Chinotto: caratteristiche e proprietà

chinotto

Quando si parla di Chinotto di solito si pensa alla bibita che porta questo nome. Effetto del marketing, ma questo nome ci dovrebbe portare a pensare ad un agrume che pochi conoscono. Non è certo coltivato e utilizzato come il limone, l’arancia e il mandarino ma ha diverse proprietà che possono essere interessanti ed è importante imparare come si coltiva e anche come si può consumare.



Il sapore del chinotto è piuttosto acidulo, non è infatti un frutto che si sbuccia e si mangia come un mandarino con il suo dolce e gradevole sapore. E’ un frutto, e una pianta, che arriva a noi dalla Cina meridionale e che possiamo trovare in diverse zone d’Italia di cui ama il clima mediterraneo. Si coltiva in modo sistematico in Toscana, nella Riviera ligure di Ponente, in Calabria e Sicilia. Dobbiamo la sua presenza nel nostro paese ad un navigatore ligure che lo ha importato o almeno così racconta la leggenda.

Chinotto: caratteristiche

Appartiene alla famiglia delle Rutacee e il suo nome scientifico è Citrus Myrtifolia. Questo agrume potrebbe essere frutto di un lavoro di selezione spontanea di moltissimi anni, partito dall’arancio amaro e oggi presenta numerose varietà: il chinotto grande, quello piccolo, il crispifolia e il chinotto a foglie di bosso.

In tutti i casi il frutto di questa pianta ha la buccia di colore arancione e una forma tondeggiante ma un po’ schiacciata alle due estremità, non ha delle dimensioni esagerate, può essere paragonato ad un mandarino mini. Se si scalfisce la buccia del chinotto si scoprono i suoi spicchi, di solito sono una decina e non hanno i semi.

Per ottenere dei frutti da mangiare o da utilizzare in cucina è necessario avere parecchia pazienza nel caso del chinotto perché i tempi di crescita sono molto lenti e la fase di maturazione può durare anche un paio di anni. Hanno un sapore amarognolo ma in parte acidulo, può essere colto tra giugno e dicembre, anche al variare della zona in cui cresce. La pianta è sempreverde ed è l’unica a non presentare delle spine tra tutte quelle che producono agrumi. Può arrivare anche all’altezza di 4 metri, ha tante foglie di un colore verde brillante e con una forma appuntita, forse al posto delle spine, e prima di offrire i suoi frutti produce dei meravigliosi fiori di colore bianco e fortemente profumati.

chinotto

Chinotto: proprietà

Tutti gli agrumi sono ricchi di proprietà preziose per la nostra salute e il chinotto non ha certo nulla da invidiare ai suoi colleghi. Certo, non ha un sapore “banale” e a molti può non piacere ma se impariamo a cucinarlo o a utilizzarlo in cucina, potremo godere di molti benefici.

Proprio la sostanza che lo rende un po’ amarognolo e sgradevole per i palati più delicati, la naringina, è anche la sostanza che motiva le sue proprietà più importanti: digestive, antiossidanti e e antinfiammatorie.

Come tutti gli agrumi ha tantissima vitamina C e anche una grande quantità di beta-carotene quindi in altre epoche era uno degli alimenti che poteva essere molto utile per curare una malattia dovuta alla carenza di vitamina C, lo scorbuto. Ne facevano grande uso i marinai, assieme alla paprika e all’acerola. Anche la scorza e i fiori del chinotto hanno delle proprietà utili e sono utilizzati in fitoterapia per combattere soprattutto l’insonnia.

Chinotto: uso

Visto il sapore molto particolare, non è il caso di magiare il chinotto direttamente, come fosse un’arancia. Evitiamo di consumarlo crudo e impariamo a usarlo in cucina per preparare bevande e ricette. Questo frutto è alla base della nota omonima bevanda ma non solo, lo troviamo anche negli ingredienti di liquori e digestivi, marmellate, sciroppi, canditi. Anche le foglie possono essere impiegate per preparare tisane e infusi rilassanti e i fiori così profumati sono utili in cosmetica, per preparare saponi e prodotti profumati.

Una delle ricette più interessanti e sfiziose ma allo stesso tempo interessanti è quella del liquore al gusto di questo agrume. Non servono strani ingredienti e la procedura non richiede un background da chef. Procuriamoci 600 grammi di chinotti maturi e 600 ml di alcool a 90°, 600 ml di acqua, 1 kg di zucchero e una stecca di vaniglia.

Per preparare i frutti è necessario lavarli ed eliminare la scorza non sbucciandoli ma grattugiandola con attenzione: deve essere messa da parte per essere usata. Iniziamo a spremere il succo dai frutti, poi prendiamo le scorze di buccia e mettiamole in infusione con l’alcool, il succo estratto, la stecca di vaniglia. Dopo due settimane di riposo al buio, recuperiamo questo liquido e facciamo bollire in una pentola acqua e zucchero fino a quando non sono pronti e a temperatura ambiente. A quel punto possiamo aggiungere il liquido in infusione e lasciare riposare di nuovo per una settimana, sempre al buio. E’ ormai passato quasi un mese ma ci siamo quasi. Prendiamo il liquido, riportiamolo alla luce e filtriamolo più volte fino ad ottenere un fluido limpido che sarà il nostro liquore, con forti proprietà digestive.

Chinotto: coltivazione

In piena terra o in vaso, il chinotto è una pianta che può essere coltivata in molte zone d’Italia in cui si trova a suo agio per via dell’ottimo clima. Le sue temperature ideali vanno dai 18 ai 32 °C quindi se ci presentano degli inverni particolarmente rigidi è assolutamente necessario proteggere il chinotto. Le innaffiature devono essere abbondanti in estate, quando il caldo può dare problemi di siccità, mentre in inverno non è necessario esagerare, basta somministrare un po’ di acqua ogni 10 – 12 giorni. La scelta del terreno è piuttosto delicata, è infatti necessario fare di tutto per evitare che si creino dei ristagni idrici per cui serve che sia fertile e ben drenante in modo che le radici non rischino di marcire.

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Pubblicato da Marta Abbà il 26 Aprile 2019