Eolico, nessun impatto sull’avifauna

Continua il dibattito sull’eolico e si fa sempre più acceso. Questa volta a metterci bocca è la Royal Society per la Protezione degli Uccelli che ha pubblicato una ricerca molto interessante. Le gigantesche turbine eoliche non danneggiano le specie volatili, tanto che l’ente per la Protezione degli Uccelli ha deciso di costruire una pala eolica alta 100 metri, proprio nei pressi della sua sede!

La Royal Society for the Protection of Birds (RSPB) è leader britannica per la protenzione degli uccelli. Uno studio, effettuato in collaborazione con tale autorità, sembra mostrare che l’avifauna non subisce danni a seguito dell’introduzione delle pale eoliche.

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Il team di ricerca ha raccolto numerosi dati, ha monitorato le zone dei parchi eolici popolate dagli uccelli. Soprattutto le aree di montagna del Regno Unito, habitat ideale per numerose specie volatili. Secondo il monitoraggio, la densità degli uccelli non sembra aver subito danni, nessuna significativa riduzione per gli uccelli di montagna a seguito della costruzione delle centrali eoliche.

Secondo il rapporto pubblicato dalla rivista Applied Ecology, c’è poca attinenza tra la diminuzione delle popolazioni volatili e l’attività delle centrali eoliche, piuttosto un impatto negativo è stato rigistrato durante l’allestimento dei parchi. La ricerca ha dimostrato che durante la costruzione delle centrali eoliche alcune specie volatili come i chiurli, beccaccini e pernici rosse, sono state danneggiate.

La ricerca della Scottish Natural Heritage RSPB e della British Trust for Ornithology (BTO) ha esaminato 10 specie di uccelli in 18 parchi eolici della Gran Bretagna.

Da lungo tempo anche in Italia vige un dibattito tra ambientalisti e animalisti, questi ultimi sono molto preoccupati per le sorti degli uccelli che possono essere danneggiati durante il volo, attraversando le lami rotanti delle turbine. In realtà, la ricerca britannica sembra mostrare che è la fase di allestimento dei parchi eolici a danneggiare le specie volatili. Tra le 10 specie osservate, manca l’aquila reale, la specie volatile che sta molto a cuore agli animalisti italiani, ma figurano specie come l’allodola e il saltimpalo, volatili che preferiscono la vegetazione aperta. In realtà lo studio ha visto che la densità di tali specie è aumentata anche durante la fase di costruzione, mentre per le altre specie sono stati pochi i cambiamenti.

In ogni caso, la RSPB afferma di non essere troppo preoccupata per l’impatto che hanno le centrali eoliche sull’avifauna tanto che ha annunciato di voler costruire una turbina eolica presso la sua sede di Bedfordshire. La turbina eolica scelta dall’ente per la salvaguardia degli uccelli sarà alta 100 metri e garantirà i 2/3 del fabbisogno elettrico dell’intera sede e delle sue operazioni nel Regno Unito.

Speriamo che i gruppi di animalisti e ambientalisti italiani che si oppongono all’allestimento di parchi eolici appellandosi all’impatto sull’avifauna, seguano l’esempio della RSPB.

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Pubblicato da Anna De Simone il 6 maggio 2012