Coding per bambini: corsi e libro

Coding per bambini

Coding per bambini, coding per tutti, anzi, perché oggi se ne parla sempre più frequentemente. Non è una questione di essere o di diventare nerd, imparare a programmare in informatica serve anche per imparare a ragionare o a migliorare i nostri processi logici, oppure a tenerli allenati al meglio con il passare degli anni. Se si tratta però dei primi anni di vita, visto che stiamo parlando di coding per bambini, la questione è quella di plasmare la mente in modo che sia una open mind.



Coding per bambini: cosa è

Con il termine coding si intende la “programmazione informatica”, una materia che è in alcuni casi, e molto probabilmente negli altri diventerà, una delle tante materie insegnate a scuola fin dalle primarie. A quell’età in cui si può imparare, giocando, i concetti base di informatica e del pensiero computazionale.

Non c’è da urlare allo scandalo, come se pretendessimo di crescere dei piccoli informatici o ingegneri, magari condizionando le loro future scelte di carriera, no, assolutamente. Il coding per bambini può essere una materia come le altre da affrontare con curiosità e voglia di sperimentare un certo mondo restando poi liberi di andare a studiare lettere, filosofia o di fare l’assicuratore o il pasticcere. Il coding ci avrà comunque insegnato a ragionare e tornerà utile.

Con i bambini, va intesa come una nuova lingua che permette di “dialogare” con il computer, la si usa per assegnargli dei compiti e dei comandi. I piccoli programmatori si trovano a dover usare la logica, ad affrontare problemi. Il coding insegna a sviluppare un processo logico-creativo che parte da una scomposizione di un problema complesso in diverse parti da affrontare una alla volta, più serenamente e semplicemente. Ecco perché il coding per bambini insegna un certo tipo di approccio alla vita che può essere applicato in momenti più diversi.

Coding per bambini

Coding per bambini: corsi

Ad organizzare corsi di coding per bambini ci sono realtà come Codeacademy.com e CoderDojo. Nel primo caso basta connettersi gratuitamente da casa, nel secondo invece ci sono delle sedi in cui si ritrovano appassionati in club gratuiti ma ufficiali dove viene insegnata la programmazione informatica attraverso il gioco e il divertimento.

Dal 2014 il MIUR ha avviato il progetto “Programma il Futuro” con cui si stanno sperimentando nelle scuole delle ore di programmazione informatica in modo da introdurre questa materia nel piano scolastico di tutte le scuole, in modo da fornire a tutti i più futuri adulti almeno i concetti base dell’informatica, attraverso il gioco e le attività di gruppo.

Coding per bambini

Coding per bambini: infanzia

Per insegnare coding ai bambini si usano giochi ed esercizi interattivi, a volte si programma per far svolgere ai personaggi sullo schermo delle azioni. Si prendono delle righe di codice già scritte e le si posiziona come mattoncini sul monitor, creando la sequenza corretta. Il codice è in JavaScript, uno dei linguaggi di programmazione più utilizzato al mondo.

Coding per bambini: libri 

Forse già lo conoscete, perché ha avuto un grande successo questo libro. Si intitola “Hello Ruby. Avventure nel mondo del coding”, è di Linda Liukas ed è davvero il migliore ad oggi pubblicato su questo argomento. Su Amazon costa meno di 12 euro e racconta la storia di Ruby, una avventura fantastica che si intreccia con i concetti base del coding. E’ adatto a bambini dai 7 anni in su e propone anche delle attività per futuri piccoli programmatori.

Coding per bambini

Coding per bambini: attività

La maggior parte delle attività relative al coding per bambini sono piattaforme on line, tra le più note troviamo Code.org, per principianti, con giochi e vide, lezioni tecnologiche stile Star Wars, Minecraft e Frozen. C’è anche Scratch con cui creare programmando delle storie interattive, dei videogiochi e delle animazioni da condividere con gli altri membri, divertendosi.

Se vi è piaciuto questo articolo continuate a seguirmi anche su TwitterFacebookGoogle+Instagram

Ti potrebbero interessare anche:

Pubblicato da Marta Abbà il 11 marzo 2018