Musicoterapia: cos’è e benefici

Musicoterapia

In gravidanza o in casi di autismo, in momenti di stress o di depressione si può giocare la carta della musicoterapia ma non pensiamo che non possa farci del bene anche in una situazione “normale” in cui non abbiamo nulla da guarire o da aggirare. Praticando questa disciplina si imparano molte cose anche su sé stessi, sul proprio corpo e sulla propria mente.



Esistono diverse modalità di approccio e di volta in volta anche il risultato cambia, cambia l’obiettivo e il soggetto. Questo solo per dire che ci sono svariate interpretazioni e versioni di musicoterapia, così tante esperienze che è difficile descriverle tutte. Noi ne ricorderemo alcune cercando di valorizzare al meglio questa interessante pratica adottata sempre di più anche in ambito medico, in reparti di medicina oncologica, palliativa e geriatrica.

Nella pratica la musicoterapia si può tradurre nell’ascolto di brani ma anche nell’esecuzione con strumenti, nella libera improvvisazione, nel canto, nella danza o in un libero fluido movimento. Nelle scuole viene spesso utilizzata anche a scopo psicopedagogico perché porta gli studenti a crescere in modo equilibrato costruendosi una personalità precocemente matura.

Musicoterapia: cosa è

Vediamo di preciso di cosa si tratta anche se dal nome lo si intuisce piuttosto facilmente. La musicoterapia è una disciplina basata sull’uso della musica come strumento educativo, riabilitativo o terapeutico. Si è scoperto molti secoli fa che l’ascolto e l’esecuzione di suoni e melodie possono agire sugli stati d’animo e sulle emozioni perché hanno un effetto rilassante, oppure stimolante. Questo dipende sia dal singolo soggetto sia dalla tipologia di musica che si utilizza, come potete bene immaginare.

Musicoterapia: cosa è

Col tempo, dall’osservazione del fenomeno si è passati a utilizzare questa disciplina come terapia complementare, in varie condizioni patologiche e parafisiologiche. Si è notato che la musica utilizzata come esperienza e ben applicata alla nostra quotidianità è in grado di influenzare le funzioni cognitive, le capacità motorie, lo sviluppo emozionale, le abilità sociali e la qualità della vita.

Musicoterapia e autismo

Soprattutto in soggetti di età infantile, l’applicazione della musicoterapia può essere utile anche per gestire l’autismo. Questa patologia va a compromettere a volte anche in modo pesante la qualità delle relazioni sociale, il che si traduce in grandi difficoltà di comunicazione verbale, nell’incapacità di sviluppare relazioni con i coetanei e nella mancanza della reciprocità emotiva. Ne segue spesso l’isolamento o comunque una forte difficoltà nel comunicare e nell’inserirsi in gruppi, che siano classi o compagnie di amici.

Con la musicoterapia i ragazzini che soffrono di autismo possono esplorare vari modi di comunicare prendendo maggiore confidenza con sé stessi e con il proprio corpo, oltre che con le proprie emozioni. Chi applica questa terapia a soggetti autistici di solito va a stimolare l’empatia e rafforzare l’espressione delle emozioni. Come per magia, ma l’unica magia è la musica, diventa più semplice rapportarsi con il mondo esterno ed entrare in comunicazione con chi ci vive. E’ così che con la musica è possibile che un bambino autistico inizia un processo di apertura.

Nei bambini affetti da sindrome di Down, la musicoterapia viene spesso affiancata da altre tecniche psicomotorie o dalla logopedia con l’obiettivo di migliorare la conoscenza del corpo, lo sviluppo della percezione e dell’organizzazione temporale, la coordinazione motoria e la verbalizzazione.

Musicoterapia in gravidanza

Ascolta la musica durante la gravidanza fa senza dubbio bene, si consiglia soprattutto la musica classica ma la cosa più importante è che si tratti di melodie che piacciono alla futura mamma e che la rilassino. In questo caso si tratta soprattutto di ascolto, della musica, al fine di evitare il salire dell’ansia o la creazione di momenti di stress psicofisico.

In alcune situazioni di difficoltà ad accettare il cambiamento del proprio corpo nell’evolversi della gravidanza, la musicoterapia può servire anche a farci fare pace con le nostre sembianze in continuo cambiamento. Non so quali e quanti studi lo sostengano o se si tratta di una leggenda metropolitana, ma alle future mamme viene spesso “prescritto” l’ascolto di Mozart.

Musicoterapia in gravidanza

Musicoterapia: corsi

Per effettuare una seduta di musicoterapia o per utilizzarla in uno dei contesti che abbiamo citato serve il contributo di un musicoterapeuta qualificato che si rivolge a un singolo utente o a un gruppo di persone per programmare degli interventi utili, pensati a tavolino per sviluppare o mantenere capacità cognitive, emozionali, sociali o fisiche. Non ci si può improvvisare dei musicoterapeuti, ci sono vari criteri e molte nozioni da conoscere prima di usare la musica come terapia, per il corpo e per la mente.

Musicoterapia per bambini

Abbiamo parlato finora di bambini affetti da autismo ma non solo loro possono beneficiare della musicoterapia molto adatta ad affiancare un normale percorso scolastico andando a stimolare i più piccoli nella conoscenza del sé, delle proprie emozioni e del proprio corpo.

A scuola o in corsi ad hoc, ci si può avvicinare a questa disciplina capendo se è ciò che serve, se è la strada giusta per uno sviluppo del bambino equilibrato e attento, senza che suoni come “terapia” ma in modo che resti percepito come un gioco utile. Troviamo spesso applicata la musicoterapia anche nel trattamento della dislessia, in questo caso aiuta nella lettura e nella scrittura e nelle prove di segmentazione e fusione fonetica.

Anche sugli adulti la musica fa ottimi effetti, la si trova sempre più spesso proposta per trattare anche stati di ansia e di stress se non quelli di depressione. La musica e il movimento su base musicale sono ottimi anche quando ci sono situazioni in cui è necessario prendere o riprendere confidenza con il proprio corpo e con il proprio sé.

Canzoni per musicoterapia

Possono per assurdo essere usate tutte le musiche per fare terapia, molto dipende dall’approccio del musicoterapeuta che può essere di due tipi, attivo o recettivo. Quando si parla di terapia attiva si intende il suonare, quando di parla di terapia recettiva si tratta di ascoltare elaborando le melodie proposte.

Se vi piace la musica e siete curiosi di esplorarne le potenzialità non perdetevi l’articolo sulla psicoacustica musicale.

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Pubblicato da Marta Abbà il 1 novembre 2018