Menopausa: che cos’è, le fasi, i sintomi e gli effetti

donna menopausa

La menopausa per anni è stata ritenuta una malattia da carenza di ormoni sessuali femminili (estrogeni e progesterone) e che per questo dovesse essere in qualche modo curata: i medici per farlo prescrivevano di routine la nota terapia ormonale sostitutiva ripristinando in questo modo l’assetto ormonale che era stato perso.

Oggi si sa che la menopausa è una tappa fisiologica fondamentale nella vita di una donna, che segna il passaggio ad un’età matura. È speculare alla pubertà e come nella pubertà la donna necessita di un periodo di adattamento fisico e psichico per realizzare questo passaggio: è il periodo della perimenopausa, cioè il periodo che precede e segue l’ultima mestruazione. È questa fase a comportare il maggior numero di disturbi di cui le donne possono soffrire: dalle note vampate di calore, alle alterazioni del tono dell’umore – ansia, irritabilità e tristezza – fino alla stanchezza e ai disturbi del sonno.



Ma vediamo meglio cos’è la menopausa e cosa aspettarsi quando ha inizio.

I termini maschili qui usati – come quelli di ginecologo e medico – si riferiscono a persone di sesso maschile quanto femminile.

Inoltre, data la ricca diversità di genere, non tutte le donne hanno le ovaie e non tutte le persone con le ovaie sono donne. In questo testo però, per le finalità divulgative che ci proponiamo, con i termini ‘donna’ e ‘donne’ intendiamo coloro che hanno le ovaie o le hanno avute.

Cos’è la menopausa: a che età inizia e come facciamo a sapere se siamo in menopausa

La menopausa è l’ultima menstruazione nella vita di una donna. L’individuazione di questo evento è retrospettiva, perchè una donna non può sapere se la menstruazione che sta avendo sarà la sua ultima mestruazione o no. Solo ad un anno di distanza da quell’evento potrà dire con certezza di essere in menopausa. Questo significa che la donna è in menopausa solo quando è trascorso almeno un anno dalla sua ultima mestruazione.

In genere la menopausa avviene tra i 48 e i 55 anni, anche se può capitare che inizi tardivamente (oltre i 55 anni) o in età più precoce (prima dei 40 anni).

La menopausa subentra quando la funzione ovarica di una donna si esaurisce, cioè i follicoli ovarici che la donna ha in dotazione dalla nascita si esauriscono e dunque le ovaie smettono di produrre estrogeni.

Se un tempo di menopausa si parlava poco e molte donne vivevano un’amplificata sensazione di sconforto che preferivano tener per sé, oggi c’è molta più informazione a proposito e più libertà nel parlarne: oltre che al proprio ginecologo e medico di famiglia, se ne parla tra familari ed amiche, se ne legge su pubblicazioni, libri, articoli di giornali e riviste, siti dedicati, che trattano di menopausa.

Vorrei segnalare a proposito due siti online realizzati da medici ed esperti e a cui potete accedere per trovare informazioni puntuali sul tema menopausa:

  • il sito dell’International Menopause Society, IMS (Società Internazionale Menopausa), Imsociety.org. Il sito è in inglese, ma c’è la possibilità di consultarlo in lingua italiana. Si articola in due sezioni, una per i professionisti ed una per le pazienti. Accedendo alla sezione pazienti, in alto e a destra, troveremo un menù a tendina in cui potremo scegliere se leggere i contenuti in italiano o in un’altra lingua tra quelle messe a disposizione: il sito infatti viene reso accessibile anche in lingue diverse dall’inglese e molte delle pagine e dei documenti proposti in pdf sono offerti in italiano;
  • il sito di Fondazione ONDA, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere, nella sua pagina riguardante la menopausa Ondaosservatorio.it.

Le tappe della menopausa

Ecco quali sono le fasi fisiologiche attraverso cui passiamo, quando entriamo in menopausa.

PREMENOPAUSA: rappresenta il periodo che precede la menopausa e può durare alcuni anni

MENOPAUSA: è la data dell’ultima mestruazione

PERIMENOPAUSA O CLIMATERIO: è il periodo che precede e che segue la menopausa, cioè il periodo che è a cavallo dell’ultima mestruazione di una donna

POSTMENOPAUSA: è il tempo che segue la menopausa

MENOPAUSA PRECOCE: avviene quando la menopausa subentra anticipatamente, cioè prima dei 40 anni

Quali sintomi in menopausa?

