Caladium: caratteristiche e coltivazione

Caladium
Il caladium o caladio appartiene alla famiglia delle Aracee, un vegetale originario delle foreste tropicali del Brasile.

Nei prossimi paragrafi scopriremo le sue principali caratteristiche insieme ad alcuni accorgimenti pratici per poter coltivare questa pianta nelle nostre case.



Caratteristiche del caladium

Queste tipologie di vegetali sono classificate come piante erbacee perenni con una radice sotterranea e foglie cuoriformi molto decorative per la tonalità dei colori bianco e rosso intenso, che nascono direttamente dal rizoma e sono sorrette da lunghi piccioli. Il genere comprende quindici specie diverse, a riposo invernale, da serra ma coltivate anche come piante d’appartamento, purché in ambiente caldo, luminoso e ventilato.

Il picco vegetativo della pianta avviene in estate e può coincidere con la fioritura. I fiori di caladium, che in realtà rappresentano un complesso di brattee, sono somiglianti a quelli della calla. I fusti sorreggono gli ampi ipsofilli che proteggono una pannocchia con i fiori maschio e femmina. Il caladio raramente fiorisce in appartamento.

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Come coltivare il caladium

Vediamo a questo punto insieme alcuni piccoli trucchi per coltivare questa pianta in maniera ottimale all’interno delle nostre abitazioni.

Esposizione ideale

La pianta preferisce temperature che si aggirano attorno ai 15-20 °C. La crescita avviene principalmente durante la bella stagione. A inizio primavera potremmo porre il rizoma in un contenitore colmo di terriccio ricco e soffice. Non appena il fogliame si sarà sviluppato e le temperature cominceranno ad aumentare, avremo modo di valutare se coltivare la pianta in vaso, al chiuso, oppure se spostarla in piena terra in esterno, dove vegeterà fino all’autunno.

L’ideale è il posizionamento nelle zone semi-ombreggiate, per ricreare l’habitat delle foreste pluviali. Occorre inoltre evitare i raggi solari diretti ma anche gli ambienti privi di luce naturale e poco arieggiati. Solitamente, i caladium coltivati al buio tendono ad assumere un colore delle foglie spento e poco caratteristico.

Attenzione alla coltivazione forzata della pianta mediante le annaffiature autunnali. Questo procedimento tende a impoverire il rizoma, causandone la morte o la sofferenza vegetativa.

Terreno idoneo per la messa a dimora della pianta

Nel momento in cui il rizoma comincia a germogliare, fino a che il fogliame non apparirà ingiallito, le annaffiature saranno regolari e abbondanti, aspettando che il terreno diventi asciutto prima delle irrigazioni. Ogni quindici giorni sarà nostra premura aggiungere all’acqua delle annaffiature un concime universale, ricco di microelementi. Nel periodo più freddo, il nostro caladio appassirà, motivo per cui sospendere le annaffiature e permettere al rizoma di entrare a riposo vegetativo.

I terreni migliori per i nostri caladium sono i terreni sciolti, a Ph leggermente acido, ben drenati e ricchi di materia organica. Per favorire lo sviluppo della pianta, nel periodo primavera – estate, è opportuno somministrare ogni quindici giorni del concime liquido ricco di sostanze chimiche quali azoto e potassio e microelementi. In alternativa ogni due o tre mesi, è bene somministrare del concime complesso in forma granulare.

Moltiplicazione della pianta

La riproduzione avviene distribuendo i semi in modo uniforme, appena sotto lo strato superficiale del terreno. Il semenzaio andrà protetto con una pellicola trasparente, forata e posto in una zona ombreggiata alla temperatura di 20-23 gradi. Alla comparsa dei primi germogli, bisognerà spostare il semenzaio in una zona più luminosa, ma la pianta comunque riparata dai raggi del sole.

caladio

Infine andremo a selezionare le piantine più vigorose, scartando quelle più fragili. I germogli novelli dovranno essere staccati con delicatezza e trapiantati singolarmente in vasi che contengano humus misto a torba e a sabbia. Nel mese di marzo, ricordiamoci di mettere a dimora i germogli e, dopo due anni circa, avremo rizomi di ottima qualità.

Parassiti e malattie del caladium

Con l’arrivo dei primi freddi la pianta tende a seccare. È buona regola eliminare le foglie ingiallite e rimuovere il rizoma dal terreno. Lasciamolo asciugare del tutto e riponiamolo in cantina. La primavera successiva avremo ottenuto un nuovo rizoma da trapiantare.
Raramente gli esemplari di caladium vengono aggrediti dai parassiti. Il pericolo maggiore è rappresentato dagli eccessi o dall’assenza di umidità oltre che dal ristagno idrico di radici e foglie. Il vegetale risente molto degli sbalzi di temperatura, pertanto quando le foglie daranno i primi segni di accartocciamento, occorrerà spostare la pianta in un ambiente più caldo.

È opportuno moderare le annaffiature e regolare l’umidità nel caso in cui compaiano le muffe tipiche da malattie fungine. La pianta può anche essere attaccata dai pidocchi che dovremo prontamente rimuovere con l’impiego di un antiparassitario specifico oppure utilizzando prodotti naturali, come alcool e olio di Neem.

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Curiosità sulla pianta

Tutte le parti della pianta sono tossiche per l’uomo e per gli animali domestici. In ambito omeopatico, il caladium viene impiegato per la cura della disfunzione erettile e per ridurre la dipendenza da nicotina nel fumatore.

Nel linguaggio dei fiori il caladio simboleggia l’incostanza e l’incoerenza.

Pubblicato da Evelyn Baleani il 8 Novembre 2021