Callistemon, pianta e fioritura

callistemon viminalis

Callistemon, pianta e fioritura: come coltivare il callistemone, potatura post fioritura e allevamento ad alberello. Tutte le informazioni sulla coltivazione di questa pianta arbustiva.

Callistemon, pianta

Il calistemon è una pianta arbustiva adatta alle zone costiere. La sua coltivazione è semplice e può avvenire sia in vaso, sia in piena terra. Si fa coltivare per la sua originale fioritura rossa a forma di scovolino.

Il callistemon è sensibile al freddo e resistente alla salsedine, tanto che può essere annoverato tra le piante da coltivare nel giardino di una casa in prossimità del mare (piante per la casa al mare). Questa pianta sembrerebbe originaria dell’Australia, della Nuova Zelanza e della Tasmania; appartiene alla famiglia delle Myrtaceae e si adatta bene al clima costiero del nostro paese.

Le specie più coltivate in Italia sono due:

  • Callistemon linearis
  • Callistemon viminalis

Nelle due immagini presenti in questa pagina si possono notare le differenti fioriture del callistemon linearis e viminalis. Nella foto in alto è mostrata la fioritura del callistemon viminalis mentre nella foto in basso si nota la fioritura del callistemon linearis.

Il nome viminalis deriva dalla parola latina vimen che significa proprio “vimini” o “ramoscello flessibile”, questo termine fa riferimento alla forte flessibilità dei rami di questa specie. Il callistemon linearis presenta foglie più strette, appunto, “lineari”, le foglie si presentano piuttosto rigide.

Callistemon, fioritura

Tutte le specie di callistemone sono piante resistenti e rustiche, non necessitano di particolari cure e sono popolari per l’abbondante fioritura. Il callistemone fiorisce in tarda primavero a all’inizio dell’estate. Le infiorescenza si sviluppano a forma di spiga lunghe circa 10 cm. I fiori sono caratterizzati da lunghi stami di colore rosso brillante e la punta gialla.

La pianta deve il suo nome proprio ai suoi fiori: callistemon deriva dal greco kalos, letteralmente “bello” e stemon che significa “Stami”. Le foglie sono di colore verde chiare e differiscono di forma tra una specie e l’altra.

callistemon linearis immagini

Callistemon, coltivazione

Come premesso questa pianta si può coltivare facilmente, sia in vaso che in piena terra. Chi abita al nord è costretto a coltivare callistemone in vaso per spostare il contenitore in posizione riparata durante l’inverno.

La pianta sempreverde necessita una posizione soleggiata. Un terreno sciolto e ben drenato con reazione tendenzialmente acida.

Quando coltivare il callistemone?

Il callistemone (anche noto come malaleuca) si può coltivare in primavera, idealmente tra aprile e maggio.

Come si mette a dimora? 

Vi basterà scavare una buca profonda 30 – 40 cm, o comunque il tanto che basta per incorporare le radici e il panetto di terra della pianta appena acquistata e uno strato di materia organica. Sul fondo della buca, infatti, bisognerà predisporre uno strato di concime organico così da favorire lo sviluppo della pianta.

In piena terra, il callistemone può raggiungere un’altezza compresa tra i 2 – 3 metri. Con la coltivazione in vaso lo sviluppo è più contenuto tanto che la pianta è coltivata con allevamento ad alberello.

Irrigazione e concimazione

In estate bisognerà provvedere a irrigazioni abbondanti e profonde ma tra un irrigazione e l’altra bisognerà attendere che il terreno sia asciutto.

Per migliorare l’aspetto di fiori e foglie, potete somministrare un concime granulare a lenta cessione. Somministrate ogni 15 – 20 giorni dall’inizio della primavera fino all’estate inoltrata.

Potatura

Per la coltivazione in vaso bisognerà eseguire potature contenitive. Chi coltiva in pieno campo potrà lasciare prosperare la pianta potandola solo a inizio autunno.

E’ necessario, infatti, recidere i rami che hanno fiorito asportando tutte le infiorescenze ormai secche.

Nota bene: le specie Callistemon linearis e Callistemon viminalis sono quelle che più si adattano al clima nostrano ma nonostante questo, non possono essere coltivate nel settentrione d’Italia e in zone dove le temperature scendono al di sotto dei 6 °C.

Pubblicato da Anna De Simone il 28 luglio 2016