La diminuzione degli estrogeni può causare una serie di sintomi fastidiosi per la donna che sta entrando in menopausa. Ci riferiamo a:

  • le vampate di calore
  • la sudorazione profusa
  • l’irritabilità e l’ansia
  • la secchezza vaginale ed il prurito genitale
  • le cistiti
  • il calo del desiderio sessuale
  • le palpitazioni, la tachicardia e gli sbalzi della pressione arteriosa
  • la demotivazione o la mancanza di concentrazione in quello che facciamo
  • i disturbi del sonno

Molti di questi sono tipici del periodo a cavallo dell’entrata in menopausa e tendono poi a scomparire, altri invece accompagneranno la donna per tutta la vista postmenopausale che può essere una parte lunga della vita di una donna.

Ci sono comunque altri cambiamenti indotti dalla riduzione della sintesi di estrogeni, e questi sono:

  • l’aumento del rischio cardiovascolare
  • l’aumento del rischio di osteoporosi ed eventuali fratture
  • l’aumento di peso corporeo e dell’accumulo di grasso attorno all’addome

Detto questo, sembra che la menopausa porti solo grosse seccature alle donne: in effetti alcune di queste possono sembrarlo, ma è bene ricordare che la menopausa è un periodo della vita di una donna speculare alla pubertà, è una transizione a cui la donna deve adattarsi prestandosi attenzione e cura, e che un aumentato rischio di malattia non significa certezza che quella malattia si verifichi.

Per quanto possa essere un adattamento faticoso ed una perdita, quella della capacità riproduttiva, difficile da accettare per alcune donne, la menopausa ha un suo senso nell’ordine naturale della specie umana.
La gravidanza ed il parto sono eventi che mettono a rischio la salute e la vita della donna e una gravidanza in là negli anni può rivelarsi ancora più rischiosa. I rischi non sono solo per la donna ma anche per il futuro nascituro, e così ammettere che da una certa età in avanti è preferibile che una donna non sia più fertile può aver senso per il benessere della donna come anche del neonato che nel primo anno di vita è quasi esclusivamente dipendente dalla sua mamma.

E anche se gli uomini non hanno un corrispettivo tanto evidente come la menopausa per le donne, anche loro, invecchiando, vanno incontro ad un destino simile: aumenta il loro rischio cardiovascolare, in genere comunque più alto che nelle donne fino ai 50 anni, tendono a crescere di peso con evidente localizzazione del grasso a livello addominale, aumentano i problemi osteoarticolari e gli episodi di frattura.

Ugualmente gli spermatozoi iniziano ad invecchiare dopo i 30 anni, cambiano forma, si riducono in numero e motilità; il loro DNA va incontro a perdite e mutazioni; si riduce il quantitativo del liquido seminale prodotto; può comparire disfunzione erettile. Insomma, invecchiando anche gli uomini diventano meno fertili.

Menopausa precoce: quali le cause e cosa fare

Abbiamo detto che la menopausa ha inizio per una donna quando l’attività delle ovaie si esaurisce. In genere questo avviene attorno ai 50 anni, ma ci sono donne in cui la menopausa si instaura prima dei 40. In questi casi si parla di menopausa precoce o di Insufficienza Ovarica Precoce – POF, dall’inglese Premature Ovarian Failure.

Le cause possono essere varie: si va da quelle genetiche a quelle infettive, quindi endocrinologiche, autoimmuni e iatrogene, cioè dovute a trattamenti medici come l’asportazione chirurgica delle ovaie o le chemio e le radioterapie.

Come nella menopausa fisiologica, quella precoce può essere accompagnata dai classici sintomi climaterici (vampate di calore, sudorazioni, disturbi del sonno, secchezza vaginale, alterazioni dell’umore, difficoltà a concentrarsi, etc.).

In questo caso sarà opportuno effettuare un colloquio con il ginecologo ed alcune indagini – tra queste certamente il dosaggio ormonale – necessarie ad escludere altre cause di cessazione del ciclo mestruale.

Laddove poi la diagnosi venisse confermata, la donna potrà valutare con il proprio ginecologo se intraprendere la terapia ormonale sostitutiva o no.

L’accettazione di una menopausa precoce, qualunque ne sia la causa, può essere un’esperienza molto travagliata per una donna. In questo caso il supporto psicologico, il sostegno di professionisti, di familiari ed amici è essenziale, ed importante è anche il fatto che la donna intraprenda, appena sente di poterlo fare, delle azioni di miglioramento del suo stile di vita, nel caso questo lo richiedesse. Mi riferisco ad una buona abitudine del sonno, all’astenersi da alcolici e dal fumo, ad una regolare attività fisica e ad una alimentazione corretta.

Le variazioni di peso corporeo in menopausa

Perché in menopausa noi donne cambiamo forme corporee e prendiamo peso?

