Il nuovo concetto di Confini Planetari

pianeta terra

Confini Planetari – Planetary Boundaries” è il nuovo articolo frutto della collaborazione tra la Sezione Valorizzazione della Ricerca e Public Engagement – Agorà Scienza – e dal Green Office UniToGO dell’Università di Torino con la IdeeGreen S.r.l. Società Benefit.

L’articolo riprende i testi del dr. Tommaso Orusa pubblicati nell’opera “Lessico e Nuvole: le parole del cambiamento climatico”, la seconda edizione della guida linguistica e scientifica per orientarsi nelle più urgenti questioni relative al riscaldamento globale, curata dalla Sezione e dal Green Office.



La versione gratuita di Lessico e Nuvole, sotto forma di file in formato .pdf, è scaricabile dalla piattaforma zenodo.org.

La versione cartacea è acquistabile online sulle seguenti piattaforme di distribuzione:

– youcanprint.it

– Amazon

– Mondadori (anche con Carta del Docente e 18app)

– IBS

– Libreria Universitaria (anche con Carta del Docente e 18app)

Tutto il ricavato delle versioni a pagamento sarà utilizzato dall’Università di Torino per finanziare progetti di ricerca e di public engagement sui temi dei cambiamenti climatici e della sostenibilità.

Il concetto di Confini Planetari

Il concetto di confine/limite planetario (Planetary Boundary – PB), introdotto nel 2009, mirava a definire i limiti ambientali entro i quali l’umanità può operare in sicurezza. Questo approccio si è di­mostrato utile nello sviluppo della politica di sostenibilità globale.

È infatti urgente definire un nuovo paradigma che integri il continuo sviluppo delle società umane e il mantenimento del “sistema Terra” (Earth system – ES) in uno stato resiliente e acco­modante. La struttura del confine planetario (PB) contribuisce a tale paradigma fornendo un’analisi scientifica del rischio che le perturbazioni umane destabilizzino l’ES su scala planetaria. Qui, le basi scientifiche del “framework PB” vengono aggiorna­te e rafforzate. L’epoca relativamente stabile dell’Olocene, lunga 11.700 anni, è l’unico stato dei sistemi terrestri che conosciamo come in grado di supportare le società umane contemporanee.

È ormai assodato, con svariate evidenze scientifiche, che le attività umane stanno influenzando il funzionamento dell’ES in misura tale da minacciare la sua resilienza, ovvero la sua capacità di persistere in uno stato simile all’Olocene di fronte alle cre­scenti pressioni e shock umani.

Il framework PB si basa su processi critici che regolano il funzionamento dell’ES. Combi­nando una migliore comprensione scienti­fica del funzionamento dell’ES con il prin­cipio di precauzione, il quadro PB identifica i livelli di perturbazioni antropogeniche al di sotto dei quali è probabile che il rischio di destabilizzazione dell’ES rimanga basso, uno “spazio operativo sicuro” per lo svilup­po della società globale. Una zona di in­certezza per ciascun PB evidenzia l’area di rischio crescente (si veda la figura qui sotto).

confini planetari

La zona verde è lo spazio operativo sicuro, il giallo rappresenta la zona di incer­tezza (aumento del rischio) e il rosso è una zona ad alto rischio. Il confine plane­tario stesso si trova all’intersezione delle zone verdi e gialle (soglia di confine). I processi per i quali i limiti a livello globale non possono ancora essere quanti­ficati sono rappresentati dalle zone grigie; questi sono il carico atmosferico di aerosol, le nuove entità e il ruolo funzionale dell’integrità della biosfera.

Fonte: J. Lokrantz/Azote based on Steffen et al. 2015. Stato delle variabili di controllo per sette dei confini planetari.

I Planetary Boundaries

I Planetary Boundaries (PB) individuati risultano:

  • Cambiamenti climatici
  • Cambiamenti nell’integrità della biosfera (es. perdita di biodiversità)
  • Esaurimento stratosferico dell’o­zono
  • Acidificazione degli oceani
  • Flussi biogeochimici (ad es. fosforo e azoto
  • Cambiamento del sistema di terra (uso e cambio d’uso del suolo)
  • Uso e consumo di acqua dolce
  • Carico atmosferico di aerosol
  • Introduzione di nuove entità (definite come nuove sostanze, nuove forme di so­stanze esistenti e forme di vita modificate che hanno il potenziale per effetti geofisici e / o biologici indesiderati).

Due dei PB – i cambiamenti climatici e l’in­tegrità della biosfera – sono riconosciuti come PB “principali” in base alla loro fondamentale importanza per l’ES.

Infatti, il sistema climatico è una ma­nifestazione della quantità, della di­stribuzione e dell’equilibrio netto di energia sulla superficie terrestre e la bio­sfera regola i flussi di materia ed ener­gia nell’ES e aumenta la sua resilien­za a cambiamenti repentini e graduali.

A oggi, i livelli di perturbazione antro­pogenica di quattro dei processi/caratte­ristiche dell’ES (cambiamento climatico, integrità della biosfera, flussi biogeochi­mici e cambiamento del sistema terrestre) superano ampiamente la soglia di confine prevista con effetti sul sistema naturale e sociale.

Quindi, per riassumere, i PB sono livel­li scientificamente basati sulla pertur­bazione umana dell’ES oltre i quali il funzionamento dell’ES può essere mo­dificato in modo sostanziale. Il supera­mento dei PB crea quindi un rischio di destabilizzare lo stato olocenico dell’ES in cui si sono evolute le società moderne. Detto, questo, il framework dei confini pla­netari non impone come dovrebbero svi­lupparsi le società: queste sono decisioni politiche che devono includere la conside­razione delle dimensioni umane, compre­sa l’equità, non incorporate nel framework ma di fondamentale importanza.

Tuttavia, identificando uno spazio operativo sicuro per l’umanità sulla Terra, il framework dei confini planetari può dare un prezioso con­tributo ai decisori e all’economia per cor­reggere difetti e dirigersi auspicabilmente verso la creazione di percorsi desiderabili per lo sviluppo della società, in armonia con i tempi e i meccanismi del sistema Ter­ra.

 

dott. Tommaso Orusa, borsista di ricerca presso Unito Green Office Energia e Cambiamenti climatici e dottorando al GEO4AGRI presso il Dipartimento di Scienze, Agrarie Forestali e Alimentari dell’Università degli studi di Torino

 

Bibliografia

– Latini Gianni, Bagliani Marco, & Orusa Tommaso. (2020). Lessico e nuvole: le parole del cambiamento climatico – II ed., Università di Torino. Zenodo. http://doi.org/10.5281/zenodo.4276945

– Hughes, Terry P., et al. “Multiscale regime shifts and planetary boundaries.” Trends in ecology & evolution 28.7 (2013): 389-395.

– Rockström, Johan, et al. “A safe operating space for humanity.” Nature 461.7263 (2009): 472-475.

– Rockström, Johan, et al. “Planetary boundaries: exploring the safe operating space for humanity.” Ecology and society 14.2 (2009).

– Rockström, Johan, et al. Sustainable development and planetary boundaries. Sustainable Development Solutions Network., 2013.

– Steffen, Will, et al. “Planetary boundaries: Guiding human development on a changing planet.” Science 347.6223 (2015).

Pubblicato da Matteo Di Felice, Imprenditore e Managing Director di IdeeGreen.it, Istruttore di corsa RunTrainer certificato e appassionato di Sostenibilità, il 27 Aprile 2021