Agricoltura 2.0

La mancanza di suolo agricolo e l’incalzante fenomeno di cementificazione sta costringendo l’uomo a realizzare nuove forme di agricoltura. L’Agricoltura 2.0 è un sistema che mira a portare l’agricoltura nelle aree urbane congestioante. Può essere applicata in qualsiasi città seguendo strategie differenti.

Abbiamo parlato della coltivazione di orti in bottiglia, di orti urbani oppure didattici. Queste potrebbero essere considerate forme di agricoltura 2.0. Un esempio estremo è dato dalle coltivazioni verticali! Si tratta di coltivazioni che si estendono per tutta l’altezza di un edificio. Come è possibile? Con incubatori vegetali che percorrono l’altezza dell’edificio portando la vegetazione fino all’estremità più alta.

Gli incubatori sono delle piscine chiuse con una misura che può variare dai 4 agli 8 metri quadrati, queste “piscine” presentano un ambiente controllato che regola la luce solare, raccolgono l’acqua piovana e controllano la temperatura e la concentrazione di anidride carbonica.

Sfruttando queste premesse, l’agricoltura verticale ha toccato l’apice con il progetto Appareil, che prevede la costruzione di torri ad hoc, studiate per accogliere le coltivazioni verticali. Secondo le stime, si potrebbe arrivare a produrre fino a 42 kg di verdura in un solo giorno ma si prevede di produrre solo verdure “leggere” come melanzane, pomodori, lattuga e peperoni.

Ipoteticamente, se un numero sufficiente di aziende agricole iniziasse ad applicare i principi della coltivazione verticale utilizzando apposite assi, con ogni torre coltivata si potrebbero sfamare i residenti di una zona di circa 1,5 chilometri quadrati a chilometro zero, cioè senza la necessità di trasportare le verdure per lunghe distanze.

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Pubblicato da Anna De Simone il 14 maggio 2012