Agricoltura e crisi idrica

Siccità e inquinamento sono una minaccia per il globo e lo sono soprattutto per le attività che sono a diretto contatto con la Madre Terra, come lo è l’agricoltura; ma se fosse proprio l’agricoltura la causa di siccità e problemi ambientali?


L’uomo utilizza il 54% dell’acqua dolce che è disponibile sul pianeta. C’è da dire che l’acqua dolce disponibile corrisponde solo il 2% dell’acqua totale, infatti su un totale di 1,4 miliardi di km³ d’acqua, solo 35 milioni di km³ è dato da acqua dolce (laghi, fiumi, ghiacciai…).

In Italia, oltre il 60% del consumo idrico è legato all’agricoltura. La gran parte dei piccoli produttori, utilizzano cisterne per l’approvvigionamento dell’acqua piovana così da utilizzare questo bene per irrigare i campi. Il discorso varia quando si fanno i conti con le multinazionali alle quali sono connesse tematiche quali la siccità e l’inquinamento.

Le filiere del settore agroalimentare, soprattutto quelle legate all’allevamento bovino per la produzione di carni, latticini e cereali, abusano troppo delle risorse idriche. I cicli produttivi di carne, mangimi e derivati animali sono ad alto consumo di acqua. Con gli attuali andamenti industriali, presto il globo si troverà a dover far fronte, oltre alla giù radicata crisi energetica, anche a una crisi idrica globale. E’ da qui che nasce l’esigenza di instaurare una filiera prodottiva meno invasiva, compito che tocca alle multinazionali, nel nostro piccolo possiamo provare a seguire una dieta priva o meno ricca di carni.

Il WWF ha ben pensato di lanciare un sistema capace di monitorare i bacini idrici mondiali così da valutarne i rischi connessi alle filiere produttive delle grandi industre, rischi come l’inquinamento e la siccità. Si chiama Water Risk Filter ed è lo strumento che il WWF vuole utilizzare per tenere sotto controllo i rischi connessi all’approvvigionamento idrico da parte delle aziende.

Il Water Risk Filter è messo a disposizione di investitori e aziende per analizzare l’esposizione a minacce quali la scarsità idrica o la contaminazione delle acque; fattori che incidono negativamente sulla catena produttiva e sulla fornitura. Così Water Risk Filter, dal 28 marzo 2012, potrà essere utilizzato da aziende agricole e investitori per controllare a quali rischi sta andando incontro la propria filiera.

Pubblicato da Anna De Simone il 23 marzo 2012