Come utilizzare una VPN per il telelavoro (e non solo)

telelavoro computer e smartphone

Durante il 2020, circa 7 milioni di italiani hanno lavorato in smart working: una pratica nuova per molti dipendenti. Altri invece, sono sempre stati abituati a lavorare da remoto: specialmente i freelancer, professionisti del web che gestiscono anche più clienti contemporaneamente e operano molto spesso da remoto. E molto probabilmente lo smart working continuerà a rimanere per una buona parte degli italiani.

In Italia però esiste anche il cosiddetto telelavoro. Sembra un parolone appartenente a un’altra epoca, ma in realtà si riferisce a tutti quei dipendenti, che per contratto, lavorano da casa ma devono essere sempre presenti online durante l’orario di ufficio.

Esiste quindi una sostanziale differenza tra smart working e telelavoro, ma in entrambi i casi, si tratta di lavoro da remoto e lontano dall’ufficio: in casi del genere, avere una connessione protetta per lavorare diventa spesso un obbligo.



La rete VPN per una maggiore sicurezza (e anonimato)

Sappiamo bene come Intenet possa nascondere dei rischi, ma siamo coscienti davvero di tutti i pericoli che possiamo incontrare in rete? Quando facciamo telelavoro o smart working, il nostro datore di lavoro può chiederci di utilizzare una rete VPN durante le nostre mansioni quotidiane. Ma che cos’è la VPN per il lavoro da remoto?

Si tratta di una rete privata virtuale (Virtual Private Network), utile per stabilire una connessione protetta ai server della propria azienda; ma anche per navigare in sicurezza in rete, evitando di esporre i nostri dati personali a potenziali rischi. Infatti, le reti VPN utilizzano una crittografia AES 256 bit per garantire un alto livello di sicurezza alla propria connessione internet.

In tal modo, chiunque lavori da remoto può affidarsi una rete VPN per gestire le comunicazioni con i colleghi di lavoro e i clienti da contattare. Alcuni datori di lavoro permettono, sempre tramite l’utilizzo di reti VPN, di accedere da remoto ai server aziendali, così come a determinati programmi per portare avanti le attività di ogni giorno.

Usare una rete privata virtuale diventa quindi quasi obbligatorio quando si maneggiano dati aziendali sensibili o comunicazione private. Proprio come afferma Harold Li, vicepresidente di ExpressVPN, la rete privata virtuale più veloce di Italia:

Attacchi hacker, data breach, furti di dati tramite phishing: tutte problematiche che possono affliggere sempre più utenti, mettendo a rischio le informazioni sensibili di persone o aziende e permettendo ai malintenzionati di rivendere questi dati acquisiti, se non addirittura usarli per sottrarre denaro o compiere furti di identità.”

Inoltre, una rete di questo tipo permette anche di aumentare il livello di anonimato in rete. Infatti, diventa possibile cambiare la propria posizione geografica oppure il proprio indirizzo IP. Un servizio molto utile anche per lavorare all’estero: usando una VPN si può creare un tunnel sicuro diretto ai server dell’azienda, così come accedere a programmi bloccati geograficamente (m accessibili solamente dall’Italia).

Attivare una rete VPN non è difficile: basta scegliere un servizio VPN affidabile, iscriversi e poi scaricare l’app sul proprio computer o smartphone (spesso viene offerta anche una prova gratuita di un mese per testare il servizio). È possibile poi attivare o disattivare la connessione VPN con un semplice click direttamente dall’app, scegliendo sempre dall’interno tutte le impostazioni (come la posizione geografica della connessione e il cambio dell’indirizzo IP).

Occhio alle reti Wi-Fi pubbliche

Lavorare da remoto significa anche usare il proprio computer in maniera responsabile quando si trattano dati aziendali sensibili. Perciò vietato usare reti Wi-Fi pubbliche per connettersi ai server aziendali o gestire comunicazioni private. Se proprio bisogna usare una rete pubblica, allora usare una VPN può garantire un livello di sicurezza superiore. Infatti, troppe persone sottovalutano i rischi derivanti da una connessione pubblica, perché spesso si focalizzano più che altro sui benefici.

A prima vista può sembrare comodo portarsi dietro il proprio computer portatile e lavorare dal tavolino di un bar, per esempio. Peccato che le connessioni pubbliche dispongano di protocolli di sicurezza molto bassi; in certi casi, molti Wi-Fi di locali, bar o hotel non dispongono nemmeno di una password per collegarsi. Stesso discorso si applica alle reti presenti nelle stazioni o negli aeroporti, il livello di sicurezza è inferiore alla media.

Dei malintenzionati possono facilmente forzare le misure di sicurezza di network di questo tipo. Inoltre, possono creare delle reti Wi-Fi con nomi simili a quelli di reti pubbliche per ingannare gli utenti che si connettono: le persone pensano di collegarsi al servizio di Wi-Fi di un locale, hotel o aeroporto, quando in realtà si stanno connettendo alla rete Wi-Fi messa in piedi da un hacker (che può così vedere tutti i dati trasmessi all’interno della rete).

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Gaming e streaming: i vantaggi della VPN al di fuori del lavoro

Al giorno d’oggi la connessione viene usata da sempre più dispositivi, grazie al cosiddetto IoT, the Internet of Things. Non solo, perché ormai anche smart TV e console sono una presenza fissa in praticamente ogni casa: quanti di noi accedono alle piattaforme di streaming per vedere contenuti on-demand? E in quanti giocano online con i videogiochi da console oppure da PC?

Inoltre, recentemente sta prendendo sempre più piede il “cloud gaming”: ovvero la possibilità di giocare in streaming direttamente dal proprio PC o addirittura smart TV. In tutti questi casi, una rete VPN può tornare utile. Per esempio, non tutte le serie TV o film sono disponibili sulle piattaforme di streaming in Italia: esistono molti contenuti disponibili solo negli USA o in UK.

Per poterci accedere e visionarli, si può usare una VPN e cambiare così la propria posizione geografica. Stesso ragionamento, ma inverso, se magari vi trovate all’estero e volete accedere ai canali nazionali italiani oppure a servizi di streaming operanti solo in Italia. Anche per il gaming non è da sottovalutare, in caso si voglia accedere agli store digitali presenti in altri paesi oppure giocare online su server posizionati all’estero.

Pubblicato da Matteo Di Felice, Imprenditore e Managing Director di IdeeGreen.it, Istruttore di corsa RunTrainer certificato RunAcademy FIDAL, Istruttore Divulgativo certificato della Federazione Scacchi Italiana e appassionato di Sostenibilità, il 4 Maggio 2021