Fisiognomica del viso

Fisiognomica

Fisiognomica, termine che deriva dal greco, da due parole greche: physis, che significa natura, e gnosis, che vuol dire conoscenza. E’ una disciplina antica, se ne sente parlare già dal XVI secolo, epoca in cui era insegnata anche nelle università, era considerata utile e interessante, ben distinta dalla fisionomia che è qualcosa di molto più generico.



Fisiognomica del viso

È una disciplina pseudoscientifica che pretende, ci si può credere o meno, a dedurre i caratteri psicologici e morali di una persona analizzando l’aspetto fisico a partire dal viso. Più che guardare le mani, i piedi o la schiena, naturale che si guardi il volto, i lineamenti, le espressioni che li animano.

Partendo dalla fisiognomica del viso, si può distinguere questa disciplina in due tipologie diverse che sono agiscono in due aree diverse. Da un lato abbiamo quella “predittiva assoluta” e dall’altro quella “scientifica”.

Fisiognomica

Nel primo caso, si porta avanti ‘idea che ci sia una correlazione assoluta tra alcune caratteristiche del viso, e in generale del corpo, e il carattere. Dal punto di vista scientifico, non sono teorie accreditate, c’è chi ci crede e chi invece le ritiene pericolose e a tratti razziste.

La fisiognomica scientifica invece, più prudentemente, prende in considerazione alcune correlazioni statistiche tra viso e carattere, prendendo anche un po’ atto che non può essere un ragionamento di tipo rigoroso ma che può a volte aiutare a volte portare fuori strada.

Fisiognomica: test

On line, sulle riviste, sui social, ci sono numerosi test tra il serio e il faceto che provano a collegare aspetti fisici con il carattere nostro e delle persone che conosciamo. Si possono tentare per scherzo, per gioco, per vedere se davvero il nostro viso racconta ciò che pensiamo e che proviamo oppure no. Restano test non scientifici e che non ci devono.

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Fisiognomica: Lombroso

Uno dei più grandi e noti studiosi di fisiognomica è proprio Cesare Lombroso, medico ma anche antropologo, sociologo, filosofo e giurista italiano, considerato da molti uno dei padri della moderna criminologia anche se le sue teorie hanno fatto molto discutere.

Ha fondato lui l’antropologia criminale, proprio partendo dalla fisiognomica e mescolandola al darwinismo sociale e alla frenologia. Da subito ha insistito sul concetto del “criminale per nascita”, dalla faccia e dall’aspetto, doveva infatti già essere chiaro e immodificabile il destino di chi nasceva con caratteristiche fisiche definite “da delinquente” secondo i suoi studi fisiognomici. Gli si deve riconoscere il fatto che, grazie ai suoi studi, si è dato il via ad un approccio sistematico allo studio della criminalità ma oggi possiamo serenamente dire che molte sue teorie non hanno fondamento.

Per chi volesse approfondire il tema, c’è il libro “Riconoscere il carattere attraverso l’intuito e la fisiognomica”, a 15 euro su Amazon, non solo su Lombroso ma su ciò che, grazie a lui, oggi possiamo raccontare.

Fisiognomica

Fisiognomica degli occhi

Gli occhi sono certamente uno degli elementi del viso che maggiormente vengono presi in considerazione quando ci si approccia alla fisiognomica. In generale si dice che chi ha gli occhi grandi è più estroverso di chi li ha piccoli, che chi ha uno sguardo sfuggente non si prende responsabilità, che chi ha uno sguardo fermo è una persona sicura e determinata.

Sono considerazioni abbastanza ovvie, solo un assaggio di ciò che lo studio di questa disciplina può fornire a chi cerca di intuire il carattere di una persona guardandola negli occhi. Un’ultima curiosità sugli occhi: pare che chi li ha particolarmente vicini sia più insicuro di chi li ha distanti. Ci sono anche divertenti teorie che indagano la correlazione tra il colore degli occhi e il carattere.

Fisiognomica

Fisiognomica nell’arte

Molti artisti, a partire da Leonardo e Michelangelo, passando per il Cinquecento e arrivando ad oggi, sono stati influenzati dagli studi di fisiognomica, lo possiamo vedere in alcune opere di Sofonisba Anguissola e Fede Galizia.

Non solo artisti dell’immagine ma anche artisti della parola, come Honoré de Balzac, hanno abbracciato alcune teorie o si sono incuriositi nel leggerle, usandole poi per creare. Troviamo tracce di fisiognomica anche negli scritti di molti romanzieri inglesi del XIX secolo tra cui Charles Dickens, Thomas Hardy e Charlotte Brontë.

Fisiognomica: Leonardo

Come accennato, Leonardo ha approfondito con generosi scritti e opere, lo studio di questa disciplina regalandoci del materiale ancora oggi prezioso e fonte di ispirazione per artisti e non. Come Leonardo, molto appassionato alla fisiognomica era anche Michelangelo. Un assaggio di ciò che ci resta del suo bel lavoro è raccontato molto gradevolmente nel libro “Leonardo. Studi di fisiognomicascritto dall’ottimo Flavio Caroli e acquistabile a 21 euro anche su Amazon.

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Pubblicato da Marta Abbà il 2 febbraio 2018