Stenografia: significato e scrittura

Stenografia

Stenografia, per scrivere velocemente, forse in modo un po’ criptico per chi non è un esperto, ma certo guadagnando tempo. Questo metodo è utilizzato da molto tempo, con l’andare degli anni gli strumenti di stenografia si sono rinnovati e tuttora possono risultare una soluzione quando si tratta di prendere appunti, tracciare quanto viene detto, mettere a verbale.



Stenografia: scrittura

Dal greco stènos, stretto, ristretto, e grafìa, scrittura, questo termine indica il metodo di scrittura veloce tachigrafico che per rappresentare lettere, suoni, parole o frasi utilizza segni, abbreviazioni oppure di simboli. Per praticità, rapidità, sintesi. Se lo si impara davvero bene si riesce a riportare informazioni ascoltate, immediatamente su carta quasi come i trascrittori di suoni che oggi troviamo nei nostri smartphone e che spesso confondono suoni simili.

Stenografia: storia

Forse se ci fossero stati già gli strumenti di oggi, per trascrivere in automatico ciò che si sente, non sarebbe mai nata la stenografia che invece esiste già dai tempi dell’antica Grecia, ai tempi di Senofonte. E’ una ipotesi, per la Grecia, mentre i Romani la utilizzavano di certo, ne abbiamo prova con le Notae Tironianae, scritte con un sistema di circa 4000 simboli che è rimasto in voga per diversi secoli per poi essere scordato del tutto.

Verso la fine del XVI secolo questo metodo antico, in versione moderna, si è sviluppato a partire dall’Inghilterra con adattamenti ad altre lingue. Quella per l’italiano la dobbiamo a Emilio Amanti e a Filippo Delpino, poi è arrivato un nuovo sistema sempre dall’estero, il sistema Pitman, adattato all’italiano da Giuseppe Francini. L’ennesimo sistema di stenografia adattato all’italiano è stato quello inventato dal tedesco Franz Xaver Gabelsberger nel 1834.

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Stenografia: corso

In Italia, attivo in modo operativo, nell’ambito della stenografia, c’è l’E.U.S.I., l’Ente Unitario del Segretariato Italiano, ci sono poi alcuni convegni di studio organizzati dall’Intersteno in cui si riuniscono studiosi ed esperti di importanza internazionale, si approfondiscono le tematiche più significative ma si fanno anche gare di stenografia alle velocità più elevate e in tutte le lingue. Nel 1993 un italiano, Riccardo Bruni, è diventato campione mondiale.

In Italia la stenografia è stata utilizzata fino al 2000 nel campo della resocontazione parlamentare per verbalizzare le Assemblee della Camera dei deputati, è stata introdotta da Cavour e nel 1848 nel Parlamento Subalpino la si usava per la prima volta. Al Senato della Repubblica al posto della stenografia si utilizza la stenotipia.

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Stenografia: alfabeto

Per sostituire i simboli dell’alfabeto latino vengono usati dei segni che possono cambiare a seconda dei tanti metodi e sistemi diversi. Di volta in volta possiamo quindi trovarci davanti a ciò che ai non esperti può sembrare un geroglifico ma che è invece un segno di una precisa forma che corrisponde a parole, lettere, suoni e concetti.

Stenografia: metodi 

Per chi desidera approfondire i differenti metodi di oggi e di ieri c’è un libro dedicato, si intitola “Sistema Universale E Completo Di Stenografia O Sia Maniera Di Scrivere in Compendio Applicabile a Tutti Al Idiomi”. In generale i vari metodi vengono classificati in tre gruppi principali, ci sono quelli geometrici, quelli corsivi e quelli misti.

I primi sono classici della scuola inglese e utilizzano segni geometrici per le consonanti, puntini e lineette per le vocali, i sistemi corsivi, tipici della scuola tedesca, hanno consonanti simili alle consonanti ordinarie e le vocali rese modificando le consonanti.

Il terzo tipo di sistemi unisce i due precedenti dando vita ad un ibrido che è stato apprezzato dagli italiani come il Meschini, il Cima e lo Stenital Mosciaro. Consonanti e vocali sono segni geometrici fissi e intersecati di volta in volta.

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Pubblicato da Marta Abbà il 14 febbraio 2018