Umidità atmosferica: definizione e falsi miti

Umidità atmosferica

L’umidità atmosferica è una delle più importanti variabili a cui guardare quando desideriamo sapere le condizioni meteorologiche che ci aspettano ed è fondamentale anche per la crescita di molte piante come anche per la sopravvivenza di specie di animali che necessitano di particolari habitat per vivere.

Andiamo a scoprire meglio di cosa si parla quando si parla di umidità atmosferica, come misurarla e cosa non credere al suo riguardo.



Umidità atmosferica: definizione

Per umidità atmosferica si intende la quantità di vapore acqueo che possiamo trovare nell’aria derivante dall’evaporazione dell’acqua dalla superficie terrestre a causa della presenza della radiazione solare e anche, in piccole quantità, dalla traspirazione delle piante. Perché tanto ci interessa avere informazioni sul vapore acqueo nell’aria che respiriamo? Anche se non lo si vede e non lo si percepisce quasi per nulla, a volte, è un elemento decisivo negli equilibri terrestri, basta soffermarci a pensare e subito si collegano al vapore acqueo la formazione di nubi, nebbia e precipitazioni.

Umidità atmosferica: assoluta o relativa

Esistono due modi differenti per esprimere l’umidità atmosferica che si può indicare sia come umidità assoluta che come umidità relativa. Nel primo caso, con la assoluta, la definizione è molto semplice, si tratta della misura dei grammi di vapore acqueo contenuti in 1 metro cubo di aria. Più complesso è definire l’umidità relativa (UR) che va intesa come il rapporto percentuale tra la quantità di vapore acqueo presente realmente nell’aria e la massima quantità che, alla medesima temperatura, sarebbe necessaria perché l’aria fosse satura di vapore acqueo.

Qui va fatto un passo indietro per precisare questo concetto di aria satura, dicendo che al variare della temperatura, c’è sempre un massimo livello di vapore acqueo che può essere contenuto allo stato aeriforme, una sorta di soglia di saturazione dopo la quale se c’è altro vapore, esso va a formare goccioline di acqua allo stato solido oppure diventa ghiaccio, se la temperatura va sotto lo zero.

Umidità atmosferica: valori

Se non l’abbiamo mai misurata, è difficile assegnare un valore all’umidità atmosferica ma per quella relativa otteniamo sempre una percentuale che dobbiamo leggere in questo modo. Se è la UR è pari all’80% vuol dire che l’aria in cui siamo immersi contiene esattamente questa percentuale di vapore acqueo che, alla stessa temperatura, la renderebbe satura.

Naturalmente quando la umidità atmosferica relativa è pari al 100% l’aria è satura e basta un piccolo calo di temperatura o l’introduzione di altro vapore per far sì che si formino delle goccioline di condensa. E’ molto importante ricordare sempre che il valore dell’umidità relativa dipende dalla temperatura dell’aria e di solito se aumenta la temperatura, aumenta la quantità di vapore acqueo necessaria perché l’aria sia satura. Nelle zone in cui viviamo possiamo trovare dei valori di umidità atmosferica molto diversi, durante le giornate di pioggia l’umidità relativa dell’aria in ambiente esterno raggiunge tipicamente valori dell’80-90%, in situazioni di benessere varia dal 35 al 65% me quando le temperature salgono oltre i 26°C  non dovrebbe mai essere superato il valore del 50%.

Umidità atmosferica: come si misura

Tutta la gamma di strumenti che vengono tutt’oggi utilizzati per misurare l’umidità dell’aria è quella degli igrometri di cui ne esistono diversi modelli. Il più noto e utilizzato è quello che si basa sulla dilatazione di un capello a causa dell’umidità. Sembra impossibile al giorno d’oggi affidarsi a questo tipo di meccanismi di misura ma in molte situazioni è tutto così. L’igrometro a capello contiene un fascio di capelli, tesi non tirati, fissato a un’estremità con l’altra estremità collegata ad un sistema di amplificazione che comanda un indice di riferimento su una scala graduata. Il funzionamento di questo strumento di misura è totalmente basato sulla proprietà dei capelli di allungarsi all’aumentare dell’umidità relativa dell’aria e, viceversa, di accorciarsi quando quando diminuisce.

Umidità su foglia

Umidità atmosferica e falsi miti

Esistono delle credenze da sfatare anche sull‘umidità atmosferica che riguardano fenomeni a cui abbiamo dato una spiegazione senza appurarne la veridicità.

Spesso siamo fissati che fuori non si stia bene a causa della nebbia che effettivamente non è piacevole, ma non è detto che all’interno di un ambiente riscaldato ci sia un livello di umidità ottimale. Spesso è troppo basso. Se fuori infatti a una temperatura di zero gradi centigradi e l’aria al 75% di umidità relativa contiene 2,9 grammi di vapore acqueo, quando la scaldiamo fino a 20 gradi come si fosse nella nostra casa, senza aggiungere vapore acqueo, il tasso di umidità relativa sarà del 20%, un valore difficile da accettare per il nostro organismo.

Un altro aspetto importante da conoscere sull’umidità atmosferica è l’effetto fisiologico ad essa legato che può essere di caldo o freddo. Tutto è legato alla sudorazione che come meccanismo di regolazione termica dell’organismo, sottrae calore e quindi ci raffredda.

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Pubblicato da Marta Abbà il 30 Marzo 2021