Pedigree: significato e costo

pedigree
Pedigree, un albero genealogico che ci racconta la famiglia del nostro animale. Gatto o cane, cavallo o coniglio che sia. E’ un documento importante, il pedigree, e riporta l’elenco completo degli ascendenti paterni e materni di un animale. Hanno iniziato con il cavallo.



Il nome “pedigree” ha origini lontane, attorno al 1400, e deriva dall’espressione francese “Pied de Grue“, letteralmente “zampa di gru”. Non si tratta del documento delle gru, con antenati di gru, ma il nome si rifà alle forme che il pedigree prendeva sugli antichi manoscritti, dove i figli erano indicati con biforcazioni di linee rette verso il basso, in una sorta di albero con rami che potevano sembrare zampe di gru. Lo hanno notato i francesi, quindi “Pied de Grue”, e poi, pedigree.

Etimologia a parte, i primi pedigree sono comparsi nel mondo dei cavalli, per raccontarne la genealogia, in Inghilterra, nelle corse, poi man mano anche gli allevatori ne hanno acquisito l’uso per indicare la genealogia di altri animali domestici a scopo di selezione artificiale e oggi è diventata una consuetudine.

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Non va confuso il pedigree con una “dichiarazione di razza”, lui parla della famiglia e riporta le caratteristiche degli antenati dell’animale. Che siano di razza o meno, tutti sono riportato in questo albero genealogico fino a diverse generazioni indietro per tenere la traccia di sangue. Blu, anche, ma non solo.

E’ vero che ciò permette di attestare che un animale sia di razza ma il pedigree c’è per tutti. La presenza del pedigree aiuta a individuare il gruppo morfologico specifico di appartenenza di un certo esemplare ma non definisce formalmente che un animale sia di razza. In caso di acquisto, ad esempio, il pedigree è ceduto insieme al passaggio di proprietà e per poter registrare un animale presso il Libro delle origini è necessario che entrambi i genitori siano stati registrati a loro volta ed abbiano quindi il pedigree.

In Italia per i cani, ad esempio, c’è un ente ad hoc per l’iscrizione di questi animali ai libri genealogici, si chiama ENCI (Ente nazionale cinofilia italiana), è affiliato alla FCI (Federazione cinofila internazionale) e raggruppa le federazioni cinofile di oltre 80 paesi.

Per il gatto, invece, le cose sono meno chiare: esistono varie associazioni private che sono autorizzate a rilasciare il documento di discendenza. L’ANFI è riconosciuta dal MIPAAF, ad esempio.

pedigree falsi

Pedigree falsi

In Italia vendere cani di razza senza pedigree rientra nel reato di truffa, questa e altre simili condizioni che valgono per altri animali, hanno portato alla produzione e al mercato di pedigree falsi. E’ bene quindi saperne di più.

Il libro genealogico dell’ENCI ha 2 registri: quello delle origini italiano (roi, EX loi) e quello supplementare dei riconosciuti (rsr, EX lir). Poi c’è un terzo tipo di pedigree (EXPORT PEDIGREE) per gli animali provenienti da un’altra Nazione. Tutti gli altri documenti non hanno alcun valore legale e sono dei falsi attestati che danno false sicurezze. Procurarsi qualcosa di diverso da ciò che l’ENCI indica non serve. Se è falso o falsificato, serve ancora di meno.

Se vogliamo verificare la presenza del nostro pedigree sul database possiamo consultare la sezione del sito di ENCI (www.enci.it ) relativa all‘albero genealogico on line e inserire i dati per la nostra ricerca nel campo “Microchip” e proseguire. Tra i truffatori, oltre a chi produce e smercia pedigree falsi, c’è anche chi lo vende vero ma facendolo pagare oro. Ecco, per farci una idea un pedigree dovrebbe costare massimo 35 euro. Se lo si fa per una cucciolata numerosa, il prezzo non può che scendere.

pedigree cani

Pedigree dei cani

Il pedigree dei cani è un documento ufficiale rilasciato dall’ENCI che attesta e certifica l’iscrizione del cane ai libri genealogici, quando lo abbiamo nelle mani ci fornisce un numero d’iscrizione ROI (Registro Origini Italiano), i dati anagrafici del cane e informazioni anche sull’allevatore e sui proprietari.

Nella prima parte del pedigree ci sono proprio questi dati, e anche gruppo di appartenenza della razza, data di iscrizione, nome del cane, data di nascita, sesso, razza, numero di microchip, colore del mantello. Poi, in alto a destra, ecco i vari timbri ufficiali per displasia e DNA e la genealogia, con tutti i titoli degli avi. C’è poi una ultima sezione relativa alla proprietà del cane che racconta da che mani è passato. Se l’abbiamo acquistato dopo che è stato registrato, qui ce ne sarà traccia.

Ribadisco che avere un cane con pedigree non significa che sia da esposizione, ma semplicemente che è foglio di altri cani con pedigree, questo vuol dire che abbiamo in mano la garanzia della rintracciabilità dei soggetti e della serietà dell’allevatore. Se però abbiamo un cucciolo di razza, appena acquistato, abbiamo tempo fino al suo primo compleanno per eventuali reclami.

pedigree gatti

Pedigree dei gatti

Anche qui vale che se tutti i gatti di razza, per essere definiti tali, devono avere il pedigree, non è detto che un gatto con pedigree sia di razza. Anzi, questo documento è la carta di identità e qualsiasi gatto anche di casa, europeo, ce l’ha.

Per avere il pedigree di un gattino è necessario che la cucciolata sia stata denunciata. Cosa che non sempre avviene, a volte perché i piccoli sono nati da gatte troppo giovani e chi li ha tra le mani sta violando i regolamenti che impongono che la mamma abbia almeno dieci mesi. Oppure sono gattini provenienti da gatte che hanno gravidanze troppo ravvicinate per essere legali o da accoppiamenti non permessi.

Per i gatti non esiste al momento un obbligo di legge che costringe l’allevatore ad avere il pedigree dei propri gatti, certo lo si può chieder prima di acquistare un gatto, soprattutto se è di razza. Solo il pedigree infatti lo può certificare. La richiesta del documento va fatta a presso l’Associazione Nazionale Felina Italiana, l’Anfi.

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Pubblicato da Marta Abbà il 27 novembre 2015