Orso polare

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Orso polare, pochi non lo conoscono, grazie a peluche, disegni da colorare e spot tv, se non cartoni animati, ma pochi lo conoscono veramente. Quanto pesa, cosa mangia, come si comporta con i propri piccoli e… c’è molto da raccontare su questo animale così candido e in pericolo. Non di sporcarsi ma di estinguersi.



Orso Polare: caratteristiche

L’Orso polare, detto anche orso bianco per ovvie ragioni, meno ovviamente si chiama Ursus maritimus per gli esperti ed è un mammifero quadrupede. Non solo: assieme ad altri colleghi orsi è il carnivoro terrestre più grande del Pianeta Terra e figura come gli altri nella superclasse degli Gantostomi.

Tra tutti questi termini un po’ astrusi, chiariamone uno significativo: l’Orso polare è tra gli animali plantigradi, ciò significa che appoggia quando cammina, tutta la pianta del piede al contrario dei digitigradi che poggiano sulla punta delle dita. Pensiamo ai felini, ad esempio, compreso il nostro gatto, che sia di una di queste razze o meno.

L’Orso polare vive nelle regioni fredde e temperate dell’Emisfero Boreale o Settentrionale, forma famiglie piuttosto omogenee e campa mediamente 25-30 anni se cresce in natura, in cattività raggiunge anche i 40 anni.

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Orso Polare: peso

Come anticipato, il nostro protagonista è uno dei più massicci animali della sua famiglia, fa a gara solo con il Kodiak (Orso dell’Alaska). Si vede a occhio e, se non vi fidate, basta sapere che i maschi di Orso Polare in lunghezza misurano anche 3 metri, raggiungendo la tonnellata. Le “orsette” bianche sono lunghe circa 2 metri e non vanno oltre i 400 kg, a meno che non siano in dolce attesa.

C’è da dire, diamogli questo onore, che rispetto l’Orso bruno, il nostro Orso Polare è più slanciato e ha un musetto più “delicato” e allungato. Ciò non toglie che le zampe sono delle considerevoli zampe, con dita unite da una membrana che li aiuta a nuotare in mare, la pelliccia è molto folta e lunga, la comodità del bianco non è affatto banale. E neanche una scelta estetica, ma si inserisce perfettamente nel paesaggio che questo bel animale abita. Quando invecchia non può incanutire, per cui diventa giallognolo!

Orso Polare: dimensioni

Detto il peso, e la lunghezza, è chiaro ormai che stiamo parlando di un animale ben riconoscibili dalla mole notevole, se mai ce ne fosse stato il dubbio. Ad aumentare l’effetto di grandezza dell’Orso Polare ci sono anche le sue forme tozze e il collo corto ed ampio, il testone e gli occhi che, nel complesso, sembrano piccoli. Le orecchie non sono molto grandi ma tondeggianti, la coda a sua volta, figuriamoci, di solito è un moncherino.

Orso Polare: letargo

Anche se abituato al freddo tutto l’anno, anche l’Orso Polare eccome se va in letargo. Non stupiamoci e se vogliamo conoscere le sue ragioni, prima di schernirlo, possiamo leggerle nell’articolo dedicato agli “Animali che vanno il letargo“.

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Orso Polare: cuccioli

Prima le femmine, a 3 anni, poi i maschi, a 4, gli Orsi Polari diventano sessualmente attivi, il periodo degli accoppiamenti di solito è al termine dell’inverno ma non è così poi immediata la procreazione perché le femmine sono disponibili solo se non hanno piccoli di meno di tre anni a cui badare. Fate un po’ i conti!

Una gravidanza polare dura dai 195 ai 265 giorni e le nascite sono di solito concentrate nella stagione invernale. Nel pieno freddo i piccoli di Orso Polare vengono alla luce ciechi e nudi. Dei “piccoli” di 2 kg che diventeranno enormi, ma inizialmente sono tenuti al calduccio in una tana a igloo, abbracciati dalla calda mamma che fornisce loro il latte per diverse settimane.

Si tratta di un latte prezioso più che mai perché molto ricco in grassi e proteine e non è un modo di dire perché in meno di un anno i cuccioli passano da 2 Kg a 25. Prima di entrare in contatto col mondo i cuccioli stanno per 4 mesi protetti e il distacco dalla madre avviene al compimento del terzo anno, prima devono imparare le tecniche di caccia.

orso polare

Orso Polare: rischia estinzione?

La distruzione degli ecosistemi e dei biotopi in cui l‘Orso Polare e altri suoi simili, vivono, ad opera dell’essere umano, mette in pericolo questo animale. E mi riferisco all’inquinamento crescente ma non solo, anche allo scioglimento dei ghiacci polari artici e ad altri fenomeni di degrado ambientale. Ci sono tutti i motivi quindi per considerarlo un animale “vulnerabile”.

Anche in passato, in un mondo meno inquinato, non se l’è mai passata molto bene perché obiettivo di caccia: era permessa fino alla metà degli anni ’80 del secolo scorso, ora viene concessa l’uccisione di qualche capo ogni anno e solo alle tribù eschimesi, che si nutrono della carne e ne usano il grasso e la pelliccia per la loro sopravvivenza.

Orso Polare da colorare

Ora che sappiamo chi è e come vive l’Orso polare, colorarne un disegno sarà molto più divertente.

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Orso Polare: peluche

Per chi vuole ricordarsi di rispettare l’ambiente anche per non mettere a rischio specie così belle come l‘orso polare, ecco un peluche pro memoria in vendita anche su Amazon a 25 Euro.

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Pubblicato da Marta Abbà il 30 settembre 2016