Calanchi: significato ed esempi

Calanchi

I calanchi sono un fenomeno legato all’erosione del terreno, in Italia li possiamo ammirare in Basilicata e in Toscana, ma anche in altre aree meno note e altrettanto meravigliose. Si tratta di panorami molto suggestivi che sembrano a tratti usciti da un film epico o fantasy, eppure sono veri e sono anche molto vicini a noi.



Calanchi: significato

Sono queste rughe del paesaggio composti da creste di vario tipo che possono dare un carattere aspro a prima vita ma a guardare bene, sono emozionanti e utili per osservare tutti gli stadi dell’evoluzione morfogenetica tipica delle argille.

Tra i sistemi di calanchi che possiamo trovare nelle aree soggette ad erosioni importanti, c’è quello caratterizzato da creste sottili dette anche “lama di coltello”. Si tratta dello stadio iniziale del fenomeno di erosione che via via può plasmare il terreno andando a formare delle diverse “curve” più rotondeggianti come quelle chiamate “Biancane” o quelle soprannominate a “Dorso di elefante”, entrambe segni di forme erosive più mature.

I calanchi si possono differenziare l’uno dall’altro, anche se “coetanei”, dalla loro disposizione. Ne troviamo a spina di pesce oppure a raggiera, altri ancora sono sistemati “a pettine”, ad esempio.

Calanchi: significato

Calanchi: definizione

Dal punto di vista di chi studia le caratteristiche geomorfologiche della Terra, i calanchi possono essere definiti il risultato dell’erosione del terreno che si produce per l’effetto di dilavamento delle acque su rocce argillose degradate. Di solito si tratta di rocce che non sono coperte o circondate dalla vegetazione e quindi si prestano maggiormente al fenomeno del ruscellamento.

Se preferiamo una definizione più breve e semplice, possiamo dire che i calanchi sono dei profondi solchi nel terreno lungo il fianco di un monte o di una collina.

Calanchi della Valle del Sillaro

In provincia di Bologna, nei pressi del corso del fiume Sillaro, troviamo un sistema di calanchi interessante. In romagnolo questo fiume è chiamato “Sèlar” e in bolognese “Sàrel”, fatto sta che mentre scorre questo torrente, affluente del Reno, attraversa molte province – Firenze, Bologna, Ravenna e Ferrara – e con lo scorrere del tempo, e dell’acqua, ha creato formazioni calanchifere che possiamo raggiungere e avviare.

Calanchi della Valle del Sillaro

Calanchi di Atri

Sono tra i calanchi più famosi, quelli situati nella Riserva naturale ad essi dedicata, un’area naturale protetta situata in Abruzzo, nella sua parte vicino all’Adriatico. Istituita nel 1995 questa riserva copre circa 380 ettari è tutta nel comune di Atri, in provincia di Teramo, e oggi è gestita dal WWF, tramite una cooperativa. Nel visitarla non si incontrano solo i calanchi, che già da soli meritano, ma anche flora e fauna spettacolari. Il gladiolo selvatico, i capperi la e la liquirizia, alberi come i salici, il pioppo bianco, il sambuco e la vitalba, mentre in cielo volano esemplari di poiana, gheppio e sparviero.

Calanchi in Basilicata

In Basilicata troviamo senza dubbio i calanchi più noti di Italia, lungo il versante occidentale della collina su cui sorge Montalbano Jonico, un comune in Provincia di Matera. In questa regione che spesso molti sottovalutano, troviamo di fatto la più estesa area di calanchi del Paese, o quasi.

Di certo, secondo gli esperti, qui si riscontrano caratteristiche geologiche uniche a livello mondiale che rendono questo sito un luogo di prestigio da molti punti di vista, non solo paesaggistico e ambientale, ma anche archeologico e culturale.

Calanchi in Basilicata

Fortunatamente è tutto protetto dalla Riserva regionale dei Calanchi di Montalbano Jonico che è stata istituita nel 2011, visitandola si possono ammirare da vicino le profonde incisioni che l’erosione di anni e anni ha creato e che si inserisce in un panorama dove ci sono anche campi coltivati, boschi di macchia mediterranea, pini e cipressi. Capita quindi che, “giocando” con la natura, si creino dei luoghi molto suggestivi e che non si saprebbe come costruire in modo artificiale, un esempio è il geosito di Tempa Petrolla, uno sperone isolato di roccia che si innalza in un mare di argilla.

La zona dei calanchi, in Basilicata, interessa molto anche chi studia la vegetazione e la fauna perché in entrambi i casi, ci sono delle belle sorprese. Lato “flora”, per via delle peculiari condizioni climatiche, troviamo delle vere e proprie rarità botaniche tutelate perfino dall’Unione europea. Un esempio per tutti la Canforata di Montpellier. Lato “fauna”, la zona è un punto di sosta e di riproduzione di diverse specie di uccelli, infatti è riconosciuta a livello europeo come “Important Bird Area”.

Già che ci siamo, in zona troviamo anche qualcosa di interessante dal punto di vista storico/artistico: il centro storico di Montalbano è a tutti gli effetti un museo a cielo aperto con il suo interessante impianto romano, mura ben conservate, diversi palazzi storici, chiese e cappelle.

Calanchi immagini

Alla ricerca di immagini di calanchi si scopre che, oltre a quelli della Riserva di Montalbano Jonico, in Italia ci sono anche quelli in Val d’Orcia in Toscana e quelli a Caltagirone in Sicilia

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Pubblicato da Marta Abbà il 22 luglio 2018