Concimi organici e concimi minerali

Concimi organici

Concimi organici e concimi minerali forniscono alle piante attraverso il terreno gli elementi nutritivi di cui esse hanno bisogno per l’accrescimento. In aggiunta a carbonio, ossigeno e idrogeno che le piante prelevano dall’aria e dall’acqua.

I principali di questi elementi nutritivi ceduti dal terreno (macroelementi maggiori) sono l’azoto (N), il fosforo (P) e il potassio (K). Le piante però si nutrono anche di altri elementi quali: calcio, magnesio, zolfo e ferro (macroelementi secondari); e in quantità minore anche di rame, zinco, boro, manganese, molibdeno (microelementi).

Per intenderci, quando si parla di concimi organici o minerali ci si riferisce di norma ai fertilizzanti che forniscono i macroelementi principali (azoto, fosforo e potassio), senza i quali le piante non possono vivere. I prodotti che apportano al terreno i macroelementi secondari e i microelementi sono invece più correttamente definiti come ‘ammendanti’ o ‘correttivi’.

Che differenza c’è tra concimi organici e concimi minerali? Entrambi forniscono alle piante i macroelementi principali, la differenza sta nel come questi elementi vengono ceduti al terreno e da esso alle piante.

I concimi organici (letame, pollina, guano, sangue secco, farina d’ossa…) si degradano lentamente con un processo che si chiama ‘mineralizzazione’(che ha tempi diversi a seconda del tipo di concime) e sono assimilabili dalle piante dopo settimane o mesi. La differenza tra un concime organico e l’altro sta appunto nei tempi di assimilazione.

I concimi minerali invece si disgregano subito (basta la presenza di umidità) e sono prontamente assimilabili. Tra I fertilizzanti in commercio si distinguono i ‘concimi minerali semplici’, che contengono uno solo dei macroelementi principali, e i ‘concimi minerali complessi’ che invece li contengono tutti e tre in quantità variabili (le percentuali sono rilevabili dalla formula NPK stampata sulla confezione).

Meglio i concimi organici o i concimi minerali? Diciamo che gli uni non escludono gli altri. Una buona concimazione organica del terreno andrebbe fatta sempre, anche perché i concimi organici apportano anche macroelementi secondari e microelementi che sono assenti nei concimi minerali. Però c’è un problema: nei concimi organici sono presenti in alcuni casi solo l’azoto (concimi azotati N, come il sangue secco) e in altri l’azoto e il fosforo insieme (concimi azoto-fosfatici NP, come la pollina).

Nei concimi organici è assente il potassio, che per questo non manca mai nella terza categoria dei concimi in commercio e cioè quella dei concimi ‘organo-minerali’, che contengono una parte organica e una parte minerale. La concimazione organica a lento rilascio è sicuramente indicata per la preparazione del letto di semina e per la concimazione annuale, oltre che per l’equilibrio chimico di fondo del terreno.

I concimi minerali possono invece servire nella fase vegetativa e produttiva delle piante, quando non possono essere sostituiti da concimi organici a rapida mineralizzazione. Sempre osservando le dosi consigliate (anche qualcosa meno) e la regola del ‘poco e spesso’.

Infine, nell’uso dei concimi organici o minerali tenete presente che ciascuno dei tre macroelementi (NPK) svolge una funzione specifica per la vita delle piante. In particolare:

  • l’azoto è l’elemento più importante per il prato e le piante da foglia, serve soprattutto nella piantagione e nella ripresa primaverile;
  • il fosforo favorisce lo sviluppo delle radici e dei fiori, inoltre aumenta la resistenza delle piante alle malattie e al freddo;
  • il potassio aiuta la fioritura e la fruttificazione rendendole abbondanti, migliora la conservabilità dei frutti e favorisce la lignificazione delle piante.

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Pubblicato da Michele Ciceri il 6 gennaio 2015