Cure termali: le acque minerali, i fanghi e le inalazioni

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I trattamenti termali rappresentano una vera e propria metodologia di cura che utilizza i mezzi di cura termali a scopo curativo, preventivo e riabilitativo, per risanare patologie più disparate: malattie dermatologiche, come la psoriasi, quelle cardiovascolari, ginecologiche, malattie dell’apparato urinario, reumatiche, come i reumatismi e l’osteoartrosi, dell’apparato gastrointestinale.


Le acque termali hanno delle proprietà terapeutiche indiscutibili e in Italia abbiamo vari luoghi attrezzati ad hoc per fornire servizi a vantaggio del benessere generale. Alcuni sono anche convenzionati con il sistema sanitario nazionale; le terapie vanno prescritte e somministrate sotto controllo medico e le stazioni termali devono seguire appositi regolamenti sanitari e avere personale specializzato.

Non c’è il periodo migliore per sottoporsi alle cure termali: va bene a qualsiasi stagione , anche se tra maggio e settembre le condizioni climatiche più favorevoli possono agevolare l’esito dei trattamenti. Le cure termali sono rappresentate da: acque minerali, fanghi e grotte. Vediamole nello specifico.

Cure termali, le acque termali
Per “acqua minerale” si riferisce, le caratteristiche terapeutiche dell’acqua stessa e non il contenuto di sostanze minerali: hanno infatti, sostanze minerali anche le acque di ma non per questo possono essere denominate minerali.
Secondo la classificazione delle acque minerali le acque si distinguono in: oligominerali, solfuree, salsobromoiodiche, radioattive, salse (cloruro-sodiche), solfate, bicarbonate, carboniche, arsenicati, ferruginose.

Nelle patologie dell’apparato respiratorio sono molto indicate le acque solfuree, cioè quelle contenenti una quantità pari o superiore a 1mg di acido solfidrico per litro. Per poter beneficiare delle loro proprietà si ricorre sia a metodiche interne (bibita, aereo sol, inalazioni, irrigazioni ecc.), che esterne (fango, bagno ecc).

Cure termali, bagno
Consiste nell’immergersi completamente o parzialmente, in una vasca che contiene acqua termale a 37 – 39°C per circa 20 minuti. A seguire, 20 minuti di riposo (coperti) per il “periodo di reazione”. In alternativa, il bagno può essere effettuato in piscine termali dove possono essere associate tecniche d’idrocinesiterapia con movimenti attivi e passivi.
Indicazioni: malattie reumatiche, ginecologiche, della pelle, affezioni del sistema nervoso e dell’apparato circolatorio.

Cure termali, fango
Consiste nell’applicazione totale o parziale sul corpo di questa melma ipertermale: è composta d’argilla di origine vulcanica lasciata a macerare in apposite vasche contenenti acqua termale per almeno sei mesi
A seguire un bagno in acqua termale e una fase di reazione accompagnata da abbondante sudorazione
Indicazioni: reumatismi, artriti croniche, nevriti, esiti delle forme reumatiche acute a carico delle ossa, delle articolazioni e dell’apparato muscolare, ginecologiche, della pelle, affezioni del sistema nervoso e dell’apparato circolatorio.

Cure termali, inalazioni
Sono tecniche che permettono di agire direttamente sull’apparato respiratorio. Un ciclo comprende 18 – 20 applicazioni. Le principali tipologie di cure inalatorie sono: nebulizzazioni, inalazioni, aereosol, humages e insufflazioni.
Indicazioni: infiammazioni croniche delle vie aeree.

Altro trattamento molto interessante proposto nei centri termali e in molti centri benessere. è rappresentato dal percorso Kneipp, un sistema di cura basato sull’acqua. Per approfondimento leggi “Percorso Kneipp, curarsi naturalmente”

Pubblicato da Anna De Simone il 7 agosto 2015