Trasporti green: l’università dà il buon esempio

 

Università e trasporti green

Arriva da una università milanese, il Politecnico, un modello ancora in fieri di trasporti green per studenti ma anche per professori e dipendenti. Tanti le iniziative da mettere in campo, mentre nelle aule se ne parla e si agisce. In prima fila c’è Luca Studer, responsabile del Laboratorio Mobilità e Trasporti del Politecnico di Milano che racconta l’onda green che sta investendo l’intero quartiere universitario.
1) Perché le università dovrebbero occuparsi di mobilità e, in particolare, di trasporti green?
Le università movimentano un numero di persone molto elevato. Tra studenti, personale tecnico-amministrativo e docenti si muovono quotidianamente, o quasi, circa 240.000 persone. Solo al Politecnico di Milano ci sono 40.000 persone che si spostano in tutte le sue sedi. I numeri da soli giustificano la necessità di organizzare e di gestire questa mobilità, fatta in gran parte di persone giovani e sensibili alla sostenibilità e all’ambiente.

2) In che modo e quando al Politecnico avete iniziato ad occuparvene?
Da quasi 15 anni. Ha iniziato quando è stata istituita la figura del Mobility Manager nel 1998 che obbliga tutte le aziende di grandi dimensioni a gestire gli spostamenti dei propri dipendenti. Da circa due anni si è dato nuovo slancio con il progetto Campus Sostenibile coordinato dal Prorettore prof. Balducci e dalla prof.ssa Grecchi, promosso da Politecnico e dall’Università degli Studi per favorire la qualità della vita e la sostenibilità a 360°nell’area di Città Studi. Il progetto è suddiviso in tavoli di lavoro tra cui quello che si occupa di ambiente, di energia, delle persone, degli spazi urbani e di trasporti.



3) Quali azioni concrete verso gli studenti si possono fare per promuovere la mobilità sostenibile?
Le principali misure sono quelle classiche di mobility management. L’obiettivo principale è quello di rendere lo spostamento degli studenti e del personale docente e tecnico-amministrativo sostenibile, con mezzi alternativi all’auto, green. Si parte dall’analisi degli spostamenti casa-lavoro/studio.

4) Quache esempio di azioni pratiche?
• Agevolazioni economiche per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico
• Promozione di servizi di car sharing e car pooling
• Moderazione del traffico
• Creazione di infrastrutture ciclopedonali
• Regolamentazione e riduzione delle aree di sosta e gestione dei parcheggi
• Sito Web per le proposte condivise da parte di studenti e dipendenti
• Tessera elettronica multiservizi
• Conferenze ed eventi sul tema “trasporti green”
• Installazione di rastrelliere di biciclette e bike sharing
• Strutture per ciclisti: spogliatoi, officina.
Detto ciò, a breve apriremo Policiclo, un sistema di noleggio o condivisione delle bici del Politecnico che riutilizza le bici abbandonate sul territorio di Milano per ricavarne pezzi di ricambio o nuovi mezzi da mettere a disposizione di chi ne avesse bisogno.

5) E verso il personale dell’università?
Verso il personale tecnico e amministrativo o personale docente le misure sono abbastanza analoghe a quelle descritte, anche se in parte cambiano gli orari e la stagionalità in cui avvengono gli spostamenti. Il personale ha chiaramente orari che sono più di ufficio.

6) Ci sono delle pratiche, dei progetti o delle iniziative per la mobilità sostenibile particolarmente apprezzate?
Ci sono diverse iniziative interessanti per quanto riguarda la mobilità sostenibile per le università in ambito europeo e mondiale ma diventa difficile poter trasferire qui le esperienze di campus universitari in stile anglosassone o americano perché al Politecnico gli studenti provengono in gran parte da casa propria. Ritengo che anche Città Studi sia un ottimo esempio. Dalle ultime indagine risulta che meno del 10% usa mezzi propri motorizzati.

7) Le istituzioni pubbliche, locali e non, in che modo possono contribuire ad una “mobilità sostenibile universitaria”?
Le Istituzioni pubbliche hanno un ruolo fondamentale, le università hanno ambiti di intervento limitati. L’aspetto nuovo e importante è la recente nascita di una stretta collaborazione, in primis il Comune. Questo l’aspetto che può portare il Progetto Campus Sostenibile a diventare un’eccellenza e un punto di riferimento come buona pratica in Europea e nel mondo in merito ai trasporti green.

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Pubblicato da Marta Abbà il 21 ottobre 2013