Benessere acustico: come difenderlo in casa

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Benessere acustico è quella condizione in cui nessun rumore ci disturba in ciò che stiamo facendo e nulla cambieremmo del clima acustico a contorno. Una sorta di nirvana dei timpani.

Il punto è come difendere il benessere acustico tra le mura di casa, dove una condizione di quiete simile non la  troviamo spesso; tolti forse quei pochi minuti all’alba o la sera molto tardi per chi ha l’abitudine di fare le ore piccole.

Le insidie del rumore arrivano sia dall’esterno sia dall’interno e gli edifici ‘moderni’ concepiti con strutture leggere non ci aiutano. Più facile che una casa costruita negli ultimi anni abbia una protezione termica piuttosto che un buon isolamento acustico.

All’esterno tutto dipende dall’impatto acustico delle attività che si svolgono attorno alla casa. Campagna e centro città hanno climi acustici molto diversi, ma ci sono anche altri fattori che possono fare la differenza: strade trafficate, ferrovie, aeroporti, industrie con lavorazioni rumorose, supermercati, attività commerciali e ricreative.

La lista dei nemici esterni del nostro benessere acustico è molto lunga e più che di difese si può parlare di precauzioni. La prima è quella di inserire la verifica della zona acustica nella valutazione immobiliare della casa che vorremmo acquistare. Non che la zonizzazione acustica comunale sia un indicatore molto attendibile, ma è già qualcosa.

Il secondo consiglio è quello di visitare l’immobile più volte e in giorni e orari diversi. Mai soltanto di sabato, quando molte fabbriche sono chiuse, e mai soltanto alle 10 del mattino perché potrebbero sfuggirvi alcune rumorose attività serali o notturne.

Terzo consiglio: installate infissi muniti di doppi vetri, se non li avete già. Il rumore è ‘pigro’ e passa da dove fa meno fatica; finestre, porte-finestre e aperture vetrate in genere sono la via maestra. Il vetro a doppia o a tripla lastra può abbattere il rumore di parecchi dB, specie se all’esterno sono presenti sorgenti rumorose significative.

Passando all’interno, qui i pericoli sono anche più gravi. Dentro gli edifici ci sono sia il rumore aereo, che si trasmette con la voce, sia il rumore di calpestio che tipicamente è quello avvertito al piano di sotto e generato dall’impatto dei passi sulla soletta.

Anche in questo caso, il benessere acustico si difende con la prevenzione. Al venditore che vi propone un appartamento in un edificio multipiano chiedete il certificato acustico dell’edificio con l’indicazione dei requisiti acustici passivi dell’edificio secondo il Dpcm 5.12.1997.

Il certificato acustico non è un documento obbligatorio per legge, quindi può anche non esserci, ma i costruttori più previdenti hanno cominciato a servirsene perché è un buon argomento di vendita. L’inquinamento acustico può abbassare il valore degli immobili, anche del 20-30% in alcuni casi.

Certificato o no, vanno verificati il fonoisolamento delle pareti e della soletta, e la rumorosità degli impianti tecnologici. Nel caso delle pareti, ci si deve accertare che quelle divisorie tra diverse unità immobiliari siano in doppia muratura e che contengano uno strato di materiale fonoisolante.

Nel caso delle solette, va verificato che ci sia un pavimento galleggiante e che tra massetto e pavimentazione sia stato interposto uno strato fonoisolante sufficientemente elastico, idem tra massetto e pareti verticali. Va poi verificata la rumorosità degli impianti: sciacquoni, ascensore, autoclave, che dovrebbero essere fonoisolati lungo i tubi e nei cavedi.

Per fare tutte queste cose però servono delle competenze. Se non siete degli esperti di acustica architettonica può essere una buona idea quella di chiedere un rilievo fonometrico a una ditta specializzata. Quando in ballo ci sono tanti soldi, come è normale quando si compra casa, può essere un buon investimento.

Pubblicato da Michele Ciceri il 18 giugno 2014