Ceropegia: caratteristiche, coltivazione e malattie

Ceropegia

Tra le piante succulente, ci sono quelle che appartengono al genere delle Ceropegia, sono piuttosto diffuse anche perché facili da coltivare. Non richiedono il pollice verde. Sono per lo più piante rampicanti che vengono utilizzate come ornamento, a scopo decorativo.



Ceropegia: caratteristiche

Fanno parte di questo genere di piante succulente, specie con la radice tuberosa e che spesso sono dotate di fusti intrecciati che sorreggono foglie dal bel aspetto che possono risultare un buon modo per coprire pareti poco interessanti. Queste piante possono avere un portamento eretto oppure anche strisciante, anche a seconda dello spessore dei fusti. Molto spesso troviamo le Ceropegia in cesti sospesi oppure su pareti o supporti, con lo scopo di decorare o coprire superfici non particolarmente estetiche.

Alcune specie di questo genere arrivano dall’Arabia, dalla Cina e dall’Australia ma la maggior parte di esse è originaria del sud Africa e delle Canarie.

Ceropegia: malattie

Prima di approfondire la conoscenza di queste piante, diamo un’occhiata a chi minaccia la loro salute. In prima fila c’è la cocciniglia farinosa. La sua presenza può essere rilevata attraverso la comparsa di piccole formazioni fioccose sulle foglie della pianta che risultano anche facili da rimuovere se grattate con un’unghia. Per disfarsene, però, è necessario munirsi di un batuffolo imbevuto di alcool con cui passare le foglie, una per una, oppure, in alternativa, si può fare un bagno alla pianta, con acqua e sapone.

Se non trattiamo correttamente le Ceropegia, possono soffrirne e ce lo comunicano facendo raggrinzire oppure sbiadire le proprie foglie, ad esempio.

Se ci scordiamo di dare loro acqua a sufficienza, le foglie dopo essere raggrinzite cadono, per salvare la pianta è necessario aumentare le irrigazioni senza però far creare dei ristagni idrici. Quando invece le foglie sbiadiscono, significa che la luce che arriva alla pianta è troppo poca, dobbiamo spostarla e trovarle una posizione più strategica.

Se non diamo concime alla pianta, ovviamente è inutile dire che non crescerà come dovrebbe, in questo caso l’importante è seguire le indicazioni di coltivazione, in modo che, oltre a crescere bene, produca anche dei fiori.

Ceropegia

Ceropegia: coltivazione

Iniziamo subito dalla concimazione, in modo da non essere colti in fallo su questo punto. Il concime da utilizzare per questo genere di succulente deve contenere anche microelementi come il Ferro, il manganese, il rame e lo zinco. Somministriamolo solo in primavera e in estate, quando la pianta è in periodo di crescita, diluendolo nell’acqua di annaffiatura.

In generale queste piante non sono molto difficili da coltivare, non sono rustiche ma possono dare soddisfazione anche a chi non è un grande esperto di piante grasse.

Per farle ambientare è necessario un ambiente con temperature sopra i 7° C quindi in inverno possono stare all’esterno se non abitiamo in una zona in cui il clima è rigido. E’ importante che siano al sole, quindi preferibilmente a sud o a ovest, e soprattutto al riparo da eventuali correnti di aria fredda.

Durante i periodi di riposo vegetativo, le Ceropegia non devono essere annaffiate molto, basta fare in modo che il terriccio non secchi, invece in primavera e in estate è necessario aumentare il ritmo delle innaffiature, sempre controllando il livello di umidità del terriccio.

Le Ceropegia fioriscono in estate ma vanno rinvasate in primavera utilizzando un terriccio per cactus oppure una miscela di terriccio fertile, torba e sabbia fine, tutto in parti uguali. Quando invece che rinvasare, si sta piantando un tubero, facciamo attenzione a piantarli molto a massimo 1 centimetro di profondità, tenendo una distanza di 5 centimetri tra un tubero e l’altro. L’operazione di potatura non è prevista per questo genere di piante, si riduce alla semplice eliminazione delle foglie e dei fusti che finiscono per seccarsi oppure che vengono attaccate da qualche malattia.

Ceropegia: specie

Tra le oltre duecento specie di Ceropegia che esistono al mondo, ce ne sono alcune più comuni oppure più particolari che vale la pena di descrivere più accuratamente. Partiamo dalla Radicans, originaria del sud Africa e dal portamento strisciante. Ha delle foglie colore verde-scuro e fiori verdi, bianchi o porpora dalla forma tubolare con i lobi saldati alle estremità.

La Dicothoma, originaria delle isole Canarie, produce fiori gialli e ha fusti eretti verde chiaro, le sue foglie sono piccole e strette, mentre la Fusca ha un portamento eretto e assomiglia ad una canna, produce fiori piccoli ma ha un fusto particolare, color grigio sfumato di rosso.

Terminiamo la rassegna delle specie di Ceropegia con la più diffusa e coltivata la Woodii. Arriva a noi dal Sud Africa, produce fiori grandi con corolla tubolare di colore marrone-rosso. I fusti di questa pianta sono particolarmente lunghi -quasi un metro – sottili e flessibili, color rossiccio, le foglie hanno delle strisce bianche sulla pagina superiore e porpora in quella inferiore, sono piccole e a forma di cuore.

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Pubblicato da Marta Abbà il 6 Febbraio 2019