Food sharing contro lo spreco alimentare

Due scoiattoli condividono cibo

Condividere, condividere, condividere. Tutto quello che si può, anche il cibo, grazie alla velocità e alla capillarità di Internet. Nasce così il food sharing, che significa appunto condividere il cibo: quello che non si riesce a consumare, magari perché acquistato in eccesso, o perché si sta per partire, purché sia ancora buono. Due i vantaggi: si risparmia e si producono meno rifiuti.

Il primo sito di food sharing è nato in Germania e si chiama foodsharing.de: la prima piattaforma dove gli utenti sperimentano la condivisione dei prodotti alimentari. Ciò che unisce gli utenti non è tanto lo spirito caritatevole, quanto la battaglia allo spreco che riempie discariche e inceneritori di prodotti che potrebbero essere consumati o meglio utilizzati. Una la regola del food sharing: non dare agli altri ciò che tu non mangeresti.

Sharing, condividere, è la parola del momento. Ecco allora il car-sharing e il bike sharing che rivoluzionano i trasporti, il couchsurfing (tecnicamente prestare il divano agli ospiti) e il co-housing che cambiano il modo di abitare, e la collaboration che impazza in un mondo dell’informatica dove imperversa il cloud, cioè la ‘nuvola’ dove si condividono (appunto) infrastrutture, piattaforme, documenti e quant’altro possibile.

Tra le motivazioni che hanno spinto un gruppo di giovani tedeschi a fondare foodsharing.de (il sito è in tedesco) spiccano quelle legate a una nuova visione del mondo, più che ai sistemi per risparmiare in tempo di crisi. In un sistema di risorse limitate quale è il pianeta Terra non è pensabile continuare con i ritmi di consumo e di spreco degli ultimi decenni, anche in campo alimentare.

La risposta del pubblico all’idea del food sharing  evidenzia che il tema interessa e c’è chi se ne fa promotore attivo. La piattaforma foodsharing.de è andata online il 12 dicembre 2012 con una spesa di 11mila euro per i programmatori, capitale raccolto online, e da allora gli utenti sono già 5mila.

Link utili / foodsharing.de

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Pubblicato da Michele Ciceri il 21 gennaio 2013