Questo del peso è uno dei crucci più grandi che le donne, una volta entrate in menopausa, hanno. In effetti, a differenza di sintomi come le vampate di calore che per quanto fastidiosi sono passeggeri, gli aumenti di peso corporeo, la maggior tendenza ad ingrassare, soprattutto lungo la fascia addominale, sono caratteristici di tutta la vita postmenopausale, e correlano con un aumentato rischio cardiovascolare e dismetabolico, cioè di sviluppare ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, e diabete.

L’accumulo di grasso lungo l’addome dipende dal nuovo assetto ormonale della donna, gli estrogeni si riducono e in proporzione gli ormoni sessuali maschili  prevalgono procurando la nuova disposizione del grasso addominale.

A questo va aggiunta la progressiva perdita di massa muscolare che ha che vedere con la menopausa ma è molto correlata anche ai naturali processi di invecchiamento.

Cosa fare allora?

Muoversi e mangiar sano sicuramente, rivalutando le proprie abitudini alimentari, i cibi che mangiamo e le loro quantità, perché quello che è andato bene finora non è detto che continui a fare al caso nostro.

Secondo alcuni la respirazione profonda diaframmatica potrebbe essere utile nell’intento di perder peso lungo l’addome.

frutta e verdura di stagione

L’alimentazione in menopausa

L’indicazione per una sana alimentazione in menopausa prevede che:

  • la dieta sia varia, di stagione, e con una particolare attenzione a ridurre gli zuccheri e i grassi animali
  • siano da preferire il pesce di mare ed i legumi alla carne, ai salumi e ai formaggi
  • ci si astenga dai superalcolici, e, se in sovrappeso, dall’alcool in genere
  • si scelgano i cereali integrali più che quelli raffinati
  • si assumano verdura a tutti i pasti e frutta ogni giorno
  • si riduca il consumo di zucchero e sale (leggiamo bene l’etichetta del cibo confezionato che acquistiamo!)
  • si beva acqua di modo da scongiurare eventuali cistiti a cui la donna in menopausa è più suscettibile
  • si preferiscano i condimenti semplici e a crudo; nell’utilizzo quotidiano, gli oli vegetali, come quello extravergine d’oliva o di girasole, sono preferibili al burro
  • in molti casi, si renda necessario prescrivere un’integrazione di vitamina D di cui è bene parlare prima con il nostro curante, invece che fare di testa nostra

C’è da ricordarsi infine che una vita sana non può prescindere dall’astensione al fumo, da un’attività fisica regolare, ancor meglio se all’aperto, e da una buona abitudine del sonno notturno.

Il vissuto emotivo e culturale della menopausa nell’Occidente moderno

Qui di seguito vi riporto le parole della dottoressa Jen Gunter, ginecologa ostetrica statunitense che è impegnata, oltre che nella sua attività clinica, nel divulgare informazioni e conoscenza vere e non stereotipate sulla salute femminile e degli organi genitali della donna.

In un suo intervento ad uno dei TED Talks, note conferenze internazionali che trattano temi nell’ambito accademico, culturale, tecnologico, scientifico e di design, la dottoressa Gunter ha detto che ancora oggi “noi siamo bombardati  da messaggi sulla menopausa, su come sia una specie di stadio pre-morte. È come se noi donne diventassimo invisibili una volta che diventiamo inabili a riprodurci. I tuoi giorni migliori sono passati, da qui in avanti è solo un declino. Datemi tregua! La menopausa non è una data di scadenza su ciò che possiamo imparare, sui nostri successi o i nostri piaceri, o qualunque altra cosa!” (fonte: Ted.com)

Molti ginecologi sono dell’idea che seppure alcuni sintomi della menopausa siano ascrivibili ai cambiamenti ormonali che la sottendono, dunque ai cambiamenti fisici e fisiologici di quell’età, alcuni sintomi che le donne vivono su di sé sono invece dovute al disagio con cui questa transizione viene vissuta: il vissuto culturale della menopausa è in molte società – sicuramente in quella europea ed italiana – gravato da una serie di stereotipi di genere che vedono la donna soprattutto nella sua funzione riproduttiva e di cura, per cui quando la capacità riproduttiva della donna si esaurisce, con essa si esaurisce anche il valore della donna e nel giro di una notte (di un anno in verità) la donna diventa subito vecchia. Il problema non è certamente diventare vecchi, il problema è diventarlo nel giro di un anno – cosa che per natura non è evidentemente possibile, ma culturalmente sì. E quindi le donne si trovano a vivere in una condizione di privazione non solo della loro capacità riproduttiva ma di ampie fette di vita.

