TETI e i musei sottomarini sicuri e sostenibili

Polimi TETI Team

Musei sottomarini: oggi fruibili, sicuri e sostenibili grazie a TETI, Ci sono voluti due anni e nove cervelli al lavoro, ma l’Alta Scuola Politecnica di Milano e Torino ha elaborato un progetto multidisciplinare con l’imperativo di non alterare l’ecosistema e il sito stesso. TETI sta per “Integrated Technologies for the Sustainable Management of the Underwater Cultural Heritage”, è stato sviluppato a partire dal caso studio dell’Itinerario Archeologico Subacqueo di Capo Graziano a Filicudi e a raccontarlo sono i due team leade: Clery Bionaz e Davide Agostoni.

1) Quando e come è nato il progetto? Con quale obiettivo?

Il progetto è nato nell’ambito del VI ciclo dell’Alta Scuola Politecnica, una Scuola di eccellenza per giovani talenti nei campi dell’Ingegneria, dell’Architettura e del Design fondata dai Politecnici di Milano e Torino. L’obiettivo di TETI era di realizzare un sistema integrato per la conservazione dei siti sottomarini direttamente nel loro ambiente, senza alterare l’ecosistema e il sito stesso, permettendo contemporaneamente una migliore fruibilità a tutti i visitatori.

TETI è un progetto multidisciplinare proposto dalla Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia e si fonda sui principi emanati dalla Convenzione UNESCO per la protezione del patrimonio sommerso, che indica le corrette modalità di conservazione e fruizione dei beni archeologici sottomarini.

2) Quanti hanno partecipato, quanto è durato e quanti fondi investiti?

Nove studenti dell’Alta Scuola Politecnica, suddivisi in due Team di quattro e cinque persone che hanno lavorato in stretta collaborazione anche se con obiettivi specifici diversi. Il progetto TETI è durato due anni, tale è la durata dei corsi ASP, e gli studenti hanno ricevuto una borsa di studio per lo sviluppo del progetto pari a mille euro ciascuno.



3) Che esperienza si prospetta ai visitatori se il progetto di TETI verrà realizzato? Ne beneficerà anche l’ambiente?

I visitatori potrebbero vivere un’esperienza del tutto nuova e interattiva grazie al sistema di guida ad idrofoni, alle guide luminose con fibre ottiche e ai pannelli informativi subacquei, gli “info box”, che consentiranno ai visitatori di ottenere informazioni in maniera ordinata, sintetica ed alternativa, durante la visita sul luogo, in totale sicurezza.

Per quanto riguarda l’ambiente, TETI è del tutto eco-sostenibile grazie all’utilizzo di materiali non tossici, all’assenza di qualsiasi impatto ambientale su flora e fauna e all’alimentazione indipendente dell’intero sistema attraverso lo sfruttamento di energie rinnovabili. 

4) Quali maggiori difficoltà sono state affrontate nella parte dedicata alla musealizzazione?

Le difficoltà maggiori si sono riscontrate nel formulare soluzioni che permettessero di risolvere diverse problematiche contemporaneamente. Ad esempio poter utilizzare il sistema di idrofoni sia per le segnalazioni che per la sorveglianza e i sistemi di conservazione sia per le attrezzature che per i reperti del museo stesso. Tutto questo tenendo come obiettivo il minore costo possibile, sia in termini di installazione che di manutenzione.

5) Conservazione ma anche sostenibilità: che difficoltà avete affrontato per intrecciarle?

Le difficoltà incontrate in questo caso sono state principalmente legate all’utilizzo di sostanze che permettessero la conservazione dei reperti senza per questo inquinare l’ambiente circostante. Il problema è stato risolto grazie allo studio di materiali innovativi e privi di qualsiasi rischio. Sono state trovate soluzioni innovative per la conservazione dei reperti come la tecnica che utilizza alluminio o magnesio anodizzato sulla superficie degli oggetti, in alternativa allo zinco, molto pericoloso. Questa soluzione presenta il vantaggio di essere durevole nel tempo, semplice da applicare e non dannosa per l’ambiente circostante. Per la conservazione del bronzo, costituente oggetti pregiati, si è testata l’efficacia di inibitori di corrosione green, non pericolosi per la salute dell’uomo.

6) Sono soluzioni ripetibili in altri casi simili o differenti?

Il sistema è stato studiato anche in vista di un impiego in qualsiasi sito sottomarino e nelle più diverse condizioni come la distanza dalla costa, la profondità del fondale, le condizioni di vento e mare… Per questo TETI è una soluzione generale e applicabile a molti casi sia simili a quello dell’Itinerario Archeologico Subacqueo di Capo Graziano a Filicudi, preso in esame, sia a casi anche molto diversi.

7) Perchè il museo subacqueo è totalmente sostenibile? Come avete ottenuto questo risultato e a quale costo aggiuntivo o a quale risparmio?

Il museo subacqueo è completamente sostenibile dal punto di vista energetico perché è dotato di pannelli fotovoltaici e di sistemi di sfruttamento del moto ondoso in grado di stoccare energia elettrica, il tutto in un “corpo” flottante che richiede il minimo della manutenzione. Il sistema comporta solo un costo iniziale per l’installazione decisamente modesto, data la semplicità che lo caratterizza, mentre i costi di manutenzione sono pressoché inesistenti in quanto il sistema si alimenta da solo; i periodici controlli di corretto funzionamento possono inoltre essere eseguiti dal personale che accompagna i visitatori nelle escursioni.

Intervista a cura di Marta Abbà

Pubblicato da Marta Abbà il 21 agosto 2012