Energia dalle Onde: a Venezia si può con AGIRE

Energia dalle onde - Alessandra Vivona

Fare di più con meno a Venezia significa ricavare “Energia dalle Onde”: ecco il progetto raccontato dalla direttrice di Agire Alessandra Vivona. Si parte da una ricerca sulle installazioni già realizzate che sfruttano le onde del mare per produrre energia elettrica e si arriva a mollo in laguna per sfruttare il moto ondoso e trarne il massimo vantaggio. Sfidando onde anche di 7 metri, il progetto “Energia dalle Onde” va avanti, appoggiato anche dal Comune di Venezia stesso.

1) Qual è l’obiettivo del progetto “Energia delle onde”? Quando è partito?

L’obiettivo della sperimentazione oggetto di studio si propone di valutare la fattibilità di un sistema di produzione di energia da fonte rinnovabile, da installare in mare ed in laguna a Venezia. Il progetto è partito ad inizio 2011 su incarico del Comune di Venezia, Assessorato all’Ambiente ed alle Politiche Giovanili, ad Agire Agenzia Veneziana per l’Energia ad inizio 2011.

2)  Cosa prevedeva l’incarico? Chi vi finanzia? Quanti ci lavorano? 

L’incarico prevedeva una ricerca sulle installazioni, realizzate a livello nazionale ed internazionale, che sfruttano le onde del mare per produrre energia elettrica ed uno studio sulle possibilità di utilizzo di tale tecnologia in ambito lagunare. Tra tutti i sistemi analizzati, capaci di ricavare energia dal moto ondoso, si è scelto di utilizzare due sistemi che derivano da due differenti brevetti entrambi del 2007 (GIANT  e WEM). Per le grandi dimensioni dei due sistemi, nessuno dei due era idoneo per l’installazione in ambito lagunare, ma siamo riusciti ad ideare un prototipo di dimensioni ridotte del modello Giant. Il gruppo di lavoro è formato da Agire e da Manlio Boito (ideatore del modello GIANT) e dai 4 soci della società WemPower. Dal punto di vista finanziario Agire ha curato tutti i contatti con i vari enti interessati per i necessari permessi per l’occupazione degli spazi acquei in laguna, mentre i detentori dei brevetti hanno investito risorse proprie per poter realizzare, installare e modificare i prototipi.



3) Ad oggi cosa è stato realizzato ?

All’inizio della sperimentazione esisteva già un prototipo di WEM, ma nell’attesa di risolvere le problematiche tecniche per l’ancoraggio in mare aperto, è stato installato un prototipo nei pressi dell’isola della Certosa, per testarne il funzionamento e le potenzialità.  Un prototipo con delle modifiche perché funzionasse anche con onde molto piccole, tipiche dell’ambito lagunare. Il posizionamento del generatore è avvenuto il 17 gennaio 2012 in laguna, dove è rimasto per un periodo di circa sei mesi. Il prototipo ha presentato diverse problematiche tecniche, sono stati più volte effettuati interventi di riparazione delle parti danneggiate, finché gli ideatori sono stati costretti a rinunciare a causa degli ingenti investimenti economici necessari.

Per il modello GIANT, si è realizzato prima il prototipo di piccole dimensioni da installare in laguna. La prima installazione è avvenuta ad agosto 2011 e a marzo 2013 abbiamo installato il quarto prototipo riprogettato sulla base dell’analisi e delle problematiche emerse  in precedenza. Il posizionamento completo del modello, composto da tre boe disposte a canne d’organo, verrà ultimato entro il mese di maggio. Successivamente si realizzerà il prototipo più grande da installare

4) quali difficoltà avete incontrato nell’installazione dei prototipi?

I Problemi maggiori riscontrati hanno riguardato:

– la richiesta di autorizzazioni perché a Venezia esistono diversi enti che si occupano della navigazione, per la laguna l’Autorità Portuale e il Magistrato alle Acque e per le installazioni in mare aperto bisogna richiedere una concessione regionale.

