Esoscheletro insetti e umano

Esoscheletro

Esoscheletro, tecnologia preziosa e spesso spunto da cui registi, illustratori e scrittori hanno preso spunto per creare personaggi diventati mitici e molto seguiti, in primis Iron Man, ma anche Metroid, Halo, Fallout, Crysis e altri. Oggi l’esoscheletro non è roba da film o da fumetti, e nemmeno da utopisti sognanti, è una realtà che aiuta e potrà aiutare sempre di più persone con problemi di mobilità.



Esoscheletro: significato

Al di là delle raffigurazioni un po’ futuristiche e fantasiose che vediamo in giro, l’esoscheletro più tecnicamente parlando è un apparecchio cibernetico esterno che potenzia le capacità fisiche di chi lo indossa. E’ quindi in grado di aumentare forza, agilità, velocità, potenza e diventa una sorta di muscolatura artificiale.

Esistono vari modelli di esoscheletro, alcuni hanno dei rilevatori di impulsi elettrici che registrano gli impulsi neurali o neuromuscolari dell’operatore per poi trasmetterli a dei dispositivi automatici che riescono a muovere la parte meccanica dell’esoscheletro. Altro che fantascienza, vederli in azione è fantastico ma vero.

Esoscheletro

Esoscheletro umano

Quello che più appassiona è l’esoscheletro umano, perché ci fa pensare e sperare alla possibilità di poter superare limiti fisici per dare a chi ha dei problemi motori la capacità di camminare, di correre e chissà…

E’ tutto in evoluzione, la tecnica, anzi, le tecniche devono essere affinate ogni giorno e allo stesso tempo si prosegue lo studio delle articolazioni del corpo umano, della fisica dinamica ad esso associata, da un lato, e dall’altro quello delle tecniche costruttive e dei materiali leggeri come il titanio. Importanti anche le batterie che possono in un certo senso alimentare l’esoscheletro e che possono essere di vario tipo come anche i sensori e una serie di sistemi di feedback per la gestione dei movimenti.

Esoscheletro insetti

Per gli insetti, per esoscheletro si intende altra cosa. E’ sempre una struttura esterna e più o meno rigida, ma non li aiuta nei movimenti, fa da protezione. Non è costruita a tavolino ma “incorporata” dalla nascita, anche per dare sostegno agli organi.

Tra gli insetti dotati di esoscheletro ci sono i celiferi (cavallette o locuste) e i blattoidei (blatte o scarafaggi) e c’è anche  lo Scarabeo ErcoleI crostacei lo hanno e i vari molluschi come chiocciole, vongole, scafopodi, chitoni e nautilus sono esoscheletri. In alcuni casi, questa struttura esterna rigida ha anche lo scopo di proteggere gli animali da parassiti o predatori.

Esoscheletro

Esoscheletro per paraplegici

Persone disabili come i paraplegici, ma non solo, grazie all’ingegneria biomedica riescono a controllare alcune parti del corpo che non avrebbero mai immaginato di poter controllare. Si sta lavorando, anche nel progetto Manifattura 4.0, ad esoscheletri sempre più leggeri e agili, si vedono già dei dispositivi che fanno pensare positivo e prospettare orizzonti di maggiore libertà per chi è paraplegico. Una bella storia di esoscheletri e di forza di volontà, ce la racconta Franco Tonioli.

Esoscheletro: prezzo

Tra gli esoscheletri sul mercato in Italia quello utilizzato da Franco è Rewalk, uno dei pochi che è oggi possibile noleggiare o comprare per un uso privato se si desidera muoversi in autonomia utilizzando le stampelle. Noleggiare un esoscheletro di questo tipo costa circa 1.500 euro al mese, acquistarlo, almeno 70mila euro.

Esoscheletro

Esoscheletro militare

Come spesso accade, tecnologie buone, vengono applicate anche e soprattutto nell’industria militare in cui girano molti soldi, più di quelli che ci sono nel campo della medicina, purtroppo. In questo caso l’esoscheletro è inteso come un’armatura potenziante per i soldati.

Se evadiamo dalla realtà e guardiamo al mondo fantascientifico dei videogiochi, troviamo molti “guerrieri” con esoscheletro, gli Spartan della serie Halo, quelli con le tute EXO utilizzate in Call of Duty. Nella serie di Mass Effect troviamo corazze ed esoscheletri protettivi da battaglia da scegliere in prima persona e personalizzare.

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Pubblicato da Marta Abbà il 10 aprile 2018