Certamente ogni vissuto è soggettivo e diverso, e certamente ci saranno donne che sentiranno nella perdita della loro capacità riproduttiva una perdita personale importante, ma a questa è bene evitare di aggiungere il carico culturale e stereotipato che vede nella donna di 50 anni una donna che ha dato e che non ha più nulla da dare, una persona che non ha niente da raggiungere, una donna, come dice la Gunter, ferma ad uno stadio pre-morte.

Possiamo prevenire o posticipare la menopausa?

La menopausa è un evento inevitabile nella vita di una donna e l’ingresso in menopausa è un processo lungo e complicato.

I fattori che regolano l’avvio della menopausa in ciascuna donna sono soprattutto genetici e legati alla familiarità, ma anche ambientali.

C’è per esempio l’idea che l’aver figli ad un’età più avanzata, esperienza più comune oggi che in passato, stia facendo slittare la menopausa verso esordi più tardivi.

Ugualmente si pensa che un’alimentazione ricca in pesce e legumi possa aiutare a ritardare l’età in cui si entra in menopausa. In direzione opposta va invece il consumo di pasta e riso raffinati, cioè non integrali, e l’abitudine al fumo che pare possano anticipare l’avvio della menopausa.

Più recente è lo studio che mostra, secondo le due autrici che lo hanno condotto, come l’attività sessuale sia un buon segnale di regolazione nell’avvio della menopausa.

Questo studio, apparso sulla rivista scientifica Journal of Royal Society Open Science con il titolo ‘Sexual frequency is associated with age of natural menopause: results from the Study of Women’s Health Across the Nation (fonte: Royalsocietypublishing.org), sostiene che le donne che hanno un’attività sessuale regolare, con la frequenza di almeno una volta a settimana negli anni della perimenopausa (dai 45 in avanti), hanno una probabilità di anticipare la menopausa inferiore al 28% rispetto alle donne che invece praticano sesso più di rado (non più di una volta al mese).

L’attività sessuale che viene contemplata nello studio comprende anche il sesso orale e la masturbazione.

I risultati dello studio suggeriscono che se una donna non fa sesso e non vi è alcuna possibilità di gravidanza, il suo organismo, semplicemente, sceglie di disinvestire dall’ovulazione, perché sarebbe sciocco non farlo. L’ovulazione è infatti un processo altamente costoso per il corpo umano, sia in termini di energia spesa per realizzarla, sia per gli effetti che produce sul sistema immunitario della donna (espone la donna ad una temporanea e moderata soppressione dell’attività del sistema immunitario, preparando il corpo femminile ad accogliere un’eventuale gravidanza). Potrebbe esserci dunque un compromesso  biologico, un disinvestimento dall’ovulazione appunto e l’investimento in qualcosa d’altro che secondo le due dottoresse confermerebbe quella che da anni è nota come teoria della nonna, una delle ipotesi più accreditate sul perché le donne, diversamente che le femmine di quasi tutte le altre specie animali, vadano incontro alla menopausa e in menopausa vivano una lungo pezzo della loro vita.

Secondo questa teoria, le donne perdono la loro capacità riproduttiva perché, ai fini evolutivi, in questo modo diventano un valido aiuto per le generazioni di giovani donne che ancora fertili possono mettere al mondo nuovi figli. La gravidanza, il parto sono eventi rischiosi per una donna, ancor più per una donna over 50: avere un sostegno competente, sicuro, che sia in grado di aiutare la giovane coppia ad allevare i propri figli, può rivelarsi una risorsa efficace per la salvaguardia della specie umana.

Curiosamente e in direzione opposta alla teoria, mi piace pensare che con la menopausa sia la natura per prima a liberare le donne dall’obbligatorietà della loro funzione riproduttiva e di cura, permettendo a ciascuna di scegliere liberamente se continuare a dedicarsi all’educazione e alla cura di bambini e nipoti o decidere, appunto, di investire su altro nella propria vita.

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Bibliografia

  • Imsociety.org (International Menopause Society)
  • Ondaosservatorio.it (Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere)
  • https://drjengunter.com/ (Sito internet della Dott.ssa Jen Gunter)
  • https://www.salute.gov.it/  (sito internet del Ministero della Salute Italiano)
  • Is Menopause the Beginning of the End? (TED Talks podcast, trascritto dell’intervento della dottoressa Jen Gunter)
  • Sexual frequency is associated with age of natural menopause: results from the Study of Women’s Health Across the Nation  Royalsocietypublishing.org – The Royal Society)

Pubblicato da Fabiana Pompei , laureata con lode in Medicina e Chirurgia e specializzata in Scienza dell’Alimentazione a Milano,il 2 Novembre 2021