Supercomputer: costo e definizione

Supercomputer

Supercomputer, non è un modo di dire ma è un modo per chiamare dei dispositivi che a tutti gli effetti riescono ad avere delle performance superiori a quelle di un normale PC. Si tratta di computer parecchio grandi e complessi, di solito non sono in casa di un privato ma utilizzati da aziende o enti di ricerca, addirittura condivisi da più realtà che assieme li utilizzano sfruttando al meglio la loro potenza. Vediamone le caratteristiche e qualche interessante esempio, anche italiano. I supercomputer non sono solo oltreoceano o in Asia!



Supercomputer: definizione

Si può parlare anche di superelaboratore, si tratta sempre di un tipo di sistema di elaborazione progettato per ottenere potenze di calcolo estremamente elevate. Di solito, per calcoli ordinari, non si usa un supercomputer ma lo si riserva ad occasioni in cui è essenziale eseguire calcoli ad elevate prestazioni.

Nei loro primi anni di vita, questi computer super potenti erano davvero sofisticati, avevano componenti di gran lunga migliori rispetto ai soliti computer ordinari e il gap tra le due tecnologie era veramente “galattico”.

Dagli anni novanta in poi il divario è andato assottigliandosi, oggi la maggior parte dei supercomputer è basata su cluster di migliaia o addirittura centinaia di migliaia di unità di calcolo che, singolarmente, non sono molto più potenti di un buon personal computer che tutti noi possiamo acquistare. I supercomputer sono quindi tanti ottimi pc connessi da reti locali ad alta velocità e coordinati da estensioni apposite del sistema operativo. Di solito, come sistema operativo, viene utilizzato Unix.

Supercomputer

Supercomputer: costo  

Una T-shirt perfetta per amanti dei supercomputer costa 24 euro, per comprare invece uno di questi dispositivi ci vogliono molti più soldi, infatti normalmente sono di proprietà di società o enti di ricerca che condividono il loro utilizzo tra molti dipendenti e ricercatori. Per indicare la velocità con cui operano si usano come unità di misura i “FLOPS” (FLoating Point Operations Per Second) o in suoi multipli come il TeraFLOPS (1012 FLOPS) e già questo rende l’idea di che ordini di grandezza andremo ad esplorare.

Oggi troviamo questi speciali PC impegnati a realizzare calcolo per le previsioni meteorologiche e relativi all’inquinamento, per le analisi molecolari o per simulazioni di fluidodinamica, astrofisica o fisica nucleare. Figuriamoci se nel settore militare non vengono impiegati dei supercomputer come anche in quello industriale dove possono davvero innescare una accelerazione alle aziende che trattano grandi volumi di dati.

Supercomputer

Supercomputer in Italia

In Italia ce ne sono già alcuni ma ne sta arrivando uno nuovo, operativo nel 2020, più super degli altri. Verrà utilizzato per previsioni meteo in HD e aiuterà a studiare i fenomeni meteorologici estremi, avrà sede a Bologna nel nuovo data center del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf) e sarà uno dei tre supercomputer più potenti al mondo.

Grazie alle sue caratteristiche speciali, la risoluzione delle previsioni a livello globale passerà da 9 a 7 chilometri quadrati, in Italia da 2,8 a 1,4 chilometri quadrati, con la preziosa possibilità di caratterizzare meglio soprattutto i fenomeni più violenti, come le trombe d’aria.

Supercomputer NASA

Uno dei supercomputer in uso alla Nasa si chiama Pleiades, è di classe petascale ed è stato costruito da SGI presso i NASA Ames Research Center a Mountain View California. Ha una potenza di calcolo di picco di 970 TeraFLOPS e raggiunge una potenza di calcolo di 10 PetaFLOPS.

Supercomputer

Supercomputer ENI

Anche l’ENI ha i suoi grandi numeri da gestire e lo vuole fare al meglio, con un supercomputer che realizza 22 milioni di operazioni matematiche in un secondo, grazie alla potenza di calcolo di picco del suo Hpc4, il calcolatore industriale più potente del mondo appena entrato in servizio nel green data center di Ferrara Erbognone.

Questo supercomputer, affiancato al supercalcolatore Hpc3, sarà utilizzato per attività upstream, per l’esecuzione e l’evoluzione degli algoritmi dedicati all’imaging geofisico tridimensionale, alla modellizzazione dei sistemi petroliferi, e all’elaborazione di modelli sofisticati di simulazione di giacimento e di ottimizzazione degli impianti produttivi.

Se vi è piaciuto questo articolo continuate a seguirmi anche su TwitterFacebookGoogle+Instagram

Articoli correlati che possono interessarvi:

Pubblicato da Marta Abbà il 7 marzo 2018