2016