Coltivazione verticale, l’orto alla portata di tutti

coltivazioni verticali

Se su larga scala l’agricoltura verticale può cambiare le sorti del pianeta, in piccolo, la coltivazione verticale in ambito familiare può consentire di risparmiare un po’ di soldini sulla spesa alimentare domestica. Chi ha poco spazio per allestire il classico orto orizzontale, può mirare alla coltivazione verticale di ortaggi e verdure.

Per realizzare una coltivazione verticale in casa o in giardino è possibile riciclare i pallet, semplici pedane facili da modificare a proprio gusto e necessità. In alternativa ai pallet è possibile utilizzare bottiglie in plastica riciclate, flaconi o vasi.

Avendo a disposizione un fazzoletto di terra, la classica coltivazione in orizzontale è certamente più facile da gestire ma per chi deve superare problematiche di spazio, la coltivazione verticale potrebbe essere la soluzione giusta: dover coltivare in piccoli spazi è molto difficile, c’è chi rinuncia o chi sperimenta la pratica della coltivazione verticale, c’è chi lo fa per provare e chi per mera necessità.

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Sul balcone di casa o adiacente alle pareti esterne della propria abitazione, è possibile organizzare una coltivazione verticale sfruttando dei vasi molto leggeri. Un orto verticale ben ordinato potrebbe essere composto da diversi vasi impilati in uno spazio verticale, adesi alla parete o più comodamente a un asse. Cosa vi serve per allestire una coltivazione verticale di questo genere?

  • Un’asse in legno da 30 per 200 cm
  • Sei vasi da 30 cm di diametro
  • Filo di ferro
  • Forbici, tenaglia e trapano

Per la realizzazione bisognerà posizionare i vasi sull’asse in legno, posti a una distanza di almeno 20 cm l’uno dall’altro. La distanza tra un vaso e quello soprastante, è in relazione alla necessità di crescita della pianta da coltivare. Per l’allestimento, impiegando il trapano fate due fori sull’asse in corrispondenza del bordo dei vasi. Legate poi ogni vaso all’asse tagliando del fil di ferro che dovrà passare attraverso il legno.

Pubblicato da Anna De Simone il 13 settembre 2013