Araucaria, la pianta dei dinosauri

araucaria in vaso

Come coltivare l’araucaria in vaso o in giardino. Consigli pratici per la coltivazione dell’araucaria e le cure da destinare all’albero dei dinosauri.

Per la sua stazza e per il rinvenimento di particolari fossili, l’araucaria è conosciuta come l’albero dei dinosauri.

Questa pianta, nel suo habitat naturale, è in grado di raggiungere e superare i 50 metri di altezza. Parliamo di una pianta molto antica originaria del Sud America. Non fatevi ingannare dalle sue dimensioni, l’araucaria può essere “addomesticata” e coltivata anche in vaso. La coltivazione dell’araucaria in vaso ne limita la crescita e i soggetti raggiungono un’altezza massima di 2 metri.

Esistono una ventina di specie di Araucaria. Si tratta di piante sempreverdi dall’aspetto molto caratteristico e originarie dell’America (Cile, Argentina, Brasile) e dell’Australia. Si tratta di una pianta molto antica: reperti fossili hanno dimostrato che il genere Araucaria esisteva anche nell’emisfero settentrionale fino alla fine del periodo Cretaceo.

Durante il Giurassico, l’Araucaria vegetava ovunque, al sud e a nord del globo. Per questo motivo si suppone che questa pianta è stata la principale fonte di cibo per i dinosauri.

In alcune specie, dai frutti, si estraggono dei semi commestibili che ricordano vagamente i nostri pinoli.

Araucaria in vaso

Come premesso, la coltivazione dell’araucaria in vaso è possibile. Le specie che si adattano alla coltivazione in vaso sono l’A. araucana e l’A. heterophylla.

L’araucana presente faglie molto lucide, triangolari, dure e taglienti ai bordi. Quando la pianta ha pochi anni, i rami tendono a svilupparsi orizzontalmente. La specie Heterophylla, comunemente nota come Pino di Norfolk, presenta foglie lanceolate aghiformi di colore verde intenso. La chioma conserva la forma conica anche a maturazione.

L’araucana e il Pino di Norfolk, in vaso, presentano una crescita molto lenta. Il rinvaso, infatti, va eseguito ogni due o tre anni. Queste piante, coltivate in vaso, non crescono più di 10 – 15 cm all’anno e arrestano completamente la crescita intono ai 200 cm.

araucaria malattie

Se avete comprato un’araucaria in vaso (pino di Norfolk o della specie araucana) e siete in primavera inoltrata o in estate, non portatela in casa.

L’araucana va tenuta all’aperto con la bella stagione e riportata in casa quando le temperature iniziano a scendere.

Le irrigazioni devono essere eseguite con regolarità, attendendo che il terreno sia completamente asciutto tra una bagnatura e l’altra. A partire dalla primavera, la pianta coltivata in vaso va concimata con un fertilizzate per piante acidofile da somministrare a intervalli di quindici giorni. Attenzione a dare la quantità di concime giusto! Queste piante non sono molto esigenti, occorre una concimazione di mantenimento quando coltivate in vaso: dimezzate la dose consigliata sulla confezione del concime!

L’ambiente domestico giusto vede temperature comprese tra i 12 e i 18 °C, quindi non può essere tenuta in locali climatizzati.

Coltivare l’araucaria in giardino

Chi abita al meridione d’Italia può coltivare l’araucana in vaso all’aperto o in piena terra senza troppi problemi climatici. Chi abita al settentrione farà bene a scegliere specie più resistenti al freddo.

Potatura

Le piante del genere araucaria tendono a seccare i rami posti più in basso… Niente paura, non si tratta di malattie o carenze idriche, fa parte del naturale decorso vegetativo.

Vi basterà asportare i rami basali solo quando saranno completamente secchi. Per il resto, non occorre alcuna potatura.

Evitate di potare o addirittura cimare la pianta che potrebbe soffrirne molto o addirittura deperire completamente.

Quando coltivata in vaso, conviene accorciare e potare, con estrema cautela, l’apparato radicale della pianta così da arrestarne e limitarne lo sviluppo… un po’ come si usa fare con i bonsai!

Pubblicato da Anna De Simone il 8 settembre 2017