Ipoclorito di sodio, cos’è

ipoclorito di sodio cos'è

Ipoclorito di sodio, cos’è e come si usa: il suo impiego come disinfettante con il metodo Ruffini. La sua presenza in prodotti come Amuchina e tante informazioni utili.

Ipoclorito di sodio, cos’è

L’ipoclorito di sodio altro non è che la classica candeggina o varechina (anche nota come varichina e varecchina). Si tratta del sale del sodio ricavato dall’acido ipocloroso. Chimicamente, la sua formula è NaClO, la molecola vede un atomo di sodio, uno di cloro e uno di ossigeno.

In commercio si trova facilmente diluito in soluzione acquosa con concentrazioni che oscillano dall’1 al 25%. Non viene mai commercializzato, ne’ impiegato puro perché questo composto è particolarmente instabile.

Ipoclorito di sodio come disinfettante

Per il suo potere ossidante, l’ipoclorito di sodio può essere usato come disinfettante (oltre come sbiancante per il bucato e per i pavimenti). Esercita un’azione sporicida (utile contro la muffa), virucida (utile per disinfettare frutta e verdura in località remote del globo) e fungicida.

Il potere disinfettante è esercitato mediante l’azione dell’acido ipocloroso (HOCl) che si forma quando l’ipoclorito di sodio entra in contatto con la membrana cellulare dell’agente patogeno.

Ipoclorito di sodio, metodo Ruffini

Il metodo Ruffini prevede l’uso dell’ipoclorito di sodio per il trattamento di diverse patologie della pelle. Anche con il metodo Ruffini, l’ipoclorito di sodio non viene usato puro ma diluito in acqua a concentrazioni comprese tra il 6 il 12 per cento.

Il metodo Ruffini si serve dell’ipoclorito di sodio per curare oltre cento condizioni dermatologiche differenti. Nella pratica quotidiana, il metodo Ruffini vede l’impiego dell’ipoclorito di sodio per l’igiene personale, la pulizia della casa, per disinfettare le ferite, contro le punture di insetti, bruciature di meduse, bruciature di piante urticanti, ustioni e scottature di varia natura.

Stando a Gilberto Ruffini, ideatore del metodo, l’ipoclorito di sodio andrebbe a stimolare la rigenerazione della matrice extracellulare; in altre parole aiuterebbe il processo di riepitelizzazione in caso di ustioni e ferite, favorendo la guarigione dell’epidermide danneggiata.

Nonostante le innumerevoli applicazioni del Metodo Ruffini, prima di applicare candeggina o altre fonti di ipoclorito di sodio su una ferita o per il trattamento di dermatiti e altre condizioni mediche, è fortemente consigliato il parere medico.

Nota Bene
La scheda di sicurezza di qualsiasi prodotto contenente ipoclorito di sodio invita gli utenti a munirsi di guanti prima dell’utilizzo. Gli stessi produttori consigliano di limitare al minimo il contatto con la pelle e il metodo Ruffini si pone in discordanza con queste precauzioni d’uso.

Piccola curiosità: l’ipoclorito di sodio ha spiccate proprietà antibatteriche perché il composto riesce a distruggere molti polipeptidi. Tra le proteine che riesce a distruggere vi sono la cheratina dei capelli e del corion dei gusci d’uovo.

Ipoclorito di sodio e Amuchina

L’ipoclorito di sodio, a basse concentrazioni, si trova nell’Amuchina impiegata come disinfettante alimentare. Vi riportiamo gli ingredienti contenuti nell’Amuchina proposta per disinfettare biberon, cucci, giocattoli dei bambini o per lavare frutta e verdura.

  • Ipoclorito di sodio (candeggina)
  • Cloruro di sodio (sale da cucina)
  • Sodio idrato (soda caustica)
  • Sodio tetraborato decaidrato (borace)
  • Acqua

Vediamo che l’ingrediente più abbondante è proprio l’ipoclorito di sodio. Purtroppo, molte persone non sono consapevoli di lavare frutta e verdura con acqua, candeggina, soda caustica, borace e sale da cucina.

Prodotti a base di ipoclorito di sodio per disinfettare alimenti crudi (verdure, ortaggi, frutta) e biberon per bambini, possono essere utili durante un viaggio all’estero, per difendersi da parassiti e altri microrganismi pericolosi per l’uomo. Qui in Italia dobbiamo proteggerci “solo” dai pesticidi che sono relativamente facili da lavare via: basta un lavaggio con acqua e bicarbonato di sodio. Per maggiori informazioni vi invitiamo a leggere l’articolo: “come disinfettare frutta e verdura“.

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Pubblicato da Anna De Simone il 10 novembre 2016