Come pulire le cozze

Come pulire le cozze

Come pulire le cozze velocemente e in modo accurato. Consigli per pulire le cozze di scoglio senza fatica. Perché è pericoloso mangiare cozze crude e consigli alla cottura.

Cozze da allevamento e cozze da scoglio

mitili cozze, sono frutti di mare molto apprezzati e per questo allevati in tutto il Mediterraneo. In alcune aree d’Italia si pratica, invece, la pesca dei mitili selvatici anche noti come cozze da scoglio. In realtà, le cozze si possono sviluppare su qualsiasi fondale marino, per questo motivo all’estero (soprattutto in Giappone e in California) le cozze del Mediterraneo sono considerate specie invasive molto dannose per la fauna marina autoctona.

Le cozze sono pericolose? Una volta pulite, si possono mangiare crude?

Molti affermano che mangiare cozze crude faccia male o sia pericoloso. In effetti tutto dipende dal sito di allevamento o di pesca delle cozze. Se raccolte in zone marine prossime a scarichi urbani o dove le correnti marine trascinano elementi provenienti da acque reflue,  le cozze possono facilmente diventare il ricettacolo di batteri e/o virus molto pericolosi per l’uomo. Le cozze sono animali filtratori, filtrando l’acqua raccolgono nelle branchie una grande quantità di particelle e microrganismi (anche agenti inquinanti e patogeni).

Per i motivi che ti ho appena descritto, sappi che non è sicuro mangiare cozze crude, neanche se con l’aggiunta di limone. Perché le cozze crude fanno male? Perché se le cozze si sono sviluppate in zone inquinate possono diventare portatrici di malattie come il tifo, il colera, il paratifo, l’epatite virale e il norovirus.

Le cozze cotte sono pericolose? No. Si abbattono molti rischi, anche se alcune tossine algali (DSP e PSP) possono causare sindromi gastroenteriche e neurologiche e non si disattivano con la cottura. Per questo motivo ti consiglio di acquistare cozze di provenienza sicura, presso un allevatore o pescatore di fiducia.

Al momento della cottura, le cozze devono necessariamente aprirsi così da consentire al tessuto edibile di raggiungere temperature idonee a disattivare eventuali patogeni.

Le cozze rosse o arancione scuro si possono mangiare? Ecco una cosa che forse non sai. Le cozze hanno dimorfismo sessuale, il mitile maschio si presenta di colore giallo crema mentre il mitile femmina è di un colore rosso o arancio.

Come pulire le cozze

Le due valve sono tenute insieme da una cerniera con tre o quattro dentelli. Se vuoi pulire le cozze dovrai eliminare il filamento fibroso, cioè quell’aggregato che fuoriesce dalle due valve: a Napoli si chiama lo “streppone della cozza” mentre in altre località d’Italia viene chiamato “bisso”. Quindi la prima cosa che devi fare per pulire le cozze è togliere il bisso o streppone (filamento fibroso).

Lava le cozze sotto acqua corrente e strofinale l’una sull’altra per eliminare tutti i cirripedi (detti comunemente denti di cane delle cozze) e le incrostazioni del guscio. Se vuoi un risultato perfetto, puoi adoperare un coltello per tirare via eventuali incrostazioni calcaree. C’è, inoltre, chi pulisce le cozze di scoglio usando una retina metallica o una spazzola a setole dure!

Le cozze vanno pulite una a una: elimina il filamento che esce dal lato piatto della cozza e per eliminarlo completamente, tiralo non verso l’esterno ma verso il lato appunti o lato curvo della cozza fino a quando non sarà completamente strappato via.

Come pulire le cozze velocemente

Detto che bisogna togliere il bisso a ogni cozza, c’è poi una scorciatoia che ti consentirà di pulire il guscio esterno delle cozze con più velocità.

La strategia consiste nel chiudere le cozze da pulire in un sacchetto di plastica (tipo quello della spazzatura) e aggiungere una manciata di sale grosso e strofinare accuratamente la busta per una decina di minuti. In questo modo sarà possibile pulire accuratamente il guscio delle cozze in 10 minuti, anche se si tratta di 5 – 6 kg di mitili! Questa strategia è molto efficace, dovrai poi limitarti a sciacquare le cozze sotto acqua corrente ed eliminare il bisso.

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Pubblicato da Anna De Simone il 12 maggio 2018