– le condizioni ambientali critiche: la sperimentazione in quanto tale ha richiesto un susseguirsi di installazioni di moduli differenti, modificati ed ottimizzati in base ad i risultati restituiti ed alle problematiche logistiche e meccaniche riscontrate in un ambiente lagunare molto aggressivo.

– l’ancoraggio in mare aperto: vista la particolare localizzazione dei sistemi e le conseguenti difficoltà dell’installazione in mare aperto delle boe, si stanno valutando in maniera approfondita le modalità di ancoraggio delle strutture, che saranno costantemente soggette alle sollecitazioni del mare. In particolari periodi dell’anno il sito individuato è soggetto ad onde alte anche 7 metri.

Una delle soluzioni, tra l’altro, prevede la possibilità di ancorare le boe ad un blocco fissato sul fondale, realizzato in materiali naturali derivati da conchiglie che rispettano gli habitat marini e addirittura ne facilitano la riproduzione.

5) Come avviene la trasformazione da energia delle onde a energia elettrica? 

Il sistema GIANT (generatore integrato autonomo non tradizionale) trasforma direttamente l’energia potenziale delle onde in elettricità usando un generatore elettro-meccanico lineare. I vantaggi sono: la modularità, un basso impatto ambientale e l’assenza di rumore. Il sistema prevede una soluzione di tipo “Point absorber” flottante, composta da un galleggiante e un reattore fisso ancorato al fondale e sfrutta il Principio di Archimede.

WEM (Wave Energy Module) è un prototipo composto da una struttura centrale di acciaio contenente all’interno un generatore elettro-meccanico rotante, a cui sono collegati, tramite bracci, dei galleggianti. Questi ultimi, nella fase discendente dell’onda, trasferiscono la loro energia ad un dispositivo interno alla struttura centrale che trasmette a sua volta gli impulsi ad un generatore, producendo così energia elettrica.

6) Si può fare una stima di questa trasformazione e del rendimento di un eventuale impianto?

Per il modello in mare di GIANT si stima da calcoli teorici che con un prototipo che ha un diametro di circa 2 metri e una potenza di picco Pp=1,5 kW nominali si potrebbe ottenere una produzione di energia annua di circa 12.000kWh.

Il modello installato in laguna invece è stato ideato per coprire piccoli consumi e da dati sperimentali emerge che una singola boa riuscirebbe ad alimentare una lampada da 50W per 16 ore continuative con il supporto di batterie tampone.

Entrambi i modelli possono essere moltiplicati per soddisfare le esigenze energetiche richieste Per il modello WEM cha ha la dimensione di 6 metri di diametro ed una potenza di picco Pp=7 kW nominali, con onde di circa un metro si stima una potenza effettiva Pm=4 kW ed una produzione di energia annua di circa 35.000 kWh. I moduli, opportunamente distanziati l’uno dall’altro, in modo da evitare eventuali collisioni, possono essere moltiplicati per formare centrali dalle dimensioni più varie, in funzione delle esigenze energetiche richieste.

7) Perché a Venezia? Ci sono delle condizioni ambientali particolari richieste? 

La risposta è molto semplice e la spiegherei riportando una dichiarazione dell’Assessore all’Ambiente e alle Politiche Giovanili di Venezia, Gianfranco Bettin: “Questi sistemi ci danno la possibilità di produrre energia pulita, sfruttando la grande vocazione ed opportunità del territorio veneziano, ovvero il mare”. Tra l’altro l’Energy Globe, ente internazionale per la promozione dell’efficienza energetica e dell’utilizzo di energie pulite e rinnovabili, ha deciso di premiare con l’Energy Globe Award 2013 il progetto “Giant: energia dalle onde” curato da Manlio Boito. Le motivazioni verranno ufficializzate in occasione dell’incontro di premiazione, che si svolgerà in luogo ancora da definire il 5 giugno 2013.

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Pubblicato da Marta Abbà il 19 aprile 2013