Stratigrafia di un tetto verde estensivo

stratigrafia tetto verde estensivo

Stratigrafia tetto verde estensivo: descrizione di tutti gli strati che compongono la copertura verde di tipo estensivo. Riferimenti e differenze con il tetto verde intensivo.

In questo articolo vedremo un esempio di stratigrafia di un tetto verde estensivo posto su copertura piana. Il tetto verde estensivo, al contrario di un tetto verde di tipo intensivo, può essere “messo a dimora” anche su tetti inclinati o tettoie irregolari e difficilmente accessibili.

Tutte le differenze tra tetto verde intensivo ed estensivo, da un punto di vista di stratigrafia, posa in opera, gestione e manutenzione, costi di realizzazione, peso e spessore complessivo, sono state elencate nell’articolo dedicato al confronto: Tetto verde estensivo e intensivo. In questa pagina ci soffermeremo sulla stratigrafia di un tetto verde estensivo.

Stratigrafia tetto verde estensivo

Gli elementi che compongono un tetto verde estensivo sono elencati nella presente stratigrafia.

1. Solaio di copertura – Base

Il solaio di copertura può essere realizzato con diversi materiali edilizi anche se in genere è costituito da laterocemento.

2. Primer bituminoso – Strato fissativo

La superficie da coprire con il tetto verde dovrà necessariamente essere trattata con un primer bituminoso, cioè una sostanza che penetra nelle porosità del tetto per bloccare le polveri e favorire l’adesione degli strati successivi.

3. Barriera al vapore – Strato isolante I

La barriera al vapore costituisce un vero e proprio strato isolante e ha il compito di proteggere il tetto dalla condensa. Da un punto di vista edilizio, lo strato isolante o barriera al vapore è dato da una membrana di bitume armata con lamina di alluminio accoppiata a un monostrato di poliestere.

4. Isolamento termico – Strato isolante II

Ha il compito di coibentare l’abitazione proteggendola dagli sprechi energetici. Evita la condensazione interna del vapore acqueo sulle parti fredde quindi serve a prevenire infiltrazioni e problemi correlati quali umidità e muffa. Nella stratigrafia di un tetto verde estensivo, lo strato termoisolante può avere un ruolo più o meno rilevante sullo spessore complessivo della copertura verde. In base ai materiali scelti e al grado di coibentazione, lo strato termoisolante può impegnare uno spessore che va dai 2 ai 16 cm.

5. Membrana impermeabile e 6. Membrana antiradice

Si tratta di due membrane, la prima impedisce il passaggio dell’acqua attraverso la copertura e la seconda blocca un eventuale attraversamento delle radice negli strati sottostanti. Queste membrane hanno uno spessore di qualche millimetro. Sono resistenti alla lacerazione, flessibili al freddo e ottima tenuta al calore. In realtà, la membrana antiradice non è altro che una membrana impermeabile che ha subito un trattamento con additivo antiradice così come disposto dalla normativa EN13948.

7. Strato drenante

Serve a gestire l’acqua piovana. Questo strato occupa uno spessore piuttosto elevato, in genere tra gli 8 e i 10 cm  anche se si possono usare dei granuli di argilla espansa per uno spessore che può raggiungere i 15 cm.

8. Strato filtrante

Confina la crescita delle radici delimitando lo strato successivo, quello del terreno. L’unico materiale che riesce ad attraversare questo strato è l’acqua che sarà poi gestito dal sottostante strato drenante. Questo strato ha uno spessore ridottissimo: si utilizzano tessuti geotessili, cioè foglie spessi circa 1 mm.

9. Substrato di coltura – Vegetazione 

Il substrato di coltura termina con la vegetazione superficiale. Questo substrato occupa uno spessore importante e i materiali normalmente impiegati prevedono una miscela di minerali (pomice e laterizio) con componenti organiche che consentono l’attecchimento delle piante (torba, fibra di cocco…).

Questo strato occupa uno spessore che in genere va tra gli 8 e i 15 cm. In alcune circostanze si raggiungono anche i 20 cm.

In generale, le specie coltivate sul tetto verde estensivo sono o autoctone quindi resistenti alle condizioni climatiche locali oppure rustiche: è molto diffuso l’uso del Sedium, una miscela di diverse varietà botaniche selezionate in base alla zona climatica nella quale andranno messe a dimora.

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Pubblicato da Anna De Simone il 16 aprile 2016