Barbagianni: verso e dove vive

Barbagianni

Il barbagianni è un animale notturno tanto quanto il gufo e la civetta, è molto utile all’ecosistema agricolo ma non gode della loro stessa fama, chissà poi perché! Il nome comune di questo rapace è Barbagianni ma quello scientifico è Tyto Alba, vive di notte e solo di notte e appartiene alla famiglia dei Titonidi. Proprio come la civetta e il gufo, e ogni altro rapace notturno, anch’esso ha un aspetto molto buffo, tra il comico e il simpatico, che molto si presta a fotografie e a dipinti ma anche a fumetti ed illustrazioni.



E’ un peccato che non si sia parlato molto, finora, di questo rapace, perché gioca un ruolo importante nell’equilibrio dell’ecosistema agricolo, ad esempio è un grande cacciatori di talpe e topi che, chi lavora nel settore lo sa bene – sono animali “nemici” perché in grado di arrecare ingenti danni alle coltivazioni.

Barbagianni dove vive

In tutto il mondo possiamo trovare il barbagianni. Se ne parla poco ma è comunque una delle specie più diffuse in tutto il mondo, le uniche aree in cui non bazzica sono quelle antartiche. In Italia ci sono molti esemplari di questo rapace, sia negli ambienti rurali che in quelli urbani perché hanno col tempo saputo adattarsi alle città e alle persone, andando a sistemarsi in luoghi aperti e non ad alta quota, possibilmente, ma senza disdegnare gli spazi verdi urbani o delle tante province italiane, scovando una cavità che ritenevano adatta per poter nidificare.

Possiamo trovare nidi di barbagianni anche all’interno di antri o caverne, o in e cavità rocciose, come allo stesso modo in contesti più cittadini in cui il nido può essere stato costruito all’interno di soffitti o granai. Dal punto di vista della vita di coppia, visto che parliamo di nido, è interessante notare come questi animali scelgano un unico partner per tutta la vita, non migrando mai, anzi, restando dove sono e con le stesse abitudini per tutta la vita.

Barbagianni dove vive

Barbagianni: verso

Una delle caratteristiche che più colpisce di questo animale è il suo verso, semplice da riconoscere. Possiamo descriverlo come una serie di sibili o soffi che diventa in pochi secondi una voce descrivibile come una sorta di risata stridula e metallica. Oltretutto questo suono strano è emesso per molti secondi, quasi ad infastidire chi lo sente, dato che è un verso acuto.

Può spaventare, soprattutto di notte: provate ad immaginare che spavento! E si comprende quindi come mai nel passato questi animali sono spesso stati additati come creatura dalla natura malvagia. Guardandoli in foto, sembrano simpatici ed innocui ma di notte in un bosco, vedendo i loro occhi e sentendo questo verso acuto e lungo, certo potremmo avvertire qualche brivido di paura.

Oltre ad essere guardati con timore, i barbagianni sono stati anche associati ad un concetto negativo, oggi infatti se si paragona una persona ad uno di questi animali, metaforicamente parlando, le si vuole dare dello sciocco o del balordo, oppure si desidera comunicare che l’altro è una persona indolente, noiosa e poco amante della compagnia. Spesso sono gli anziani ad essere associati al barbagianni, con l’espressione di “vecchio barbogio”.

Barbagianni bianco

Il piumaggio del barbagianni è molto bello se si amano le sfumature del grigio e del bianco lo si apprezza sicuramente. Le colorazioni del suo copro sono molto considerate e uniche nella famiglia di cui fa parte. Il suo piumaggio risulta in quasi tutte le aree molto chiaro o quasi del tutto bianco soprattutto nella parte anteriore. Questo rapace possiede un disco facciale a forma di cuore su un grande capo arrotondato, particolare, che caratterizza anche altri rapaci notturni, tra cui il gufo e la civetta.

Barbagianni bianco

Barbagianni: foto

Non si può sentire il verso, dalle immagini, ma tutte le altre caratteristiche sì, sono davanti ai nostri occhi. Possiamo quindi vedere come il barbagianni non presenti ciuffi auricolari che invece altri rapaci hanno. Visto così non si direbbe un animale stregato, vero?
Barbagianni: foto

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Pubblicato da Marta Abbà il 31 luglio 2018