L’inquinamento che uccide la barriera corallina

L’inquinamento sta uccidendo la barriera corallina e nei prossimi 10 anni la porterà a essere grande solo il 5 per cento rispetto al suo potenziale standard. La stima arriva dall’Istituto australiano di scienze marine (AIMS), con seda a Townsville.

A livello globale, le barriere coralline devono fronteggiare una miriade di minacce, in particolare l’inquinamento delle acque con la presenza massiccia di gas e idrocarburi, l’innalzamento della temperatura delle acque, l’aumento dell’acidità degli oceani, l’inquinamento causato dai terreni agricoli, per non parlare delle tempeste e dei cicloni che non rallentano o impediscono la crescita della barriera corallina ma ne spazzano via interi tratti. Di solito, la barriera corallina riesce a risanare i danni causati da un ciclono nel giro di 10 anni ma i cicloni sono sempre più frequenti e gli impatti del cambiamento climatico rallentano la crescita.

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L’inquinamento atmosferico fa si che i mari assorbano più anidride carbonica con una crescente acidificazione degli oceani. Il pH tendente all’acido danneggia la capacità dei coralli di sintetesi del carbonato di calcio. Inoltre, l’aumento delle temperature delle acque costituisce una fonte di stress e rallenta ulteriormente la crescita della barriera corallina.

Dire che la barriera corallina è a rischio è poco, la barriera corallina sta morendo a causa dell’inquinamento. Ad aggravare la situazione è l’industria del turismo. Le numerose visite guidate trasformano i siti di crescita della barriera corallina in zone ricche di gas di scarico delle imbarcazioni.

Secondi i ricercatori Katie Cramer e Jeremy Jackson la principale ragione della progressiva scomparsa delle barriere coralline è dovuta a fenomeni come la deforestazione e la pesca invasiva. La pesca intensiva ha dimezzato i pesci che si nutrono di alche infestanti, pertanto la barriera corallina deve combattere anche con altri organismi viventi per la sopravvivenza della specie. L’analisi dei ricercatori Katie Cramer e Jeremy Jackson è stata condotta sulla barriera corallina dei Caraibi e l’inquinamento della zona, lo studio è stato riportato in questo articolo.

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Pubblicato da Anna De Simone il 30 aprile 2013