Il pungitopo, pianta portafortuna da regalare a Natale

pungitopo coltivazione

Pungitopo: consigli sulla coltivazione, tutte le informazioni sul significato della pianta nel linguaggio dei fiori e usanze natalizie. Differenze tra pungitopo e agrifoglio. 

Pungitopo natalizio

Ci sono diverse piante ornamentali che richiamano il Natale: la Stella di Natale, l’agrifoglio, il vischio, l’abete… ma solo il pungitopo viene considerato di buon auspicio per questo periodo!

Le tipiche piante di Natale presentano colori vividi e accesi, che sono anche quelli caratteristici del Natale: verde e rosso. Tra il verde inteso delle foglie del pungitopo natalizio, spicca il rosso inteso delle bacche.

Il pungitopo è un sempreverde che cresce spontaneamente nei boschi del Mediterraneo, forma dei piccoli cespugli spinosi e compatti e che si fa apprezzare per le sue belle bacche rosso fuoco e con le sue foglie acuminate.

Le bacche vivacizzano la pianta per tutta la stagione invernale, rallegrando il giardino fino alla primavera inoltrata: è proprio in primavera che la pianta emette piccoli fiorellini bianchi raccolti in grappoli leggermente profumati.

Pungitopo, significato nel linguaggio di piane e fiori

Il pungitopo è l’emblema della fortuna! Vi basterà pensare che questa pianta veniva talmente considerata come portafortuna che già gli antichi la usavano come prezioso talismano; in più, secondo alcune leggende, sarebbe portatrice di gioia e prosperità. A Natale, il pungitopo risulta il dono perfetto: andreste a regalare una pianta simbolo del Natale ma che è in grado di rallegrare il giardino in ogni periodo dell’anno. Questa pinta è di facile coltivazione e le sue parti verdi annoverano importanti proprietà.

Pungitopo, coltivazione

Il pungitopo, il cui nome botanico b è Rscus aleatus, è una pianta rustica quindi molto resistente al freddo, alle malattie e poco esigente. Poiché è una specie dioica, esistono esemplari con fiori maschili ed altri con i fiori femminili. Ecco alcuni cenni utili per poter coltivare il pungitopo:

  • La pianta non richiede pratiche colturali particolari inoltre si adatta a ogni tipo di terreno.
  • Il pungitopo può essere coltivato bene sia in luoghi soleggiati che all’ombra e d’inverno può anche essere coltivato in piena terra.
  • Per quanto riguarda le irrigazioni, non vi sono grosse raccomandazioni: d’inverno il pungitopo si accontenta dell’acqua piovana, mentre in estate bisogna innaffiare abbondantemente e con cadenza regolare. Bisogna prestare particolare attenzione alle irrigazioni quando la pianta è coltivata in vaso.
  • A primavera è consigliabile una leggera potatura per contenere la crescita cespugliosa dei rami e dei nuovi getti.
  • Il pungitopo è resistente ma non immune alle avversità, pertanto prestate attenzione qualora dovesse comparire qualche malattia. La pianta necessita di un buon drenaggio per scongiurare il marciume radicale.

Accorgimenti: l’unica attenzione da tener presente è la caratteristica della pianta. Poiché il pungitopo presenta spine piuttosto appuntite sarebbe opportuno evitare ambienti frequentati da animali domestici o bambini.

Pungitopo o agrifoglio, le differenze

Un pungitopo si distingue facilmente dall’agrifolio. Entrambe sono piante caratteristiche del Natale, entrambe caratterizzate da foglie verdi e bacche rosse; nonostante le similitudini, le piante hanno caratteristiche ben diverse, vediamole insieme.

Pungitopo, Ruscus aculeatus

Il Runculus aculeatus è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Ruscaceae. Cresce spontaneamente nella macchia mediterranea, in forma cespugliosa, raggiungendo un’altezza compresa tra i 30 e gli 80 cm.

Le foglie sono appiattite, ovali, rigide e con estremità pungente. In primavera, il pungitopo sviluppa fiori chiari (verdastri) che poi maturano in frutti. I frutti sono le tipiche bacche rosse che vediamo nel periodo di Natale. Le bacche del Ruscus aculeatus sono grosse quasi quanto ciliegie.

Agrifoglio, Ilex aquifolium

Pungitopo e Agrifoglio sono entrambe piante protette, entrambi rappresentanti della flora italiana e… entrambe piante natalizie.

L’agrifoglio appartiene alla famiglia delle Aquifoliaceae ed è comunemente chiamata Pungitopo maggiore: riesce a raggiungere l’altezza di 10 metri sviluppando una chioma piramidale.

Le foglie dell’agrifoglio differiscono da quelle del pungitopo. Le foglie dell’agrifoglio sono verde scuro lucente, sono ovali o ellittiche, coriacee e presentano margine spinoso, soprattutto nei rami più bassi della pianta.

I fiori di agrifoglio si sviluppano in primavera, sono piccoli, riuniti in fascetti ascellari e con 4 petali. Se i fiori del pungitopo sono bianco-verdastro, quelli dell’agrifoglio sono bianco-rosastro. Le bacche (drupe) dell’agrifoglio sono globose e raccolte in gruppi.

Germogli di pungitopo in cucina

I germogli di pungitopo sono caratterizzati da un leggero gusto amarognolo; i germogli si possono usare in cucina al pari degli asparagi. Si raccolgono da marzo a maggio e proprio come gli asparagi si possono consumare lessati per insalate, minestre e frittate.

I semi del pungitopo, tostati, un tempo, venivano macinati e impiegati come sostituto del caffè.

Pungitopo, proprietà

Il rusco (Ruscus aculeatus) è famosa in fitoterapia per le sue molteplici proprietà. E’ impiegata per le proprietà vasoprotettrici, antinfiammatorie e aiuta la circolazione venosa. Il fitocomplesso è quindi particolarmente utile per favorire e proteggere la circolazione venosa e aiutare in caso di emorroidi. Per sfruttare al meglio le proprietà del pungitopo è possibile assumerne l’estratto secco, disponibile su Amazon a questo indirizzo.

Le sue proprietà sono conosciute fin dal Medioevo, quando si preparava la “Pozione delle cinque radici” utilizzando pungitopo, finocchio, sedano e asparago. Ancora oggi la stessa combinazione è usata per le forti proprietà diuretiche.

 

Pubblicato da Anna De Simone il 14 dicembre 2016