Compostaggio domestico, come fare

compostaggio domestico fai da te

Compostaggio domestico: le istruzioni su come fare il compost con la corretta gestione dei rifiuti organici prodotti in casa e nel piccolo giardino.


I rifiuti umidi possono essere trattati in modo da ricavare sostanze utili attraverso un procedimento detto “compostaggio“. Per attuare il compostaggio domestico occorrono piccole attenzioni quotidiane, nulla di complicato ma dovete essere consapevoli che un requisito imprescindibile per la buona riuscita del compostaggio domestico è la costanza. Senza costanza, potreste ritrovarvi con un cumulo puzzolente e ricco di liquami: se avete un giardino di piccole dimensioni o state valutando di fare il compost sul balcone o in terrazza, è importate capire che la costanza è tutto, altrimenti sarete costretti a gettare via il cumulo a causa dei cattivi odori prodotti.

Compostaggio domestico, che cos’è

Il compostaggio è un processo di riciclo dei rifiuti organici che consente di ottenere un fertilizzante naturale detto compost. Ma come fanno i rifiuti organici a trasformarsi in fertilizzante? Rifiuti secchi e umidi, di natura organica, rappresentano il substrato di crescita di batteri, funghi, muffe, lombrichi e altri organismi, che hanno il compito di “decomporre” i resti animali e vegetali, trasformandoli in una terra bruna che noi definiamo compost. Per un approfondimento chimico su come è possibile tale trasformazione, vi rimando ai miei articoli:

Mettendo da parte le trasformazioni chimiche, in questa pagina vi spiegherò come fare il compostaggio domestico e gestire i rifiuti organici così da evitare cattivi odori ed esperienze negative.

Compostaggio domestico, come fare

Per fare il compost potete sfruttare tre differenti strategie:

  1. Il cumulo fai da te
    E’ adatto a chi ha un ampio giardino, in grado di apportare almeno 500 kg di scarti organici. Solo con buone quantità di rifiuti organici è possibile l’aumento della temperatura necessario nella prima fase della decomposizione dei rifiuti. Un cumulo troppo piccolo non si scalda e può essere causa di cattivi odori.
  2. La compostiera
    La compostiera può essere realizzata con il fai da te o acquistata. Vi consiglio l’acquisto di una compostiera domestica soprattutto se avete un piccolo giardino o se volete fare il compost in terrazza, balcone o comunque in diretta prossimità della casa.
  3. La buca 
    Quello della buca è un sistema contadino molto antico. Si scava una buca e sul fondo si predispone uno strato di ghiaia o argilla espansa per il drenaggio; nella buca si andranno a gettare i rifiuti organici che dovranno essere ben distanti dalle pareti della buca perché vi ricordo che l’ossigenazione è fondamentale.

La compostiera domestica

questa pagina Amazon potete trovare diversi tipi di compostiere. La compostiera domestica è utile perché consente un buon isolamento termico ma non è priva di limiti: l’ossigenazione e la miscelazione diventano più complicate, dovreste dotarvi di un forcone da giardino o comprare compostiere che ruotano su se stesse con una manovella (così da farvi mescolare i rifiuti e arieggiare).

come compostare in casa

Come iniziare il compostaggio domestico

Scegliete un luogo adatto, ben arieggiato e molto luminoso. L’ideale sarebbe organizzare il compostaggio all’ombra di una pianta a foglia caduca così la compostiera, la buca o il cumulo, potrà avere sole in inverno e ombra in estate. Meglio se nelle vicinanze avete un allaccio idrico perché talvolta, in estate, il cumulo va bagnato.

L’umidità del cumulo del compostaggio domestico tende a cambiare in risposta al clima. I periodi più delicati sono quelli in cui cambiano le stagioni. Dal passaggio primavera-estate, per esempio, si alternano giornate piovose e giornate calde. E’ importate tenere sotto controllo lo stato di umidità del cumulo in fase di compostaggio.

Un test facile e immediato è la cosiddetta “prova del pugno“: si prende in mano un campione della miscela, lo si stringe e se tra le dita sorgono alcune goggioline d’acqua, vuol dire che il compost contiene un buon livello di umidità. Se la mano resta asciutta, dovrete aggiungere manualmente un po’ d’acqua, al contrario, se a fuoriuscire sono fin troppe goccioline d’acqua, si dovranno aggiungere scarti secchi o sperare in una bella giornata di sole!

Il processo di compostaggio avviene in presenza di ossigeno, per evitare i cattivi odori, il compost deve essere situato in una zona ben ventilata: la garanzia per una buona trasformazione degli scarti da cucina in compost, è data proprio da una massiccia presenza di ossigeno.

Non bisogna comprimere eccessivamente il materiale del compost e bisogna rivoltarlo periodicamente. Se la compostiera è abbastanza grande il compost può essere rivoltato con un forcone. Il compost va rivoltato per arieggiare e ristrutturare il cumulo, cioè disfare gli agglomerati di materiale che si sono compattati.

Ogni quanto mescolare i rifiuti organici nel composter?

In inverno, il rivoltamento va fatto dopo 25-30 giorni dall’aggiunta di materiale fresco e ripetuto dopo 3-5 mesi. In estate il primo rivoltamento va eseguito dopo 15-20 giorni e dovrà essere ripetuto dopo 2-4 mesi. Molto dipende dalla porosità del cumulo, se il compost è molto compatto il numero dei rivoltamenti dovrà aumentare, se invece è poroso, il numero dei rivoltamenti può diminuire. Mescolare il compost non serve solo ad arieggiare il cumulo ma anche a ridistribuire acqua e nutrienti e favorire il processo di compostaggio.

Quanto tempo ci vuole?

Tutto dipende dalle prime fasi e da come avete avviato il compostaggio. Dopo pochi giorni dall’aggiunta dei rifiuti organici, dovrebbe iniziare la fase termofila, durante la quale aumentano le temperature e la massa inizia una lenta trasformazione.

Dopo il primo mese, la fase termofila dovrebbe concludersi e, dopo circa 20 giorni di raffreddamento, ha inizio una fase di maturazione durante la quale la temperatura inizierà a stabilizzarsi su valori ambientali. La maturazione richiede meno quantità di ossigeno.

Al termine della maturazione, per aumentare la qualità del terriccio fertile ottenuto, potete setacciarlo così da eliminare eventuali residui indecomposti che potranno essere aggiunti al nuovo cumulo.

Pubblicato da Anna De Simone il 28 novembre 2017