Campagne anti-eolico, un complotto delle multinazionali?

Distruggono i beni paesaggistici, uccidono l’avifauna e incrementano il surriscaldamento globale. Sono queste le accuse mosse contro l’energia eolica ma c’è chi afferma esattamente il contrario. Secondo voci autorevoli si tratterebbe di un complotto per favorire le fonti di combustibile a carbone.

Non c’è pace per i parchi eolici, una nuova ricerca dimostrerebbe come le centrali eoliche incrementano il fenomeno del global warming. Secondo un esposto riportato da DeSmogBlog e anche dalla celebre voce britannica del The Guardian, si tratterebbe di un complotto statunitense per far calare gli investimenti nell’energia eolica e tenere alti quelli nei combustibili fossili.

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La premessa. Sappiamo che l’energia eolica è la più economica fonte di energia rinnovabile. Ogni chilowattora può essere pagato dai 5 ai 7 centesimi e con investimenti mirati l’eolico potrebbe fare molto. Già in Scozia e in Danimarca con l’energia eolica soddisfa il fabbisogno elettrico di una buona fetta della popolazione. In Sardegna, grazie ai parchi eolici molti cittadini non dovranno pagare l’Imu. Sono moltissimi i benefici che l’eolico riesce a portare all’ambiente ma sono altrettanto numerose le accuse che tale settore riceve.

Secondo il rapporto pubblicato da DeSmogBlog si tratterebbe di un vero e proprio complotto. Le propagande antieoliche sarebbero pilotate da industrie statunitensi per salvaguardare gli interesse dei combustibili fossili. Tale campagna mirerebbe a plagiare l’opinione pubblica e a dissudere qualche investitore.

L’energia eolica è stata accusati di deturpare il paesaggio e di avere un impatto negativo sull’avifauna. Riguardo l’impatto sui beni paesaggistici è difficile esprimersi, la questione è molto soggettiva e ne abbiamo ampiamente parlato mostrandovi un’accurata galleria fotografica che ritrae alcuni dei parchi eolici italiani. Il discorso dell’avifauna è stato affrontato dai ricercatori britannici. Seguono i link:

Eolico, nessun impatto sull’avifauna
Parchi eolici e impatto paesaggistico

Da poco è stato stilato un nuovo studio che afferma la dannosità delle centrali eoliche collegandole al fenomeno del global warming. Perché si tratterebbe di un complotto? Secondo queste accuse, gli studi proposti dall’NREL, hanno analizzato turbine obsolete, prodotte addirittura nel 1970 con una capacità minima di 250 kW quando attualmente la capacità produttiva è di circa 2 MW.

I team di ricercatori avrebbero condotto tali studi per falsare i risultati. L’accusa chiede al National Renewable ENergy Laboratory (NREL), punto di riferimento degli USA sulle energie rinnovabili, di ripetere lo studio analizzando le attuali tecnologie messe in campo.

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Photo Credits | moto.it

Pubblicato da Anna De Simone il 11 maggio 2012