Eco-consigli per le pulizie in casa

Uomo che fa le pulizie

Per renderci meno noiose le pulizie in casa possiamo pensare che  il risultato ci darà la possibilità di stare in un ambiente più confortevole oppure che le pulizie sono un utile ‘esercizio spirituale’ per la nostra anima, come pensano ad esempio i monaci buddhisti. Mettetela come vi pare ma le pulizie in casa vanno fatte, quindi armiamoci di scopa e strofinacci e mettiamoci al lavoro. Ma dove cominciare? E quali prodotti usare?

No all’abuso di prodotti chimici. È sbagliatissimo pensare che per avere una casa pulita serva inondarla di detersivi profumati. Anzi, i detersivi chimici tolgono lo sporco ma possono essere una causa di inquinamento indoor e della ‘housewife sickness’, la sindrome della casalinga, caratterizzata da disturbi dermatologici e respiratori dovuti al contatto con sostanze nocive durante le pulizie in casa. Inoltre i detergenti, se troppo aggressivi, danneggiano i materiali e sciupano la casa.

Molti prodotti composti per le pulizie in casa possono essere agevolmente sostituiti con pochi prodotti semplici. Lavaggi con aceto, comunissimo bicarbonato, acqua e ammoniaca, detergenti all’acido lattico e citrico suppliscono benissimo all’azione disinfettante, lucidante e anticalcarea di ogni tipo di detergente complesso. I detergenti per i vetri, per pavimenti e piastrelle possono lasciare il posto ad acqua contenente poca ammoniaca.

La pulizia della polvere va fatta con uno straccio umido ben strizzato e risciacquato spesso, per evitare che la polvere sia semplicemente spostata da un posto all’altro. Se in casa servono pulizie ‘disinfettanti’ si può ricorrere agli elettrodomestici a vapore (ottimi) con i quali è possibile raggiungere e sterilizzare ogni anfratto, eliminare gli acari e pulire tutte le superfici senza alcun bisogno di detersivi chimici.

Un occhio di riguardo per il legno. Pavimenti e mobili di legno richiedono solo la periodica lucidatura con cera d’api e la pulizia con stracci morbidi di cotone, operazioni molto semplici che ne conserveranno la bellezza consentendo lo stratificarsi delle metamorfosi naturali che rivelano la materia viva del legno e  nel tempo lo rendono sempre più bello e caldo. I pavimenti di legno finiti solo a olio possono essere puliti nel modo più semplice ed efficace con acqua pura in cui è disciolta poca candeggina.

Anche per la pulizia dei pavimenti in cotto e in pietra si possono evitare le cere metallizzanti e ricorrere ai prodotti naturali di cui sopra. Per il linoleum naturale la migliore manutenzione periodica è l’oliatura con olio di lino che, ossidandosi in modo naturale al contatto con l’aria, riempie eventuali scalfitture. Questo tipo di trattamento diventa inutile se il linoleum è stato già trattato industrialmente con film poliuretanici, ma un pavimento di questo tipo, diciamolo, non è un granché e se potete evitatelo fin dall’inizio.

I pavimenti di seminato, di mosaico e i marmi si snaturano se vengono puliti con prodotti aggressivi filmogeni antimacchia e antiusura. Vero forse che sembrano più lucidi, ma a parte che detersivi di questo tipo sono una causa certa di inquinamento, le piastrelle perdono quella patina naturale che con il tempo ne accresce la bellezza. Anche in questo caso vale dunque la regola delle pulizie con prodotti semplici e naturali.

Se poi la fare le pulizie in casa significa anche trovarsi a combattere con qualche insetto, non scoraggiatevi e lasciate stare gli insetticidi (quanto di peggio in un ambiente dove si vive). Se si trovate una fila di formiche, cercate il punto di accesso e cospargetelo di borotalco. Se la casa è vecchia e infestata di scarafaggi è bene osservare la massima pulizia, specialmente della cucina e dei lavandini, e cospargere periodicamente gli angoli con polvere di borace. Le tarme invece si tengono lontane spennellando l’interno di armadi e cassetti di legno con una soluzione di propoli. Ricordate però che sono inutili disinfestazioni frequenti, ne basta una ben fatta nel periodo giusto, quello della riproduzione degli insetti.

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Pubblicato da Michele Ciceri il 5 maggio 2013