Bonsai di olmo, cure e consigli

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Tutte le informazioni sul bonsai di olmo con focus particolare all’olmo cinese o giapponese. Potatura, rinvaso, irrigazione, cure e tanti consigli.

Bonsai di olmo: olmo cinese e olmo giapponese

Esistono circa duemila specie e 6 generi appartenenti alla famiglia delle Ulmacee, per questo capirete che parlare di bonsai di olmo è piuttosto dispersivo.

In natura, l’olmo può raggiungere e superare i 20 metri di altezza con un grosso tronco dalla corteccia rugosa marrone scuro o bruno grigiastro nelle specie autoctone. La corteccia può essere anche tendenzialmente liscia come il caso dell’olmo cinese, meglio noto con il nome di Zelkova, molto amato dai bonsaisti. Il bonsai di olmo Zelkova, per le sue origine asiatiche, è anche detto olmo giapponese. Da ciò si evince che non vi sono differenze tra un bonsai di olmo giapponese e un bonsai olmo cinese.

L’olmo cinese (o olmo giapponese) è un albero molto amato dai bonsaisti, sia per le forme che riesce a regalare sia per il significato che racchiude.

Difficilmente su un bonsai di olmo (qualsiasi specie essa sia) si può assistere alla fioritura. In genere, in natura l’olmo fiorisce verso la fine dell’inverno mentre, al contrario, l’olmo cinese fiorisce e fruttifica in autunno portando a maturazione i semi alati prima dell’inizio dei geli invernali.

Le varietà più note per uso bonsaistico sono: Ulmus parviflora, Parviflora sempervirens, Suberosa, Thumbergii, Makino, Zelkova, Zelkova serrata e Celtis australis.

L’olmo è una pianta che si adatta bene alla coltivazione in vaso e resiste a ogni clima. Per scoprire come curare un bonsai di olmo prendiamo in esempio l’olmo cinese.

Coltivazione del bonsai olmo

Quando potare bonsai di olmo

La potatura rispetta lo stile conferito nelle prime fasi di sviluppo del bonsai. Nel potare un bonsai di olmo bisogna rispettare sì la forma ma anche il periodo di potatura.

Non esiste, infatti, un periodo di potatura adatto a tutti i bonsai, tale arco di tempo varia in base alla pianta.

Per tutte le caducifoglie come l’olmo (quindi compreso l’olmo cinese olmo giapponese), il taglio va eseguito d’inverno, quando la pianta è in riposo vegetativo.

Come potare il bonsai di olmo

Dovete procedere con piccole forbici sterili, specifiche per la potatura dei bonsai. Come fare? Si tagliano tutti i rami che crescono nella direzione errata (quindi vanno sacrificati i rami che crescono verso l’alto o verso il basso e vanno tenuti solo i rami che crescono in modo perpendicolare al fusto).

Nel potare un bonsai bisogna tener presente che l’ultima gemma apicale determina la direzione del nuovo getto, questo consente di ottenere ramificazioni zigzaganti, molto belle su un piccolo alberello.

Quando si pota un bonsai, i tagli vanno protetti con pasta cicatrizzante arricchita con ormoni, così da proteggere la pianta da agenti patogeni.

La pinzatura del bonsai di olmo

La pinzatura del bonsai di olmo si esegue in tutto il periodo di crescita delle gemme. Vanno pinzate le prime due o tre foglioline che fuoriescono dalla forma del bonsai.

Nel periodo primavera/estate sarà possibile eseguire l’intera defogliazione della pianta costringendo l’alberello a emettere nuove e più sottili ramificazioni arretrate.

Bonsai di olmo, rinvaso

Il periodo del rinvaso, così come specificato per la potatura, non è unico per qualsiasi bonsai ma dipende dalla pianta.

Nel caso del bonsai di olmo il rinvaso si esegue in primavera, quando stanno per spuntare le prime gemme. Al contrario, l’epoca migliore per il rinvaso del Olmo Cinese cade tra la metà di febbraio fino alla fine di marzo, prima dell’inizio della primavera.

Per ottenere un buon nebari, al momento del rinvaso, bisognerà potare le radici del bonsai. Le piante già formate si rinvasano ogni 3 anni, mentre i bonsai con rapido accrescimento radicale vanno rinvasati annualmente.

Quale terriccio usare per un bonsai di olmo

Il substrato deve avere un buon drenaggio e essere ricco di sostanze nutritive. Per un bonsai di olmo (compreso olmo cinese) si può impiegare una miscela costituita da:

  • 60% akadama,
  • 20% terra pronta
  • 20% sabbia di fiume

In alternativa, al momento del rinvaso potete usare una miscela di sabbia, torba e terra argillosa in parti uguali.

Pubblicato da Anna De Simone il 19 giugno 2017